Piccolo grande uomo, l’Italia ha perso un grande atleta a causa del Covid-19 : Donato Sabia

a cura di Cristian Arni

Ci sono passioni che ti colpiscono come una secchiata di acqua gelata, che arrivano inattese come certe notizie, a volte belle altre brutte; tra le passioni l’atletica, che ci stringe intorno alla scomparsa di un Campione: Donato Sabia, qui sta la brutta notizia che ci ha colti impreparati. Questo il nostro piccolo omaggio ad un piccolo, grande uomo, un’atleta italiano di fama internazionale.

 

 

 

 

Ci rincresce, personalmente molto, quanto questa pandemia sta provocando, parliamo del Covid-19; il corona virus non risparmia nessuno, colpendo senza posa chiunque, ovunque nei quattro angoli del globo, persone di tutte le razze ed estrazioni sociali. In questo ci rende veramente tutti uguali, come la famosa “Livella” Totò, non c’è classe sociale che tenga, nè età o etnia che non sia in qualche modo a contatto con questa pandemia.

Molti anche i nomi e i volti noti al grande pubblico; esponenti del mondo culturale, e di due giorni fa la notizia della scomparsa dello scrittore cileno, Luis Sepulveda, dopo quaranta giorni di lotta con il Covid-19, e ancora qualche giorno prima, circa una settimana fa, toccò ad un’atleta italiano, Donato Sabbia, noto a più per le sue prodi gesta agli Europei indoor, che gli valse un oro negli 800 mt indoor, giusto per sintetizzare una carriera però fatta di tanti successi, dentro e fuori la pista di atletica.

Per chi è appassionato della materia certo è stata un brutto colpo, anche perchè il Campione Europeo era giovane, un’atleta, apprendere la notizia che sia stata causa del corona virus, la dice lunga su le tante teorie in merito il range delle vittime.

Potentino di nascita era stato soprannominato il “Mennea Lucano”, non a torto dati i suoi primati da velocista e mezzofondista che gli valsero due finale sugli 800 mt alle Olimpiadi, con tempi da record.

Poi, come inevitabile, non sono mancate alcune polemiche per mancata presenza a visita anti- doping, ma nulla di grave, un’ombra fugace sulla brillante carriera dell’atleta, nella quale torna a splendere il sole fino a quando il Covid-19 non lo fa tramontare per sempre ergendolo tra le stelle dell’Olimpo sportivo.

Abbiamo raccolta una testimonianza di chi Donato Sabia lo conosceva direttamente, Alessandra Accardo, ci racconta il suo ricordo con parole vivide che emozionano profondamente:

Se la grandezza di un atleta dipendesse solo dall’ impegno, dalla costanza, dal talento e dalle capacità e non anche dalla fortuna io credo che Donato Sabia, oggi, sarebbe ricordato al pari Mennea di cui, del resto, era amico. Dopotutto, il suo primato sui 500 metri è rimasto intoccato, a livello mondiale, per 29 anni.
Ho avuto il privilegio di conoscere Donato sulle piste di Potenza, quando giovanissima mi allenavo nel mezzofondo. Ed è stato un privilegio. Nello sport spesso arroganza ed incapacità assurgono al rango di virtù. Lui invece non parlava mai di sé: era sempre umile e sorridente e, oserei dire, “nell’ ombra”. Amava l’atletica e lo sport “sano” e ha fatto di tutto per farsene portavoce. Credeva nel potere dello sport come forma di riscatto e bellezza. Inoltre, non lesinava mai consigli e incitamenti verso chiunque si affacciasse alla corsa, soprattutto verso quei giovani e piccoli atleti come me che su quella pista potentina lo guardavano come un gigante.
Resta il rimpianto di non aver trascorso abbastanza tempo con lui. E quello di un’immeritata sfortuna che lo ha trascinato troppo presto via dalle gare e dalla vita.”

 

Author: Cris

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