Un uomo caduto sulla terra, o forse un alieno

di Cristian Arni

 

 

 

A cinque anni dalla scomparsa, proviamo a fare una piccola riflessione sul talento artistico di David Bowie.

 

 

Sarà che certe personalità quando se ne vanno lasciano sempre, oltre ad un vuoto incolmabile anche di stucco. Sarà che di certi personaggi noti, che ci hanno accompagnato nel corso del tempo, sentiamo come non dovessero morire ma, sempre vicine al nostro fianco, anche se non le conosciamo personalmente.

Che si tratti di letteratura, Arte, Filosofia, Cinema, Tv, Teatro, Musica non ci sono distinguo, quando un esponente di questi ambiti, ed altri certo (sportivo, scientifico etc…), se ne vanno è una grossa perdita, nonostante il patrimonio che hanno lasciato, le tracce indelebili del loro passaggio, sulla terra.

Tra questi personaggi, o se preferite, tra questi “alieni”, perchè in fondo alcuni di essi ci danno l’impressione di esseri venuti da lontano, spicca, nel panorama musicale e dell’intrattenimento, David Bowie, che ci ha lasciati il 10 Gennaio del 2015.

Bowie in realtà è stato più di un esponente del panorama musicale glam, e non staremo qui certo a fare la lezione a nessuno che ne saprete certo parecchio, del resto chi non conosce il “Duca bianco”, ulteriore alter ego, manifestazione del suo eclettismo.

E così, trascorsi praticamente 50 anni sulle scene mondiali tra: musica, concerti, dischi, film in cui ha preso parte come attore, ruolo tutt’altro che marginale, televisione e molto altro ancora, la BBC Two, l’emittente pubblica britannica comunica l’esito di un sondaggio promosso dall’emittente nel 2019, che Bowie è considerato il «più grande entertainer del ventesimo secolo».

Non è solo una questione di vendite discografiche, o quanti album ha pubblicato, ma il fatto che Bowie ha sempre tenuta alta la qualità del suo lavoro, ma scadente o banale, mai scontato o che seguisse semplici e grette logiche di marketing.

In Bowie era presente il fuoco prometeico, la scintilla della sperimentazione tout- court; la voglia di esplorare, di andare oltre certi confini espandendoli, giocando (nel vero senso del termine) con se stesso in primis e i suoi alter ego, certo, prodigi di un marketing sofisticato, lo portano ad essere un punto di riferimento per molti artisti musicali di ieri e di oggi.

Non vogliamo s-cadere in tentazione con banali e insulsi paragoni, non è possibile paragonare chicchessia con David Bowie, ma certo, all’estero come da noi, sebbene con i dovuti distinguo, non possiamo parlare certo di emuli o cosa diavolo altro, ma che ci sia un’ispirazione, una propensione che spinga verso quella direzione non è un mistero, per quanto alcuni di questi esempi farebbero meglio a non azzardare con gli accostamenti giusto per il mero gusto personale o per chissà quale vana provocazione, pur di attirare l’attenzione in un modo squallido e volgare.

Vorremo anche evitare il banale accostamento o uso di espressioni quali: «mito» o «genio», sebbene comprendiamo l’uso del linguaggio di massa, specie nella sua manifestazione “gergale”, perchè temiamo appunto una brutalizzazione di certe etichette che a Bowie proprio non starebbero bene. 

Allora, passata l’ondata social e mediatica di rumors, noi fuori tempo rendiamo il nostro piccolo ma sentito omaggio pieno di gratitudine per chi ci ha trasmesso vibrazioni, siano sonore, musicali, canore, emozionali, visive, sono vibrazioni ed emozioni alle quali possiamo sempre avere accesso, quando più lo desideriamo, grazie al materiale enorme, al patrimonio artistico che ha lasciato: Major Tom, Ziggy Sturdust, Halloween Jack, Thomas Jerome Newton, The Thin White Duke una carrellata di personaggi e di personalità che hanno risieduto in un’ unico essere, David Bowie, che ha attraversato il tempo con le sue vicende storiche a far da sfondo ideale ai sentimenti di generazioni di cui Bowie ha cantato lo smarrimento di senso, le paure, le grandi dicotomie esistenziali, la fede e la ragione, la realtà e la sua rappresentazione, i concetti convenzionali di «Bene e Male», le considerazioni filosofiche, l’amore ecc…

Ecco, davvero, questo nostro omaggio va verso la direzione di un tributo al trasformismo di identità, giocando anche con la propria sessualità o, in certi casi asessualità, l’androginia, Bowie ha veramente sperimentato a 360° le sue possibilità espressive, altro non ci sentiamo di dire.

 

Author: Cris

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