Un anno di Covid tra: fantasie, ipotesi e tanti dubbi

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

In questo ultimo anno, condizionato dalla situazione sanitaria purtroppo ancora in corso, abbiamo attraversato molti momenti difficili, carichi di tensione e contradizioni; ad un’opinione se ne aggiungeva un’altra con una rapidità tale da non rendere possibile soffermare l’attenzione su quanto era stato appena dichiarato.

Immediatamente ad una voce se ne sostituiva un’altra, ad un’ipotesi se ne aggiungevano altre, accrescendo in tutti noi il senso di confusione e disorientamento generali.

Purtroppo questo stillicidio prosegue, anzi, sta peggiorando, esacerbando gli animi di tutti, messi a dura prova. E’ di queste ultime ore, ad esempio, la faccenda relativa ai vaccini di Astrazeneca, a cui sarebbero imputati effetti indesiderati in alcuni pazienti che avrebbero riportato trombi causandone il decesso.

Oggi l’informazione è diventata un “gioco” al massacro, non c’è fiato, nessuna risposta, zero certezze. Siamo tutti in balia di un costante senso di scoramento e stanchezza psicologica per una situazione che viene costantemente esacerbata da notizie sempre più contrastanti.

Del resto, se vogliamo mantenere desta l’attenzione e seguire pari passo ogni singolo momento della vicenda, vien da sè che in divenire non vi sia niente di definitivo, eppure, occorrerebbe forse solo allentare un pochino la morsa delle voci e dei pareri e delle opinioni, supposizioni, insomma siamo sempre sotto continuo “processo del Lunedì”.

Detto questo abbiamo da tenere saldi i nervi e dover sopportare anche alcune ipotesi così fantasiose da lasciare il tempo che trovano, ben altra attenzione invece meritano i comportamenti di ognuno di noi, chiamati ad un senso di responsabilità di cui abbiamo data prova, in molti casi, ma talvolta non sono mancati i comportamenti a rischio.

In alcune circostanze abbiamo assistito ad assembramenti che ci hanno fatto trasalire: in corso di una pandemia, con tutte le raccomandazioni del caso, la gente si è ritrovata in più di un’occasione a festeggiare, la Movida ha fatta mostra di sè alla faccia del virus, dei contagi, dei decessi, dell’impegno di medici e personale sanitario, del lavoro di quanti si sono spesi, e si stanno spendendo per garantire la nostra sicurezza e salute, non ultimo del nostro senso di responsabilità per arginare il diffondersi del Covid-19.

Sarà stato per un senso di ribellione, per spirito di contraddizione, per esorcizzazione la paura, la voglia di libertà unita al desiderio di riappropriarsi delle proprie vite forse, già, ma così si è rischiato di mettere a repentaglio l’incolumità di tutti.

Poi per fortuna prevale il buon senso, e allora c’è un ridimensionamento di certi atteggiamenti, ma chi ci dice se i casi di contagio che ci sono stati, e che ci sono ora, con i reparti di T.I. in sofferenza in alcune strutture ospedaliere, non siano il sintomo e il chiaro segnale dei comportamenti di cui sopra?!

Talvolta istigati e fomentati da idee, o istigatori stessi di idee fuorvianti, e teorie, e complottismi ed ipotesi screditanti nei confronti di questa pandemia, queste persone hanno sfidato a viso scoperto il virus, nel vero senso del termine; manifestazioni di piazza, assembramenti e proteste, per esprimere il loro dissenso e rancore e senso di frustrazione nei confronti delle misure di contenimento del contagio prese dal Governo, ieri come oggi, alla faccia dei rischi a cui hanno sottoposto noi e loro.

Quante voci ed opinioni abbiamo sentito circa la genesi del Sars- Cov2 e la sua diffusione, incolpando la Cina, additandola di una infamia lurida ed accusatrice, di aver predisposto piani di panico mondiale per trarne profitto economico, specie in barba ai dazi imposti da Trump.

Tra le tante ed assurde teorie di “negazionisti”, complottisti, cospirazionisti, e di quanti hanno esercitato basse speculazioni nei confronti di questa drammatica situazione ci sono anche i no- vax, i no – mask, e tanti altri no,  ad appesantire una situazione già abbastanza pesante di suo.

Si d’accordo, alcune ipotesi complottiste possono rivelarsi addirittura accattivanti ad una prima lettura, ma di fatto valgono quel che valgono, niente più che letteratura d’appendice, alla fin fine si tratta pur sempre di idee a dir poco picaresche, un vano tentativo di trovare, per vie traverse, risposte plausibili a domande che ancora oggi restano aperte.

