Tra Imperialismo cinese e americano meglio un’Europa dei popoli

Introduzione, editing e copy Cristian Arni

Il 3 Giugno, apertura totale! L’€uropa, quella meramente €conomica, fa piovere i soldi che accontentano molti, ma l’Europa dei Popoli, dov’è? Allora siamo stretti in quella tenaglia che già Heidegger definì der Mitte, noi siamo nel mezzo, tra Stati Uniti e Cina, allora il filosofo tedesco si riferiva alla Russia, ma oggi è la Cina che ha preso il posto della Russia. Così tra i soldi €uropei e quelli che giungerebbero dalla Cina che comprerebbe a buon mercato, quello che ha un valore considerevole, sarebbe meglio scegliere chi, gli Stati Uniti? In termini di imperialismo: meglio quello americano o quello cinese? Ecco, la parola la lasciamo a Antonio Saccà.

 

 

DIARIO DELLA RISORGENZA E DELLA BUROPOLITICA

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

Non siamo ancora venuti fuori dalla pandemia e molti si preoccupano e ci preoccupano di un ritorno abbastanza prossimo della malattia. Non è questo il modo per affrontare una situazione drammatica esposta a esiti tragici, la quale, di sicuro, esige attenzione estrema ma non soltanto preoccupazione. Più che ipotizzare un ritorno della malattia dobbiamo considerare cosa abbiamo conquistato in questi mesi contro la malattia. Possiamo avere maggiore fiducia che, se fossimo colpiti, ne usciremmo con esiti non mortali? Potremmo renderla una malattia curabile? Questo è il punto. Vociferare soltanto che vi sarà un ritorno scoraggia, mentre abbiamo bisogno del massimo di ardimento. L’ardimento, il coraggio, la forza vitale sono indispensabili per affermare l’esistenza come vita sociale, economica, di relazione, costituiscono già una medicina. Se ripetiamo che ci sarà una seconda ricaduta o una terza, una quarta, e così via, senza aggiungere che possiamo, dobbiamo contrastarla, ci scoraggiamo, è come avere un nemico invincibile che si rigenera. D’accordo, lo dicono per “non abbassare la guardia”, mantenersi sul vivo, fare attenzione. Ma se dicessero anche che è un gran bene voler vivere e non soltanto intanarsi farebbero scelta opportuna. Inoltre, ormai possiamo capire velocemente se un individuo è malato o lo è stato, se ha sviluppato gli anticorpi, è una conquista utilissima, abbiamo cognizione dei sintomi e possiamo intervenire precocemente, vi sono farmaci appropriati, il plasma, e altri utili, disinfiammanti, anticoagulanti, insomma credo che riusciamo a passare dal sovvertimento della vita esterna (maschere, distanze e varie obbligazioni dannosissime per la vita sociale ed economica) alla cura come per altre malattie. In ogni caso, è questo cambiamento che occorre formulare, non il sovvertimento delle condizioni esterne ma la cura dei soggetti. Curarci per vivere non rintanarci per ammalarci in perpetuo, giacché il timore di ammalarsi è una malattia. Ci riprenderemo. Farmaci e voglia di vivere, non regole contro la vita È indispensabile un cambiamento “filosofico” rispetto alla malattia. Cure per vivere non paura di vivere. Ma veniamo ad altro.

Se guardiamo la politica mondiale siamo in presenza di un fenomeno che stava accadendo in maniera occulta o occultata, in una visione ottimistica, per mancanza di percezione realistica o perché si credeva di avere realmente dei vantaggi dalla situazione. Riguarda la Cina, la quale, in poco tempo, abilissimamente, mediante costi di produzione che permettono vantaggi all’investimento di capitali stranieri o alle proprie esportazioni ha dominato il mercato mondiale: costi bassi, prezzi bassi, investimenti vantaggiosi, esportazioni ciclopiche, diventando la prima potenza esportatrice, accumulando denaro a montagne, facendo disavanzare le altre economie diventate importatrici, compiendo conquiste non solo nel campo economico ma strategico, territori, porti, vie di transito terrestre e marittimo. A tal punto, qualcuno si è accorto che il vantaggio era più cinese che è straniero o almeno si è annebbiata l’illusione di avere vantaggi da un paese che produceva basso costo e faceva investire i capitali utilmente, la sproporzione tra i vantaggi della Cina e i vantaggi ma anche gli svantaggi degli altri paesi, ad importare più che esportare. Gli Stati Uniti essendo la potenza mondiale per eccellenza si avvidero che la Cina costituiva una rivale tutt’altro che addomesticabile. La ricchezza di questo Paese ha una visione non soltanto di dominio economico ma anche di propagazione imperialistica anche se non esplicitamente militare. Quando gli Stati Uniti cambiarono presidenza, il nuovo Presidente, Donald Trump, ritenne che non rappresentasse un vantaggio commerciale, tutt’altro, importare a basso costo ma esportare poco e investire capitali in Cina. Cominciò a proporre delle correzioni daziali alle esportazione e importazione, non gradite alla Cina che decise ritorsioni. Il confronto stava su questioni economiche allorché lo scenario si aggrava perché appaiono due nuovi attori, il Virus ed Hong Kong. ll Virus indubbiamente è cinese come fu per altri malanni di un Paese in cui i rapporti con la natura selvaggia sono rischiosi, potrebbe derivare da laboratori, in ogni caso il Virus è cinese ed ha conseguenze debilitanti nel Mondo, gli Stati Uniti non intendono accettare con un lasciar correre la situazione e coinvolgono l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Vi è stata volontà, trascuratezza dannosa? L’altro aspetto del contenzioso è Hong Kong, da protettorato britannico è diventata cinese ma con un particolare sistema legale di tutele. A quanto pare la Cina intende esercitarvi un potere totale. Al dunque, la Cina rivela il suo imperialismo in urto con l’imperialismo americano. Sarebbe per noi disastroso cedere all’imperialismo cinese e permettere che acquisti a costo minimo alberghi, ristoranti, ville…..Offrirebbe una spiegazione sull’incredibile incapacità (voluta?) di salvare la nostra economia da parte del Governo. I fatti sono fatti: malavita e cinesi stanno acquistando il nostro Paese. Tutto si spiegherebbe, si spiegherebbe la disposizione a proclamare che il Virus durerà, tornerà e giudicare una malattia la salute, giacché siamo a questo assurdo, da noi uno che vuole stare bene è diventato “irresponsabile”.

Spero di sbagliare, ma i fatti non sbagliano. Cinesi e malaffare comprano l’Italia. Se devo scegliere, scelgo gli Stati Uniti. E sopra tutto l’Europa. Esistesse! E l’Italia, rigenerata.

Author: Cris

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