Regole d’oro non ad…

DIARIO DELLA RISORGENZA E DELLA BUROPOLITICA

 

 

 

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

 

Stanno emergendo problemi che erano presenti nel passato ma che il morbo odierno ha esasperato e in parte modificato. Le determinazioni dei paesi in rapporto al morbo sono varie e definiscono anche la mentalità, il modo di affrontare la malattia e di gestire la  società . Vi sono paesi come il Brasile che non si curano di curare, per così dire, lasciano che la malattia faccia i suoi morti, fidando su una ipotetica  legge di natura, che mai una epidemia stermina completamente la popolazione, ha un corso, fa delle vittime e poi scompare. Certo, vi è indeterminazione su quante potranno essere le vittime e se era possibile evitarle, e a tal punto la  faccenda  si congiunge all’economia ed alla politica. Vi sono milioni di persone che stanno nella società senza alcun  riguardo , alcuna difesa, e dico in Paesi come gli Stati Uniti, i morti odierni  si hanno specialmente negli afroamericani, così in Brasile e nel Sud America, è la gente povera a soccombere. In Brasile la determinazione a lavorare innanzi tutto  causa questa situazione, e gli Stati Uniti credo  torneranno a produrre ampiamente. Allora, questi paesi non pongono avanti la salute sull’economia, sono dominati dallo spirito della produzione ad ogni costo mentre noi, italiani in particolare, saremmo attenti alla salute, prima la salute, la sicurezza, poi il lavoro ovvero lavoro in sicurezza, come si dice  ripetutamente?. Ma se curare la salute diventa un possibile malessere della economia? Vale a dire: non sempre la cura della salute è la premessa per la cura dell’economia. L’Italia manifesta un esempio manualistico di errata relazione tra salute ed economia, sotto l’esaltazione apparente di sanare…la salute. Nel nostro Paese con l’idea di curare la malattia roviniamo l’economia senza peraltro avere la certezza di aver sanato la malattia. Noi abbiamo inventato una condizione micidiale, curiamo la malattia uccidendo l’economia ma non essendo certi di aver curato la malattia continuiamo ad uccidere l’economia. O, sinteticamente:la cura della malattia sta nell’uccisione dell’economia! Restiamo nell’incertezza della salute sanata, prendiamo misure per evitare ricadute, bene, ma queste misure per evitare ricadute uccidono l’economia. Questo il punto atroce. Il pugnale assassino. Tutte le regole per tutelare la salute sono omicide per l’economia. Insisto, si tutela la salute con mezzi distruttivi per l’economia. Il distanziamento è la morte dei bar, dei teatri, dei cinema,dei ristoranti, dei locali balneari, è la processione mortuaria dei negozi, il de profundis dei mezzi di trasporto, il requiem delle librerie, il miserere delle sale da ballo, l’exit delle scuole. E’ la più marrana delle scelte perché fa rimanere nel dubbio del pericolo da cui tutelarsi ma di sicuro desola l’economia. Ecco quel che stiamo vivendo. Ogni giorno si ripete che il morbo può tornare, che c’è il pericolo di una ripresa, che non siamo usciti dal pelago, che bisogna rispettare le regole  e questi sanculotti non si avvedono che rispettare queste regole vale a significare :roviniamo l’economia! Un’incongruenza, da incoscienti o coscienti, non saprei, in ogni caso è la fucilazione alla schiena della società. Con queste regole declassiamo. E almeno fossimo stati assicurati dal denaro vociferato! Comunque ,dopo mesi hanno scoperto che non avevano garantito alle banche di non essere processate se davano denaro a chi eventualmente  non lo restituiva, ora  hanno tutelato i banchieri, e vedremo se il denaro verrà concesso. Ma le regole distruttive resterebbero! E sono, insisto, mortali. Allora, agire come il Brasile, come la Svezia, in completa libertà? No. Occorre inventare strumenti di verifica immediata  della nostra salute. E’ su tali strumenti che bisogna impegnarsi non sulla situazione oggettiva dei locali. E’ sui clienti, apparecchi di controllo della salute per investigare immediatamente sulla presenza della positività. e poi libertà. Inconcepibile che nel XXI secolo non si inventi un rapido modo per accertarsi sulla salute di un soggetto con riguardo ad una malattia determinata, pare che strumenti ne esistano già. Su ciò concentrarsi non su misure in ogni caso rovinose, dico, in ogni caso, anche se servissero alla salute. Dopo di che, vivere e ristoranti colmi di…salute. E manovre espansive alla sfrenata. Capisco che taluni vogliono la decrescenza, bei fallimenti, fabbriche chiuse,  con milioni di gente immiserita si avrà l’ambiente pulito ma le fiamme in casa. Abbiamo poco tempo per riaprire, non senza regole ma con regole per vivere, giacchè esistono regole che impiccano.

 

 

Author: Cris

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