Una volta capìta la gravità della situazione, complice il perdurare di una situazione di emergenza sanitaria palesemente concreta e costante, imperterriti, negazionisti e complottisti, si sono schierati contro il Governo e le misure adottate per frenare i contagi e non mandare in tilt il SSI (sistema sanitario italiano); ma per riconoscere i danni causati da questa situazione dovuta al Covid, questi ovviamente concreti e reali, non bisogna essere certo dei negazionisti e sfatare chissà quale mito secondo chissà quali piani di chissà quali rettiliani che vorrebbero impossessarsi del genere umano, siamo un po’ a questo ecco, forzando un po’ la mano, ma neanche troppo.

C’è caduto un Governo, il Conte- bis, perchè veniva considerato inadeguato a far fronte alla situazione, eppure oggi il nuovo esecutivo sta facendo le stesse identiche cose del governo precedente, al fine di arginare e contrastare il diffondersi del virus.

Altra cosa invece è se vogliamo discutere, in maniera concreta, civile e pratica, delle scelte politiche e delle azioni prese, circa i modi e i tempi. possiamo si lamentare certe mancanze ed inefficienze con tutte le contradizioni del caso, ma siamo certi che altri avrebbero affrontata questa situazione nel migliore dei modi, senza danni per l’economia, il lavoro, la produzione?

Certamente ci sono state, e ci sono tutt’ora molte difficoltà relativamente tutta la macchina organizzativa intorno al contenimento del Covid, ma non c’è bisogno di scomodare chissà quali forze occulte, piani nascosti presi da chissà quali alte sfere che vorrebbero  l’Italia.

Siamo in Democrazia, certo, ed ognuno ha diritto alla propria opinione, ad agire come meglio crede; certamente si rispetta la libertà di opinione, di pensiero, di parola e di stampa di tutti, ma facciamo anche attenzione a non cadere nel qualunquismo e nella direzione opposta, ossia che va tutto bene, qualsiasi cosa, così si rischia di perdere, come sta già avvenendo, la definizione dei bordi entro i quali conviene mantenere certe esternazioni.

Non crediamo affatto, come qualcuno sostiene, che tutta questa libertà di cui godiamo sia eccessiva, tanto da mettere in pericolo la libertà, però che ci sia una cattiva amministrazione della stessa, questo si, e ne paghiamo le conseguenze in termini di confusione collettiva!

All’inizio di questa pandemia, quando ancora era confinata lontana da noi, e quando poi ci raggiunse ed ancora non era stata classificata pandemia, sentimmo tante versioni diverse sulla possibile genesi del virus e la sua propagazione; man mano che la scala dei contagi aumentava si è passati dalla versione che accusava il Laboratorio di Wuhan, a quella del mercato dove le condizioni igienico sanitarie erano a dir poco ai limiti della decenza. 

Abbiamo appreso del possibile spillover, il salto di specie dal mondo animale a quello dell’uomo attraverso abitudini alimentari a dir poco discutibili per noi occidentali. Sono stati portati sul banco degli imputati, con l’accusa di colpevolezza animali quali: il pipistrello ed il pangolino, poi scagionato in via definitiva da ogni colpa addosatagli.

Addirittura è stato tirato in ballo il ruolo della tecnologia, con il 5G in prima linea, accusato di indebolire il sistema di difesa cellulare umano aiutando la diffusione del virus.

Poi è stato detto che nel virus del Covid erano presenti parti di quello dell’HIV, per mezzo di una manipolazione genetica che avrebbe aggravato la sua carica virale, instillando in noi tutti maggiore paura e allarme.

In tutto questo quotidianamente siamo raggiunti del numero di casi, tamponi fatti, contagi, ricoveri, decessi; gli indici di contagio aumentano, poi diminuiscono, poi risalgono, poi scendono per risalire nuovamente, tutto questo vorrà, dire qualcosa…

Ecco, non pensiamo ci sia necessità od urgenza, ora come ora, del fantasioso contributo orwelliano dei complottisti, per quanto la situazione possa apparire surreale e contradittoria, perchè fomenterebbe gli animi di quanti, carichi di tensione e pressione per questa situazione, a svisare le norme adatte al contenimento del contagio.

Quello che possiamo fare per contrastare la pandemia e i comportamenti sconvenienti annessi, è osservare al massimo tutte le norme anti- covid, con il massimo rigore e pazienza, il che non significa diventare esseri manipolabili, sottosviluppati, in preda al controllo sociale per mano dei governi che ci vorrebbero sottomettere; significherebbe esclusivamente adottare le giuste norme di comportamentale per il contenimento del virus che ci consentirebbe a tutti di venirne fuori, si spera, in tempi non biblici.

 

Author: Cris

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