Sogno o son desto?! Ambigua situazione di disorientamento sociale

Introduzione, editing e copy Cristian Arni

Quanto meno assurda la situazione paradossale e contradditoria di questa Fase 2, ma i prodromi lasciavano presagire quanto il Prof. Saccà, ormai dall’inizio della Fase 1, andava pronunciando; siamo in uno stato di emergenza ove non si comprende ancora la concreta dimensione, come nel titolo, tutto fuor che chiara. E allora le parole di Antonio Saccà mi fanno pensare a quello stato in cui reale e irreale si confondono, ove sogno e realtà di innestano, e, per certi versi come non pensare a situazioni tutt’altro che limpide, come nel testo formidabile di Arthur Schintzler , “Doppio sogno” da cui il film, altrettanto ambiguo, di Kubrick: “Eyes wide shut”, ossia…SPALANCHIAMO GLI OCCHI, signore e signori! Buona lettura con questa interessantissima nota di Antonino Saccà.

 

 

 

DIARIO DELLA RISORGENZA E DELLA BUROPOLITICA

 

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

È un brutto momento, forse non un momento ma un periodo, dovrebbero venire dei soccorsi, tutti ne parlano in Europa, viene ripetuto continuamente che è un brutto momento, un brutto periodo, che bisogna aiutarsi gli uni con gli altri, ma intanto ciascun paese vive la propria situazione. E la nostra vacilla, e può schiantare, e non giova alla salvezza questa avversione tra le Regioni, e in specie contro la Lombardia, avversioni statali e regionali. Né giovano le misure che ostacolano la disinvoltura dei nostri comportamenti, i rituali per entrare in un ristorante, in un negozio, le vociferazioni di un virus in ripresa l’autunno, le minacce di chiusure, in tal modo viviamo sospesi, non vi sono slanci, fiducia. La gente, molto preoccupata, viene anche scoraggiata, non sente, non scorge salvezza, non percepisce la volontà di fare ma ancora preoccupazioni, cautele, ostacoli. Siamo lumache sotto il guscio. Occorre affrontare la situazione e ricercare gli antidoti, ormai abbiamo capito che il morbo afferrato all’inizio non è micidiale, impieghiamo gli strumenti per accertare la condizione dei cittadini (tamponi, siero, temperatura, sintomi, posizionamene, tutto il fattibile) e le cure (plasma) e poi viviamo “normalmente”. Ho l’impressione che tanti divieti provengono dalla mancanza di indagine (tamponi, siero), e, non avendo accertato, proibiamo a tutti (distanziamento, mascherine, chiusure, assembramenti).

Con in mente tali pensieri, mi addormentai. Mi addormentai e sognai o forse continuai a pensare, sognai o pensai che vi erano degli uomini che possedevano giornali, strumenti per comunicare, aziende, denaro sconfinato, i quali, non contenti, producevano, per così dire, anche degli scopi. Questi signori stavano intorno ad un tavolo vastissimo, rotondo, seduti su poltrone ampie, comodissime, qualcuno con i piedi sul tavolo, altri con sigari in bocca, e la discussione che li interessava era questa: come ed a quale età far morire le persone ritenute anziane. Chi sosteneva dai settanta anni, chi dai sessantacinque, chi da ottanta anni, venne deciso, dopo lunghe discussioni, grandi bevute, sigari consumati, tenuto conto che tra di loro vi erano persone sopra i sessanta anni, venne deciso di considerare anziani e vecchi coloro che oltrepassavano i settantatré anni. In quanto al malessere da infliggere all’umanità per ucciderla non avevano dubbi, il Signor Ming coltivava delle bestioline invisibili che entrando dal naso, dalla bocca, dagli occhi si faceva strada negli individui più indeboliti e si piazzavano nei polmoni, se la prendevano con il cuore, alcuni infestavano i reni, persino gli esauriti testicoli, e vi si addentravano, nel tentativo di salvarsi il corpo reagiva, si infiammava, ed infiammandosi il sangue si raggrumava, il sangue raggrumato impediva il flusso, e ne veniva la morte.

Il Signor Ming mise in libertà questi invisibili corpicini che immediatamente si addentrarono specialmente negli anziani, uno con i polmoni accasciati, uno con i reni al secco, uno con il cuore decaduto, e ne fecero strage, come sappiamo. I Paesi, angosciati ed ingenui o sollecitati dai Signori, che stabilirono? Incredibile: chiusero tutto e tutti, sicché contaminarono il sano con il malato. Il risultato? Altri morti. Pensate, credere di salvare chiudendo la gente in piccoli appartamenti non separando malati dai sani! Una carneficina. Però….. Sveglio o sognando mi venne a mente che se ne morivano moltissimi la disoccupazione si risolveva. E pensai o sognai: se muoiono gli anziani si risolvono le questioni di chi osa campare novanta, cento anni; se muoiono anche i giovani o non anziani si risolve la non occupazione. Ingegnosi quei Signori. Ma nel sogno o pensando li sentii ancora discutere, e quel che aggiunsero fu sbalorditivo. E che aggiunsero? Lo dico: di ripopolare l’Europa, dopo la grande morte, di africani! Non basta, udite: di popolare gli Stati Uniti, dopo la grande morte e la devastazione economica, di cinesi! Avete capito: africani in Europa, cinesi negli Stati Uniti! Non sopportai più, pensieri o sogni che fossero. Dobbiamo salvarci. Se la categoria politica di governo è incapace o fa manovre dubbiose, la società prenda in mano la società. Non è possibile fare regole contro la salvezza economica e credere di tutelare la salute rovinando l’economia, e con la sorveglianza di ordine pubblico. La salute si tutela con tamponi, sieri, plasma, antinfiammatori, anticoagulanti e quant’altro, non con misure di ordine pubblico, le quali sono più categoriche quanto meno si ricorre alla cura medica, è una maniera per non affrontare il problema fingendo forte disciplina, come un docente che non sa insegnare e mette note disciplinari alla classe. I mali della salute si curano con la medicina non con l’ordine pubblico! Con l’ordine pubblico non si forgiano gli autoritarismi degli incapaci.

Author: Cris

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