TRA APATIA E DESOCIALIZZAZIONE

di Antonio Saccà

Un mio conoscente non va fuori, ha fastidio dei rapporti umani, ha perduto fiducia, nessun trasporto al piacere, nessuna disposizione amichevole, non voglia di parlare, se ne resta a casa a far poco o niente, scribacchia, dormiveglia, mangiucchia, gli pesa la stanchezza di vivere, niente che lo attragga, niente per cui combattere, solitudine pigra. Mi sorprende, non era molto socievole ma discutevamo soprattutto di arte e cultura, amava i viaggi, mi descriveva società del mondo, zero, apatia, se gli dicessi che il suo amatissimo Rubens non vale resterebbe inerte, in passato mi avrebbe tolto il saluto. Davvero apatico, non toccato dal pathos, dal sentire. Mi ha fatto capire, ho capito che se continua questa litania funebre della paura di vivere ritiene che finiremo tutti come lui. E’ una fortuna della volontà di vivere, un accorgimento della volontà di vivere che soprattutto i giovani vogliono vivere. Ma non bisogna sfidare la malattia con trasgressioni vane, occorre sfidarla con la volontà di lavoro. In ogni modo, la sfida è preferibile alla vita rifugiata ed assistita. Pur di non riconoscere la diminuita potenza del Virus, per sua caduta o perché lo sappiamo combattere, gli scienziati, che devono mantenere il timore, sostengono che il Virus ora colpisce i giovani, mentre gli anziani sono risparmiati perché si tutelano. Dove sono i giovani malati e deceduti? Ad ogni situazione di miglioramento viene contrapposta una situazione negativa su nuovi aspetti. Da questo Virus non ci vogliono fare emergere. Perché? Sta sorgendo una sotto specie di uomo successiva all’uomo sapiens sapiens, è l’uomo insipiens, insipiens detto anche “Homo Viralis”. L’Homo Viralis indossa sempre, sempre la mascherina, anche quando fa i bisognini, quando dorme, quando si lava il volto; tiene un righello calcolato al metro e mezzo, due metri, un legnetto con i segni della metratura che gira intorno al suo corpo si che nessuno gli si può accostare a rischio di essere colpito; al braccio un asciugamano, sapone e una bacinella, si lava le mani continuamente con acqua portatile, sterilizzata; ovviamente ha un ventilatore che gli spinge aria calda d’inverno e aria fredda d’estate, comunque aria mossa. Non frequenta locali notturni, raramente negozi alimentari, il necessario; un foro nella maschera per nutrirsi, un foro nella “maschera da culetto”, sua invenzione, per l’evacuazione, anche al pisello ha posto la maschera in quanto non svolge movimentazione sessuale, ha convinto, anzi obbligato la consorte, moglie o compagna, alla castità ed alla stessa mascheratura bucata. La donna appartiene alla sotto specie umana “Mulier Insipientissima”. L’Homo Viralis legge e rispetta le disposizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e quanto viene dagli scienziati, entrambi di onestà diamantina, ed essendo italiano si affida all’affidabilissimo nostro Governo che in nome della salute distrugge l’economia ma distruggendola in nome della difesa della salute ha bisogno della malattia per venir considerato difensore della salute, sicché non ne usciamo, ogni istante si grida al pericolo suscitando angoscia. Meglio sarebbe aprire i cantieri e far lavorare difesi, invece che non far lavorare a debito. L’Homo “Insipiens Insipiens” di tutto ciò non si cura, è un “Pensionatus Statalis” e crede di stare al sicuro. Dispensa consigli, ammonimenti, se per caso gli appare un individuo senza mascherina gli grida “mascherina”, se qualcuno gli passa vicino lo mette sull’avviso che può essere colpito dal suo righello circolare, se qualcuno esce dove è l’entrata lo induce a cambiare, sta sempre all’erta , non abbassa la guardia, come dice saggiamente il nostro Governo, teme la seconda ondata, se qualcuno osa dire che oltre che provvedere alla salute bisogna provvedere al lavoro pensa che si voglia far morire la gente, ed in ogni caso c’è la cassa integrazione, se qualcuno dice che la cassa integrazione è altro debito, si aggiusta la mascherina e non risponde, se qualcuno gli chiede perché non si compiono grandi lavori tanto necessari, se ne va. Ha urgenza di una seduta di gabinetto.
Basta ironia! Eppure… Ancora addirittura non sappiamo se chi è morto è morto per il Virus, se i tamponi sono veritieri, o progettati a dare positività, a cinque mesi dalla pandemia. Pensate, sembra che il Virus sia mutante sicché il vaccino sarebbe inutile. Comunque, non fosse lo strepito dell’informazione in Europa attualmente i danni alla salute sono minimi, in terapia intensiva pochissimi, decessi rari. Se non utilizziamo questa situazione ai fini della ripresa economica, ci rovineremo. Che senso ha stare bene se non lavoriamo? Che valore ha osservare le regole per la salute se poi la salute rimane inerte? La salute è un bene in sé e per lavorare. Bisogna essere prudenti? Saremo prudenti. Ma prudenti nel lavoro, prudenti lavorando. Perché non si attivano le infrastrutture e quanto necessita al Paese è un mistero. Francamente, a che serve la salute se non si manifesta con il lavoro? Il lavoro mette a rischio la salute? Si cerchi di non metterla a rischio! Non saranno la disoccupazione e la cassa integrazione a salvare la salute. O c’è qualcuno che crede in questo sortilegio? Per avere una società che dipende dallo Stato, dal Governo, dai partiti? Per svilire la mentalità imprenditrice privata? Per svendere un Paese fallito? Di sicuro non per salvare economia e salute.

Author: Cris

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