SILVIO CE LA «MES» NEL DIDIETRO

Copertina illustrativa di archivio

 

 

 

Introduzione di Cristiano Arni

Il numero di Luglio de Il Borghese è disponibile da oggi nei soliti punti di distribuzione. Vi diamo giusto un piccolo “assaggio” per intendere il “motiv” di questo numero, all’indomani della “social action” mossa dai fatti di Minneapolis che ci hanno riferito di un paese, l’America, che contrariamente a quanto si pensa, va avanti tutta; nel frattempo, il nostro paese invece, nella “migliore” tradizione dello spettacolino nazional popolare, prosegue ad andare, di gran carriera, “indietro tutta”, come ci indicano le parole del Direttore della storica rivista fondata da Leo Longanesi: Claudio Tedeschi.

 

 

Il Direttore de Il Borghese, Claudio Tedeschi

 

 

 

di Claudio Tedeschi – Direttore de Il Borghese:

Così come quando scese in politica per salvare il suo impero, oggi Berlusconi sta sfasciando il centrodestra per arrivare ad ottenere dal governo aiuti per le sue televisioni.

Oggi Berlusconi si schiera con la Merkel in nome di una «ritrovata fedeltà europeista», ed ecco che i servizi segreti francesi organizzano la sceneggiata della registrazione ed alcuni leccaculi di Forza Italia già chiedono che Silvio sia nominato senatore a vita, magari poi candidato al Colle.

Oggi i padroni di Bruxelles che salvano Silvio sono gli stessi che nel 2011 fecero cadere il suo governo spianando la strada a Monti ed alla Fornero.

Fonti grilline hanno recapitato un chiarissimo messaggio al Premier: se per far approvare il MES si usassero i voti determinanti di Forza Italia la crisi di governo sarebbe inevitabile. Per questo accettare i voti di Berlusconi per Conte potrebbe significare cadere dalla padella nella brace.

In questo disordine politico provinciale dove tutti guardano il dito, nessuno vede che stiamo entrando in una guerra «razziale». Basta leggere le cronache per capire che la guerra è cominciata. Ma non è una guerra tra il bene ed il male, è una guerra di idioti ed ignoranti contro altri idioti ed ignoranti.

La vera «razza» che rischia il genocidio è quella delle persone intelligenti, minoranza costretta ad ubbidire a regole concepite da perfetti imbecilli, camerieri e servi di un potere finanziario che punta a dividere il mondo in due classi: chi ha e comanda, chi non ha e sopravvive per permettere al consumismo liberal-capitalista di perpetuarsi nei miasmi del commercio globalizzato.

Fra pochi mesi, a novembre, quando si arriverà al sangue, si cercherà qualcuno intelligente cui affidare un nuovo «rinascimento».

Ma sarà troppo tardi: l’intelligenza sarà estinta.

 

07-il Borghese-luglio 2020

Author: Cris

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