Se Inghilterra- Italia, l’Europa e i Maneskin…

 

L’Italia conquista l’Europa e l’Inghilterra non ci sta!

 

 

Editoriale di Cristian Arni

 

 

Il giorno dopola finale del torneo europeo Inghilterra- Italia, valsa la vittoria degli azzurri ai calci di rigore, la Nazionale è rientrata a casa, accompagnata dal motto tutto inglese che fa “It’s coming Home” , trasformatosi magicamente e goliardicamente in “It’s coming Rome“, così è!

Un atto liberatorio tanto quanto liberatorio è stato lo sfogo di Bonucci, il quale prima della cerimonia di premiazione invita i tifosi inglesi a mangiare pastasciutta “Dovete mangiare pastasciutta, ne dovete mangiare ancora e ancora…”, in risposta ad alcuni gesti piuttosto discutibili da parte di “alcuni” supporters inglesi

Piaccia o meno a Sua Maestà d’Inghilterra ed il suo popolo di grandi bevitori, l’Italia si è aggiudicata il titolo di Campione d’Europa 2020, pur essendo nel 2021, futuro anteriore.

Bella impresa del CT Roberto Mancini a cui vanno i nostri complimenti, non solo della redazione di CHPO, ma di tutto il Paese, così come ci congratuliamo con la rosa azzurra, riuscita in un’impresa che pareva compromessa alla fine del primo tempo.

Ma non vogliamo ripetere, qui, le gesta eroiche e le cronache sportive di un match di cui ormai tutti sanno, ma ci pare bello ricordare che i nostri ragazzi, e qualche veterano, ci hanno messo anima, cuore e fiato nell’impresa per cui meriterebbero fiumi di parole di elogio; non c’è stata partita in cui la nazionale italiana non abbia tirato fuori il meglio di sé anche se non è stato tutto rose e fiori, ma la vittoria così ha avuto certamente più gusto.

La Nazionale c’è, il CT pure, il gruppo ora è forte di un successo importante, perciò si può e si deve proseguire sulla strada che si è aperta nel corso di questi europei; il cammino intrapreso da Mancini e i suoi dovrà portare gli azzurri ai prossimi Mondiali forti più di prima, e la materia prima ci pare non manchi.

L’Italia è in grado di mostrare un gioco bello, un carattere ed una mentalità che non mancano insieme ad uno spirito che travolge anche squadre impegnative, come è stato con Spagna prima ed Inghilterra poi, che si sono rivelati avversari temibili.

E’ stato un torneo europeo ricco di emozioni positive, emozioni di cui necessitavamo dopo il lungo periodo di castigazione dovuto alla pandemia da Covid. Specie durante le due ultime partite del torneo, semifinale e la finale al Wembley Stadium di Londra, si è respirato un clima incandescente.

Nella finale di ieri sera, sotto gli occhi di 60mila spettatori tra cui il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha evocato quella finalissima di Spagna ’82, quando a Madrid, allo Stadio Bernabeu, sedeva sugli spalti l’allora Presidente Alessandro Pertini, abbiamo rivissuto momenti di interminabile liberazione, nonostante la partita sia stata uno scontro serrato, liberazione soprattutto dopo l’ultimo calcio di rigore che ha siglato l’Italia vincitrice del torneo, sembrava essere tornati all’era pre- Covid…

 

 

Ma bando al passato, alla nostalgia di quello che fu-mmo, il nostro sguardo oggi cattura il presente e volge al futuro, che nell’imminente vedono le Olimpiadi di Tokyo 2020 dove la nostra Nazionale è fuori dai giochi per la mancata qualificazione. Sarà l’occasione di maturare questa vittoria, metabolizzarla e prepararsi debitamente gli altri a venire.

Fin qui le dolci note, il lato A del disco, l’aspetto bello della storia sportiva con la vittoria di ieri; c’è però un lato B, composto di dolenti note, una serie di amare considerazioni sorte nell’immediato dopo partita, per la verità qualcuna di queste è sorta anche prima.

Tralasciando la carica di violenza della tifoseria inglese che si è scontrata con le forze dell’ordine locali, corroborati dai fumi dell’alcool, ci sono altri episodi sul campo che non hanno rimandato una buona immagine di sportività inglese.

Del resto che gli inglese bevano e sfoghino la propria violenza non è proprio una novità, ci meraviglieremmo del contrario essendo una costante che pur facendo “folklore“, preferiremmo esimerci dallo scempio della devastazione che nulla ha a che vedere con lo sport.

Intanto una considerazione che abbiamo colto da più di qualche parte è la seguente, ossia: se l’Inghilterra ha preteso la Brexit, ottenendola, se pure entrò in Europa a patto di mantenere il proprio sistema monetario, se gli inglese hanno tanto snobbato l’Italia, ma non solo, con il loro atteggiamento anti- sportivo ed anti- comunitario, allora perchè l’UEFA accoglie la presenza calcistica dell’Inghilterra in una competizione tutta Europea?

