Riflessioni post 27 Gennaio- Giornata della Memoria

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

Per non dimenticare cosa il male ha potuto manifestare, gettando uno sguardo sul nostro presente.

 

 

 

 

Con la risoluzione dell’ONU nel 2005 si è istituita Il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, l’Olocausto che sterminò un numero improbabile di persone, per lo più di religione ebraica, per mano dei Nazisti.

Il 27 Gennaio è divenuto un giorno di celebrazione e ricordo per non dimenticare l’orrore umano, l’abisso in cui l’uomo ha gettato se stesso.

Un crimine contro l’umanità orribile che abbiamo imparato a conoscere sui libri di scuola, in televisione, nei servizi dei telegiornali, attraverso i documentari, i libri, il Cinema, i racconti e le testimonianze preziose dei superstiti, che sono scampati alla morte.

Nei campi di concentramento andava in scena il terrore, il terrore di un regime folle e lucido, meticoloso, una fabbrica di morte che ha dominato, soggiogato dapprima: disabili, omosessuali, zingari, dissidenti politici, comunisti, minoranze etniche per poi accanirsi senza misura contro gli Ebrei.

Quanto i soldati Russi dall’Armata Rossa giunsero nel campo di Auschwitz, si trovarono di fronte uno “spettacolo” che fatichiamo ad immaginare senza le immagini che ci sono state mostrate.

Derelitti umani, ridotti all’osso, che si aggiravano nel campo come fantasmi, ombre umane che avevano vissuto la prigionia, la violenza fisica e psicologia, la paura, la fame, la sete, il dolore, la perdita della propria dignità, ora potevano essere tratte in salvo.

Scampati ai forni crematori, l’atto finale di un macabro rituale che inizia molto prima dell’arrivo nei campi. Spogliati di tutto, non solo dei propri abiti, status sociale, beni, affetti ma anche della speranza.

 

 

I superstiti poi racconteranno quell’orrore, attraverso le loro voci è stato possibile apprendere, conoscere e ricostruire l’orrore che avevano conosciuto, i torti che erano stati fatti ad un popolo, senza quei superstiti, tratti in salvo dai soldati che per primi li trovarono, non sarebbe stato possibile conoscere la verità

Già, la verità, quella che non in pochi tentano oggi di negare attraverso teorie assurde che prendono il nome di negazionismo.

Un conto è la Storia che interroga se stessa informandosi e conoscendo di più attraverso sè, nuovi documenti, materiali, fonti per imparare a conoscere meglio e più da vicino i fatti, altra cosa è negare l’evidenza. Sebbene la corrente revisionista della storia tenta di capire più approfonditamente gli eventi, non è però accettabile che il complottismo arrivi a negare quanto ormai è segno evidente.

Ma come è possibile negare l’evidenza dei fatti quando a ricostruire tutto meticolosamente, con dovizia di particolari sono, voci di persone tornate alla vita, che hanno raccontato quello hanno visto e vissuto?

Come è mai pensabile arrivare a negare qualcosa che è documentato da: immagini fotografiche, filmati, documenti, pagine e pagine di diari, fogli, racconti?

 

 

 

Come è possibile che i neo nazisti e le frange più estreme delle destre europee, alcuni docenti, ed altri personaggi assurdi, arrivino oggi, a dichiarare al complottismo, urlando al falso, quando questi stessi indossano il credo della razza ariana e superiore, il mito del suprematismo eugenetico, uomini che ancora oggi inneggiano ancora ai “valori” del nazional- socialismo che ha permesso la mattanza di sei milioni di persone?

Ecco, di fronte a tutto questo il reato di negazionismo rischia di far sorgere nuovamente focolai simili a quello avutosi nel corso del secondo conflitto mondiale; non sono poche le persone, specie in Italia che si macchiano del reato di apologia del fascismo, inneggiando al ventennio e alla simbologia che gettò il nostro paese in una dittatura che sarà devastante, con l’entrata dell’Italia i guerra, per poi finire nelle mani dei nazisti.

E cosa dire che proprio il 27 Gennaio. in un Regione del Nord Ovest, la Liguria da Toti, che in Autunno fu protagonista di un episodio sgradevolissimo che generò un tam tam sui social per un suo vergognoso Tweet, ebbene nel corso del Consiglio Comunale a Cogoleto, è accaduto un episodio increscioso che ha fatto parlare di sè.

 

 

 

 

Alcuni membri del Consiglio Comunale della Lega, sarebbero stati immortalati in uno scatto fotografico con il braccio teso; immediata la reazione indignata dei Media ufficiali e sui Social, dove sono stati presi di mira per la eco del loro gesto che ha evocato il saluto romano di fascista memoria.

Ammesso sia tratti di un fraintendimento di intenzioni, il solo fatto di suscitare polemiche simili nel Giorno della Memoria, per noi resta comunque una mal-destra alzata di mano.

Anche se solo nel corso di una votazione aizzare una polemica simile, è disgustoso, che sia o no vera, è cosa di una gravità inaudita sollecitare o aizzare la polemica; ciò fa capire come il male sia sempre pronto a colpire, e poi, diciamolo, ci sono tanti modi diversi di alzare la mano o il braccio per esprimere il proprio consenso in maniera democratica!

Un episodio che se fosse quel che evoca sarebbe da condannare immediatamente prendendo seri provvedimenti nei confronti dei tre consiglieri accusati di apologia; è di una falsa ingenuità, inaudita per altro, voler far credere che si tratti di una casualità più che di una vera e propria provocazione, ne rispondano a chi di dovere.

Purtroppo però non è il solo episodio increscioso che è accaduto nel giorno in cui si ricorda cosa l’odio e l’intolleranza abbiano potuto generato; ci sono varie parti del pianeta terra, neanche poche a onor del vero, in cui la violenza, i soprusi, la violazione dei Diritti Umani, sembrano esistere esclusivamente sulla carta o nelle parole di chi le professa.

La tragedia dei migranti che dalle coste del Nord Africa, Libia in primis, tentano di attraversare il Mediterraneo meridionale per approdare in Italia, passa per tante storie di violenza, violenza fisica e psicologica come testimoniano queste immagini che hanno fatto il giro dei Social proprio nel Giorno della Memoria.

 

 

E’ nelle parole del Santo Padre allora che echeggiano i tanti appelli delle Istituzioni, della Politica ecc. in quei bei discorsi in cui l’ideale di pace e amore collettivo, rispetto e fratellanza, non devono fermarsi nel leggio o pulpito dove vendono evocate.

Nel giorno delle commemorazioni del genocidio del popolo ebraico, che ha sterminato 6mln di persone, risuona il timore che i regimi totalitari non siano affatto finiti con il Nazismo, che certi regimi, come fu il Nazismo, siano sempre pronti a sorgere, mentre di nuovi sono già in corso d’opera, vieppiù in un clima di intolleranza ed insoddisfazione sociale come quello che stiamo vivendo.

Senza ripetere le cronache già abbondantemente trattate da giornali e telegiornali, il nostro intento è solo quello di rendere un piccolo omaggio in ricordo delle vittime della Shoah, dei loro famigliari e dei superstiti, ma anche di chi oggi, nonostante siamo nel 2021, subisce per mano dell’uomo, violenze fisiche e psicologiche.

 

 

 

 

Author: Cris

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