“Rumori fuori scena”: teatro e vita, fusione perfetta

A Roma, nel quartiere Porta di Roma, al Teatro degli Audaci diretto da Flavio de Paola, torna sul palco il testo brillante dell’autore britannico che mette in scena le vicende di una compagnia teatrale alle prese con le prove di uno spettacolo a poche ore dal debutto. Edizione questa con un cast in parte rinnovato, che chiude la stagione 2018/2019 che ha visto protagonisti nomi noti nel panorama dello spettacolo italiano; ancora una volta il testo di Fryen diverte il pubblico del teatro radicato nel territorio del III Municipio, diventato quasi un cult.

In scena fino al 19 Maggio, potrete assistere ai colpi di scena, alle gag e alle esilaranti situazioni di una drammaturgia matematica tra entrate e uscite di scena, porte che si aprono e porte che si chiudono, cambi di scenografia a mostrare il palco e il dietro le quinte, come quasi fossimo in un vaudeville alla Feydeau, solo del secolo appena trascorso.

Le peripezie di questa compagnia sono raccontate e messe in scena dallo stesso Direttore artistico del teatro, nonché regista e attore della brillante commedia, Flavio de Paola che in scena veste i pani di Gerry/Roger che diverte con il suo tormentone “Capito no…” e si diverte a sua volta insieme ai compagni di scena: Gianluca delle Fontane, Antonio Coppola, Sereno Renzi, Ilario Crudetti, Antonella Rebecchi, Giorgio Ferrara, Aurora Sebastioni e Michele Schena.

Cavallo di battaglia del teatro romano delle Vittorie, debuttò per la prima volta in Italia nel 1983, da allora per quasi trenta anni ininterrotti sul palcoscenico, ha fatto divertire migliaia di spettatori hanno assistito agli equivoci e alle umane vicende del testo di Fryen. Ora al teatro degli Audaci sta diventando un appuntamento semi fisso, un must che viene ripetuto nelle stagioni di questo coraggioso luogo di spettacolo di qualità che sta crescendo di anno in anno, in un’area della città un po’ fuori mano ma che riesce comunque a contare su un pubblico non solo di affezionati.

Ancora una volta assistiamo alle singolari situazioni in cui i protagonisti della commedia sono impigliati, tra finzione e realtà, tra piccoli drammi e ironiche circostanze; una macchina scenica che è una vera e propria prova di forza per ogni attrice ed attore che vi si provi, una partitura musicale da suonare e giocare con grande abilità interpretativa e navigata esperienza per non perdersi, e non far perdere al pubblico lo scorrere degli eventi. Rumori fuori scena è un meccanismo drammaturgico perfetto di per sé, che lascia pochissimo spazio all’inventiva e all’improvvisazione del regista, Fryen ha scritto uno spartito e chiunque si cimenti con il suo testo deve rispettarne le regole se non vuole snaturarlo o deviarne le intenzione.

Come molte altre opere che mettono in scena il gioco del Teatro nel teatro, realtà e finzione, vita e rappresentazione si fondono quanto più sono abili gli attori che riescono ad abbattere la “quarta parete”, altrimenti si corre il rischio di brutalizzare l’armonia di questa “musica”. Bravi gli attori diretti da De Paola che giocano i loro personaggi con divertita leggerezza e naturalezza, affatto posticcia, ricercata ed assimilata, che portano in scena il senso profondo dei caratteri e del significato che Fryen vuole rimandare al pubblico. Come nella famosa trilogia di Luigi Pirandello, antesignano del genere, la realtà irrompe nella finzione; già in “Sei personaggi…” il Capocomico irrompeva dalla platea, così anche in “Rumori…” il regista all’inizio dell’opera sbraita dal fondo della sala a prove iniziate.

E’ il primo di uno lunga serie di colpi di scena ai quali il pubblico assiste durante lo spettacolo, in scena dal 2 al 19 Maggio.

La commedia messa in scena agli Audaci è esilarante, divertente, puntuale e precisa, non tradisce le aspettative di chi è più avvezzo al genere e conosce la commedia; gli attori si divertono impegnandosi onestamente e ci riescono facendo ridere il pubblico che non lesina applausi nel corso dei tre atti, suddivisi da intervalli che permettono agli stessi attori di cambiare l’impegnativo apparato scenografico. In apertura vediamo la scena in cui saranno impegnati gli attori della commedia nella commedia, man mano che la rappresentazione procede in apertura di secondo atto invece viene mostrato il “dietro le quinte”, mentre gli stessi attori entreranno ed usciranno di scena dove reciteranno, dietro le quinte reali come fossero davanti ad un pubblico. Insomma, un impegno considerevole se si considera la durata dello spettacolo, due ore e mezza che corrono via velocemente. A parte qualche piccola cosa qua e là il consiglio è di non perdersi questa godibilissima commedia.

[di Cristiano Arni]

 

Author: Cris

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