“STOP DEGRADO PARCO DI ACILIA MADONETTA. SI INDIVIDUINO AREE E FUNZIONI DAASSEGNARE PER USI SOCIALI

 

 

 

 

da Comitato Giovanni Caudo Sindaco

 

 

“Importante riconoscere il ruolo degli attori del territorio”

Roma, 18 giugno 2021 – “I punti verde qualità sono un esempio di come non va gestito il patrimonio pubblico e il rapporto pubblico privato. Bene quindi fare ordine. Ma nel caso del parco di Acilia Madonnetta siamo al paradosso. Ieri sono stato accompagnato da Rosaria Clemente, presidente dell’Associazione Salviamo il Parco della Madonnetta, e ho ascoltato le sue parole e le sue aspettative. Cinque anni di niente, dopo le promesse elettorali dei Cinque stelle del territorio e del Campidoglio. Venti ettari di polmone verde con attrezzature sportive, casali per servizi e un ristorante completamente abbandonati dal 2015. Un paesaggio da terra di nessuno. E se non governi le cose può scapparci la tragedia: un ragazzo, Riccardo, è deceduto nell’area a seguito di un infarto dopo essere stato inseguito e minacciato”.

“L’Associazione da anni insegue la riqualificazione dell’area coinvolgendo i cittadini ma oggi sembra sfiduciata; anche la tensione dei cittadini è scemata. Ci si sta abituando al degrado. In Cinque anni di Raggi il nulla, anzi peggio. L’unica cosa che è stata fatta è una manifestazione d’interesse – neanche un bando – per capire se ci sono soggetti interessati a gestire l’area che però è stata divisa in otto sub aree. Più che una soluzione sembra una complicazione: dividere lo spazio per funzioni diverse, affidandole a soggetti diversi, ingarbuglia le cose e impone di comporre una sorta di condominio per coordinare attività e presenza di soggetti diversi. Ma, soprattutto, nessun riconoscimento è stato dato ai soggetti presenti sul territorio. Una gestione assolutamente insufficiente se non colpevole”.

“Bisognerebbe agire in modo diverso; individuare, all’interno dei circa 21 ettari, le aree e le funzioni da assegnare per usi sociali e riconoscere il ruolo degli attori che insistono su questa zona, effettuando indispensabili interventi di recupero (in alcuni casi anche di demolizione e ricostruzione), affidandoli a un soggetto economico che possa gestirlo per un numero di anni determinato sulla base dell’investimento che viene fatto, escludendo tassativamente la possibilità di ulteriore cubatura”.

“Gestire situazioni complesse è la pratica quotidiana in una città come Roma. Lasciare che tutto si fermi in attesa di non si sa cosa non risolve nessuno dei problemi, anzi, li aggrava. Un investimento privato per favorire la gestione e la riapertura di attività sportive (in foto le immagini della piscina, delle strutture per l’arrampicata) e un investimento pubblico per finalità sociali a vantaggio del territorio dovrebbero essere le coordinate per procedere senza indugi. Non si tratta di una questione secondaria, di un semplice parco, quello è il cuore strategico di un territorio vasto compreso tra Roma e Ostia, un territorio grande come città”. Così Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio e candidato sindaco alle primarie del centrosinistra per Roma 2021.

Author: Cris

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