SALUTE È LAVORO LAVORO È SALUTE

 

 

di Antonio Saccà

Immaginiamo che esistano un Dio, o Dei, o Demiurghi, o un Non So Chi coscienti di esistere e volenti. Immaginiamo che queste ipotizzate Entità, anche una, decidano le nostre sorti, e cerchino di “infelicitarci” massimamente, per godersi la loro potenza e la nostra caduta, per farci scontare nostre colpe, per sgombrare l’universo di una creatura passeggera come è l’uomo o per motivi incomprensibili. L’ebreo dirà: ho errato e sono punito: il mussulmano dirà: Allah è onnipotente, sia fatta la sua volontà: l’induista dirà: è il ciclo della distruzione, Shiva sconvolge e fa risorgere; l’ortodosso intravede la Terza Roma; il cattolico la fine di Roma… Realmente accade quanto sta accadendo: il morbo uccide anche l’economia, e se l’economia tenta di rinascere, subito è impedita dal morbo, sarebbe come spedire al fronte un soldato, in prima linea. Se la paura dei contagi prosegue saranno sterminati i sistemi produttivi non l’umanità. Ma lo sterminio dei sistemi produttivi susciterà una pandemia sociale, un si salvi chi può, una dissoluzione di ogni ordine sociale, una rapacità aggressiva incontenibili. Ho già citato un mio romanzo: “Il professore, la morte e la ragazza” (Armando Editore), nel quale fantasticavo di un pianeta dissestato con situazioni economiche cannibalesche. Se continuiamo come nel presente questa pandemia sociale piomberà. Che fare? Non insistere sull’errore di dare soldi a chi non lavora, ma fare lavorare molto e tutti coloro che possono lavorare. Non: lavorare meno, lavorare tutti, ma lavorare molto, lavorare tutti. È follia con questa mancanza di denaro che ci devasta assegnare denaro senza far lavorare. Non si lavora per motivo di difesa sanitaria? Allora nessuno dovrebbe lavorare! Se molti che lavorano sono tutelati, si tutelino anche gli altri. Invece di tante decisioni topolinesche, un URAGANO DI LAVORO. Altrimenti non sono gli dei a volere il nostro male, siamo noi, o perché lo vogliamo, per fini torbidi, o perché non sappiamo difenderci dal male. In ogni caso, il problema è uno, uno solo, uno fondamentale, uno decisivo: lavorare molto, lavorare tutti, difendere la salute. Non per difendere la salute non lavorare e dare soldi a vuoto! Non dare denaro senza lavoro. Abbiamo da fare sterminatamente. Manca il lavoro? No, manca la volontà di far lavorare. Ormai abbiamo sperimentato: denaro senza lavoro non è, dico, non è la soluzione. Tentiamo quest’altra: lavorare molto, lavorare tutti, animare tutte le occasioni di lavoro, tutelare la salute. Si può. Si deve potere!

Author: Cris

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