Roma, Municipio III, ore 9.27, Via Ventotene la Ground Zero di Val Melaina

di Cristian Arni
 
 
 
 

Ricostruiamo cosa accadde 19 anni fa nella “Ground zero” di Val Melaina.

 
 
 
 
 
Ricordiamo quanto accaduto:
 
Erano le 9.27 del 27 Novembre 2001, anno che resterà nella storia dell’umanità per il terribile attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 Settembre, appena due mesi prima.
 
 
 
 
 
Un’esplosione echeggiò per tutto il quartiere dell’allora IV Municipio, evocando quell’11/9, tutti alzammo gli occhi al cielo, un riflesso di coscienza spontaneo. Nessuna traccia di aerei da nessuna parte, cosa poteva essere accaduto?
 
 
 
Ad un certo punto una colonna di fumo nero si scorse tra i palazzi, più ci si allontanava dal punto del boato più la colonna di fumo denso si ergeva quale nube di cattivo presago.
 
Ricordo ero sul mio scooter di allora recandomi all’Università, mi fermai mi guardai attorno per cercare di capire cosa era successo ma, nulla, non scorsi nulla finchè raggiunsi il ponte delle valli e, dallo specchietto retrovisore vidi…
 
Accostai, mi voltai, la colonna di fumo saliva nel cielo di Montesacro, il linea d’aria all’altezza del Tufello grosso modo. Ripresi la marcia con molti dubbi che vennero sciolti non appena appresi alla Radio dell’accaduto; all’epoca non erano ancora gli smart- phones, i social network e tutta la tecnologia di oggi.
 
Secondo le prime testimonianze un deflagrazione dovuta ad una fuga di gas fu la causa. Mano mano che il tempo passava arrivavano le prime notizie, con il ritmo che era consono allora; a Val Melaina era stata una fuga di gas la causa del tremendo boato, arrivarono le prime voci di alcuni feriti, poi gli accertamenti rilevarono anche la presenza di alcune vittime.
 
 
La notizia fu certa dopo qualche ora: otto vittime, quattro civili e quattro Vigili del Fuoco, accertarono il triste bilancio di quell’esplosione, tra loro molti sfollati degli stabili adiacenti all’epicentro della deflagrazione.
 
Ma come è possibile che una fuga di gas colpì così violentemente e senza alcun apparente preavviso? Certo, non è il primo incidente dovuto ad una fuga di gas, nè bisogna essere avvertiti che a “breve” ci sarà un’esplosione, ma alcuni indizi fecero capire che in questo specifico caso, l’incidente poteva essere evitat, e questo fa ancora più male del solito!
 
Andiamo per ordine: alcune testimonianze di abitanti della zona dichiararono, notizia poi confermata, che già da alcuni giorni prima il giorno della strage, nell’area dell’esplosione si sentiva un forte odore di gas proprio nei pressi di via Ventotene n. 32.
 
Era già stata chiamata una squadra della società Italgas, allertata da parte di alcuni cittadini, per segnalare che c’era una perdita di gas e far intervenire appunto i tecnici per individuare il danno e porre rimedio.
 
 
Proprio il 27 Novembre, giorno della strage, una squadra della società Italgas si recò sul posto per accertarsi del guasto e intervenire prontamente. Allo stesso tempo fu allertata la sala operativa dei Vigili del Fuoco che decise per un intervento del distaccamento Nomentano.
 
Della squadra allertata facevano parte: il Caposquadra Danilo Di Veglia e dai vigili del fuoco: Sirio Corona, Fabio Di Lorenzo, Alessandro Manuelli.
 
L’intervento fu imminente e tempestivo: giunta sul posto dove era stata rintracciata la fuga i vigili del fuoco entrarono subito in azione.
 
Qui le cronache poi rintracciano due orientamenti diversi da parte della società Italgas che, da un lato sostenevano che l’odore di gas fuoriuscisse da un’autovettura alimentata a gpl nei pressi del civico n.32, dall’altro invece, si trattava di una fuga da una condotta altezza strada.
 
 
 
 
Ecco allora che il caposquadra dei VV FF, Danilo Di Veglia ritenne opportuno comunicare alla sala operativa l’intenzione di una verifica sull’esattezza della fuga di gas, per accertarne l’origine.
 
Erano da pochi minuti entrati in azione i Vigili quando, alle ore 09.27, la violenta esplosione investì l’area in cui erano intervenuti alcuni uomini della squadra.
Il bilancio di quell’episodio fu tremendo: otto vittime in tutto tra uomini del corpo dei Vigili del Fuoco e civili, alcuni feriti, più un elevato numero di sfollati, per l’esattezza 250.
 
CHPO in memoria delle vittime: Fabiana Perrone, Maria Grosso, Elena Proietti, Michela Camillo, Fabio Di Lorenzo, Sirio Corona, Danilo Di Veglia e Alessandro Manuelli.
 
Sul fronte delle responsabilità e delle indagini fu aperto un fascicolo il giorno dopo, con l’ipotesi di “disastro colposo”, con il Comune di Roma, allora capeggiato dall’ex Sindaco Walter Veltroni, costituito parte civile.
 
Furono nominati quattro esperti, quattro periti per apportare le opportune verifiche per individuare le responsabilità del disastro. I cittadini da un lato incolparono i vigili del fuoco, dall’altro lato la compagnia Italgas era stata abbondantemente preallertata da diverse segnalazioni, purtroppo i tecnici arrivarono troppo tardi, insieme ai Vigili del Fuoco.
 
Complessivamente le persone coinvolte furono 750, per un totale di 400 nuclei familiari. 
La mobilitazione della comunità fu tale da attivare una catena solidale per offrire sostegno agli sfollati; alcuni di loro, circa 120 persone furono sistemati in alcuni hotel della zona, altre 230 ricevettero assistenza dalla vicina parrocchia del Cristo Redentore.
 
Ma di chi è stata la responsabilità? E che sentenze sono state emanate? I colpevoli dove sono e chi sono?
 

Author: Cris

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