V edizione del Vertical Movie Festival, serata di premiazione alla Casa del Cinema

di Cristian Arni

 

E’ stato interessante assistere alla  serata di premiazione della V edizione del Vertical Movi Festiva presso la Casa del Cinema il 5 Ottobre c.m.; le nuove tecnologie offrono alcuni spunti interessanti di riflessione e, revisione, delle forme narrative relative ai nuovi media che aprono a nuovi linguaggi di espressione, in questo caso la rappresentazione  cinematografica nel formato 9/16.

Si è trattato di una serata che ha offerto non pochi spunti di riflessione, scherzano dal “palco” «Si rischia di andare in prepensionamento» riferisce uno dei giurati presenti, riferendosi alle abilità e alla padronanza e sicurezza che mostrano i più giovani nel maneggiare gli strumenti tecnologici di nuova generazione: smartphones, rig, minicamere Go- Pro, strumenti di editing, color correction. ripresa e montaggio, tutto…a portata di mano, nel vero senso del termine.

I “nativi digitali” però non hanno intenzione di mandare in panchina i “matusa” o chi fa il Cinema come siamo abituati a vederlo, e pensarlo, loro fanno “solo” la loro parte, e la fanno bene!

Al Festival sono state presentate opere brevi, storie da una manciata di minuti, in alcuni casi anche storie di 1 minuto, opere che mostrano maestria, dimestichezza e agilità nel padroneggiare il nuovo linguaggio cinematografico, che sta scrivendo una nuova grammatica del linguaggio cinematografico.

Quello che prima si faceva con una troupe, mezzi ingombranti nel maneggiarli, che occupano spazio e richiedono tempo nella preparazione di un set, oggi si fa “cotto e mangiato”, in maniera più smart e veloce, snella e pratica, il cinema si alleggerisce ma non diventa affatto superficiale.

Attraverso i device vengono presentate e raccontate storie dal sapore fresco e si, profondo, sensato, si è visto che dietro esiste un lavoro, un ensemble di energie giovani, che insieme hanno voglia di stare e fare, senza troppe complicazioni, e infatti ricevono premi, applausi e approvazione da parte della sala che apprezza evidentemente quanto viene presentato.

Le crew sono composte da amici che condividono la stessa passione, in non pochi casi queste crew sono addirittura costituite da una sola persona che veste i panni di regista, sceneggiatore, tecnico, montatore, come scatole cinesi questi nuovi autori desiderano, con ogni mezzo, raccontare storie, narrare il proprio tempo attraverso apparecchi maneggevoli, è vero, che richiedono comunque una certa abilità di manovra, altrimenti si rischia di scadere nella banalizzazione dello strumento come siamo abituati a fare e vedere, in non poche occasioni sono riusciti a “nobilitare” l’orizzontalità della crossmedialità quotidiana verticalizzando, in tutti i sensi, l’approccio dello strumento, e ci si muovono a loro agio i “tecnici”, i registi, gli autori ma soprattutto gli attori, che mostrano confidenza e spontaneità di fronte alla camera dei loro smartphone.

Una nuova narrativa, una nuova forma di racconto, un nuovo linguaggio che si sta scrivendo proprio nel nostro presente, dietro si cela tanta, tanta creatività e voglia di raccontarsi. 

Ne sono venute fuori opere, a onor del vero, niente male, accattivanti, fresche, commoventi, emozionanti, sorprendenti, curiose, per certi versi dotate di un’originalità che hanno manifestato una originalità e un potenziale tutto da esplorare, una vero Tsunami di creatività.

Questi giovani autori e interpreti sembrano navigati interpreti e registi di fronte e dietro la “macchina da presa” verticale, da sorprendere il nutrito parterre di ospiti ed invitati, accorsi alla premiazione che ha visto trionfare i 40 cortometraggi finalisti, selezionati tra le oltre 600 opere pervenute da 117 paesi di cinque continenti diversi.

Roma ha così avuto il suo antipasto cinematografico, fatti gli opportuni distinguo, a pochi giorni dalla consueta manifestazione cinematografica che si svolge all’Auditorium Parco della Musica: la sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che aprirà i battenti tra pochissimi giorni.  

Durante la serata, condotta da Maddalena Zoppoli, tra ospiti, premiati e giurati ci sono stati anche alcuni momenti di puro intrattenimento grazie ad un paio di sketch come quello improvvisato da uno dei candidati, che ha presentato un piccolo monologo sulla falsa riga del “Lucarelli” di Fabio De Luigi seguito poi dall’esilarante sketch di un veterano della comicità italiana: Salvatore Marino, che con il suo “grammelot” ha intrattenuto il pubblico con il suo personaggio che parla un politichese incomprensibile.

E’ stata poi la volta dell’intervento della special guest, l’attrice Milena Vukotic che oltre ad aver premiato le è stato consegnato a sua volta un premio alla carriera, mentre la serata è proseguita tra uno short e l’altro.

Altra presenza significativa quella della sceneggiatrice Silvia Scola, che ha presieduto la giuria a cui è toccato l’arduo compito di selezionare la rosa dei candidati e infine dei premiati che hanno presentato i propri lavori che raccontano il mondo, il contemporaneo attraverso forme espressive diverse per genere e stile: commedia, horror, thriller, musicale, videoclip, commedia romantica…

Tra gli altri interventi erano presenti l’attore e autore Gianluca Blumetti ed il film-maker Federico Bensi.

Ad aggiudicarsi questa V edizione è stato Arjanmar Rebeta, con la sua toccante, quanto interessante opera intitolata “I woke up on a little planet”, una specie di rivisitazione de “Il Piccolo Principe” però in chiave pandemico- ambientalista, lavoro visivamente originale che ha catturata l’attenzione del pubblico ricevendo l’unanimità della giuria.

L’appuntamento è alla prossima edizione, la VI.

Author: Cris

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