Stazione Val d’Ala: finalmente non sarà un miraggio

Conferenza stampa con il Presidente del Municipio III, Giovanni Caudo nella sala di presidenza a Piazza Sempione.

Giornalisti presenti per “l’affaire” Stazione Val d’Ala, vecchio leit motiv da queste parti, che noi della Redazione “La Quarta” abbiamo avuto sempre a cuore nell’interesse della cittadinanza, attivandoci per il ripristino di un servizio che ha sempre funzionato a singhiozzo. 

Dalla conferenza apprendiamo che pare si sia arrivati finalmente ad un punto conclusivo: la “Stazione fantasma” riaprirà nel 2021 e ad annunciarlo sono: RFI, Regione Lazio e Municipio III, che lavorando insieme stanno seguendo l’iter per dare definitivamente un servizio serio a tutti i cittadini del territorio.

Seguendo gli eventi in ordine cronologico: era il 2009 quando nel mese di Giugno la Stazione veniva inaugurata per poi essere attivata dopo quell’estate; nel 2014 la definitiva chiusura. In termini economici si parla di una cifra che conta molti zeri: esattamente 3.000.000 €, considerando le poche corse effettuate per non intralciare il traffico dei convogli da Fara Sabina, costretti ad una deviazione, coprendo un servizio in realtà insufficiente rispetto alla domanda del quadrante Conca d’Oro. Nel frattempo nell’estate del 2011 si scatenò l’inferno nell’allora cantiere della futura Stazione Tiburtina: un incendio di dimensioni ragguardevoli e difficile da domare rese la vita difficile a tutti, Stazione Val d’Ala inclusa. Gli oltre 30mila residente del quadrante Valli – Conca d’Oro rimasero a bocca asciutta con un servizio ridotto, infine soppresso del tutto.

Stazione Val d’Ala

Torniamo così al presente, o meglio al 19 Marzo, quando apprendiamo che le “chiavi” di Val d’Ala sono alla Stazione Tiburtina. Ecco il legame ed il filo rosso che “collega” le vicende, ci tiene a precisare il Presidente Caudo, delle due stazioni con la realizzazione a Roma Tiburtina di un’ulteriore fase per il Piano Regolatore Generale. Ad oggi l’investimento complessivo è di 21.000.000 di €, per consentire lo sviluppo di un modello di esercizio per la rete metropolitana FL2 che include la Stazione Val d’Ala. E qui siamo al punto: non ci saranno più convogli deviati in arrivo da Fara Sabina ma quelli sulle rotaie della linea destinata ai convogli merci, nella tratta da e per Guidonia.

Al momento si parla di un servizio che coprirà le corse per un treno ogni ora per arrivare, in seguito, a quattro treni ogni ora, complessivamente 3200 posti garantiti, coprendo la “domanda” con un’offerta congrua. Questo significherà: un servizio efficiente di collegamento rapido con la vicina Stazione Tiburtina, si vicina perché i tempi stimati di percorrenza saranno di 5 minuti. “Tutto il quadrante deve avere accesso al nodo di Roma con la maggiore copertura possibile. Utile anche per quelli che poi prenderanno la Metro fino a Quintiliani per raggiungere il presidio ospedaliero del Sandro Pertini in tempi veloci”– dichiara Caudo.

Secondo l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Mauro Alessandri “Riaprirla sarà la vittoria di un concorso di partecipazione istituzionale”, dichiarazione che non avanza alcuna pretesa di vittoria personale ma collettivo per la cittadinanza. La volontà è quella di offrire un servizio di trasporto pubblico che riveda globalmente la rete di superficie affinchè possa esserci un congruo scambio gomma – ferro, secondo le parole dell’assessore alla Mobilità di Montesacro,Stefano Sampaolo– “Abbiamo in previsione di realizzare una piccola pista ciclabile che collegherà la Metro Conca d’Oro con la Stazione Val d’Ala”.

Questa volta siamo al conto alla rovescia. La riapertura è cosa certa, ma non finisce qui: l’impegno vedrà il prolungamento della linea B1 fino a Bufalotta dove si prevede un grande parcheggio, per tutti quelli che potranno così raggiungere il nuovo capolinea provenendo da Salaria, Nomentana e Bufalotta, diretti al centro di Roma.

[di Cristiano Arni]

 

 

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Author: Cris

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