Se è vero che geograficamente l’Inghilterra fa parte del Vecchio Continente, storicamente, geograficamente e culturalmente è altrettanto vero che gli inglesi hanno sempre mantenuto un atteggiamento molto distaccato, hanno volgarmente snobbato il sogno di un’Europa unita, pur partecipando alle competizioni sportive, nella fattispecie calcistiche, come paese europeo.

Ma sorvoliamo le sottigliezze diplomatiche, perchè potremmo venire tacciati di pedanteria, anche se in fin dei conti a questo punto l’Inghilterra potrebbe benissimo chiamarsi fuori da tali manifestazioni sportive, diciamolo!

La Storia ce li consegna e dipinge come dei “ribelli”, violenti, bevitori di birra, fin qui i luoghi comuni; ma lo spirito inglese è sempre stato di indipendenza, autonomia e libertà da certi…lacci!

Eppure, è normale porsi degli interrogativi, sviluppare delle riflessioni: cosa ci fanno in una competizione tutta Europea?!

Badiamo bene, qui nessuno afferma che l’Inghilterra non debba partecipare al torneo europeo, nè che li si vuole dipingere negativamente, ci poniamo però qualche domanda lecita riflettendo su alcuni loro atteggiamenti, come ad esempio quello di togliersi la medaglia immediatamente dopo che gli è stata conferita.

Un gesto orribile, di un’antisportività inaudita! Un gesto tanto violento ed incivile da prendere a calci lo spirito sportivo della competizione; è stata messa in cattiva luce non solo la rosa inglese, e i pochi giocatori che non hanno reso scempio del premio di “consolazione”, ma è stata dimostrata una tale deriva umana verso la quale sta andando lo spirito sportivo, deriva che è figlia dell’uomo e dei tempi che viviamo.

 

 

Pur comprendendo la delusione, il rammarico ed il senso di frustrazione, non è però giustificabile il messaggio che è passato dietro quel gesto che dimostra una superbia che credevamo figlia di un retaggio sociale ormai in disuso ed invece, quell’atto ha abolito tutto il fair- play inglese, che avrebbe reso più onore a tutti, reali compresi.

Ci domandiamo: e se quello stesso gesto fosse stato fatto dai nostri ragazzi, allo Stadio Olimpico per esempio o in un altro stadio italiano, e se sugli spalti ci fosse stato il Presidente della Repubblica con la presenza delle autorità italiane, cosa si sarebbe detto il giorno dopo degli italiani tutti?

Lo sport è fatto di vittorie e di sconfitte ma la sportività presume un atteggiamento diverso, che non deve mai venire meno in entrambe i casi.

Detto questo, ora l’Italia torna un po’ a sognare, a respirare, a tirare un sospiro di sollievo dopo quattordici mesi durissimi per tutto il pianeta. Lo sport, il calcio ci ha regalato un’emozione ed una soddisfazione enorme a livello sportivo europeo; dopo oltre 50 anni la nazionale azzurra ha sollevata la Coppa davanti ai suoi tifosi, gli unici rimasti sugli spalti, quelli inglesi per lo più hanno lasciato Wembley subito dopo il rigore finale, altro gesto di totale mancanza di sportività e civiltà!

 

 

L’Italia conquista così l’Europa: lo fa prima musicalmente, con i Maneskin; piacciano o meno sono diventati la band italiana più ascoltata ed apprezzata sull’intero pianeta musicale; il loro successo all’Eurovision contest 2021 li ha trasportati a livello globale nel mercato della musica internazionale, esportando così l’Italia discograficamente come prodotto Made in Italy.

 

 

Calcisticamente, l’Italia mette a segno un successo notevole ed ulteriore con una soddisfazione tale che mette d’accordo tutti: europeisti, sovranisti, indipendentisti. In un colpo di baleno viene fuori lo spirito di italianità, che resta sopito in altre circostanze, pandemia a parte, sotto il segno del pallone siamo spesso un’Italia unita, ma ora ci si è messa anche l’Italia della musica.

Viene quasi da pensare, e da dire che anche gli anti- italiani si siano dimostrati in fondo, più italiani di quanto non pensino, e questo ci rallegra molto, inoltre, notizia di pochi minuti fa, un altro tassello di stampo internazionale esporta l’italianità in Europa e nel mondo: Bologna si candida ufficialmente per la nuova edizione dell’Eurovision contest.

Dietro queste vittorie c’è molto di più di un semplice gioco al pallone o di una semplice competizione musicale; non vogliamo con questo fare campanilismo pro o contro nessuno, ma è il caso oggi apprezzare gli sforzi compiuti e i risultati ottenuti, che siano almeno di auspicio per un cammino a testa alta dell’Italia sia all’estero che in patria.

Insomma, pare che per noi si prospetti un cammino verso la rinascita, e la ripartenza, speriamo anche economica e produttiva del Paese, a livello anche europeo, e che non finisca qui, di fronte al calcio e basta; ora ci aspettiamo soddisfazioni maggiori anche in altri settori, perchè qualcosa sta cambiando nella mentalità italiana. Per il momento godiamoci questa vittoria che ci incorona Campioni d’Europa

 

Author: Cris

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