Pensieri al Tempo di Virus

Rubrica: Diario quotidiano della Peste a cura del Prof. Antonio Saccà

Editing, copywriting, graphic a cura di Cristian Arni

Le prospettive del Prof. Saccà alla luce degli ultimi sviluppi, ci mostrano scenari sanitari, sociali, antropologici, economici, di un certo rilievo, a causa di quanto sta accadendo in queste ore per il Covid-19. Allora andiamo a leggere, nell’appuntamento quotidiano con questa rubrica, cosa ne pensa il Prof. Saccà, che come sempre ringraziamo dei suoi preziosi contributi.

 

 

 

 

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

Post del 13/03/2020

a cura del Prof. Antonio Saccà

Sarebbe errato considerare quanto scrivo come un allentamento della tutela venite per contenere i rapporti, non è questo il mio proposito,è il modo in cui prendere queste misure che voglio discutere, non bisogna assumerle quali afflizione, quasi punizione, addirittura punizione di trascorsa vita disordinata, non è così che vanno prese, ma per quello che sono, un momento di contenimento della vita relazionale volto a impedire, limitare rapporti che possono stabilire contaminazione . Lo scopo deve essere chiarissimo, frenarsi per vivere maggiormente. Se non è netta questa posizione le persone si ribellano, quasi le si costringesse a non vivere. Nessun castigo del nostro modo di vivere, anzi, che torni presto: teatri, musei, ristoranti, ovviamente arte, poesia, cultura, dobbiamo sentire questo momento come una prigione che non meritiamo. Del resto, per andare alle minuzie, qualche vantaggio lo otteniamo, i mezzi di trasporto sono vuoti, viaggiamo rapidamente, l’aria è respirabile, minuzie dicevo e ripeto, il morbo è grave anzi gravissimo per la veemenza della contaminazione,prendiamo tutte le misure possibili per tutto nel tempo necessario,già eravamo in difficoltà in campo economico, l’abbinamento tra malattia e chiusura delle attività turistiche, commerciali, produttive desolerebbe il Paese. Ampliamo lo sguardo. Un pericolo grandioso ,terribile è quanto accade negli Stati Uniti e quanto accadrà. Si è avuto un eccesso di rigonfiamento borsistico, e in tali casi si scivola sul terreno bagnato, certi magniloquenti risultati possono esplodere in specie se accade un evento che si immette nella parte fragile di un soggetto, e la parte fragile degli Stati Uniti è la Sanità. Il Morbo può metterli in crisi radicalmente, la gente non ha il denaro per salvarsi, assicurasi, non so se è questo il motivo delle perdite di Borsa negli Stati Uniti, non dubiterei che la vulnerabilità del sistema sanitario statunitense possa vulnerare l’intero Paese, in questi giorni, 11, 12 marzo il vanto borsistico americano è debilitato, e se il Virus si propagherà saranno drammi, anche se il Paese è potentissimo e ricchissimo, ma non è “filosoficamente”, disposto ad aiutare le masse. Vedremo. La crisi americana devasterebbe il mondo. Il 12 marzo è stato un finimondo delle Borse sia europee,sia degli Stati Uniti, in Italia la devastazione ha raggiunto livelli da fallimento, il 16/17 per cento in un giorno ,i risparmiatori con delle azioni hanno perduto una massa enorme di denaro, la Banca Europea non si è comportata bene, la nuova governatrice ha detto una battuta rovinosa, di non avere a cura lo spread, questo per la cronaca, per ricordare quello che è successo, almeno ricordare. Le contaminazioni continuano accentuandosi, si accrescono le chiusure di molte funzioni commerciali,non vi è eccessiva disciplina, il Virus del resto è già in circolo e non lo si può recintare, ma frenando i contatti si attenuerebbero le occasioni di contagio, credo però che dovremmo presso che stare da soli, quindi non mi aspetto grandi risultati, ed infatti anche il 13 i contaminati sono cresciuti ed anche i decessi. Esasperata follia da acquisti, file pazienti, interminabili…Gli operai si ribellano, ai posti di lavoro temono contagi, è stata dichiarata la Pandemia, altri paesi europei ripercorrono la nostra situazione. Per informazione, corrono voci che il Virus sia stato messo in circolazione dai cinesi deliberatamente, propagata in Cina ma rinserrata localmente, certi, i cinesi, che un giorno avrebbe colpito anche gli Stati Uniti oltre ad evitare gli assembramenti di protesta ad Hong Kong. Per i cinesi, continuano queste opinioni, migliaia di morti sono dei nonnulla, mentre, dato il debole sistema sanitario americano, gli Stati Uniti ne sarebbero massacrati. Scrivo per la cronaca, mi limito a riferire. A proposito dei cinesi, oggi 13 sono giunti in Italia esperti in materia virale e la Cina ha inviato mascherine e strumenti respiratori. E’ un atto generoso ed amichevole. Però la Cina è assai malvista dagli Stati Uniti e da taluni paesi europei. E gli Stati Uniti sono fermissimi nei sistemi di alleanza. Aggiungo: un medico dichiara che questo Virus non è una comune influenza. Morti e contagi aumentano , dilagano. Pare che anche il Sud comincia a subire infezioni, data la fuga dei meridionali dal Nord. Il calore è nemico del Virus? Non è certo come pareva. La Borsa è montata. Siamo, come si dice in antropologia, osservatori partecipanti.

Author: Cris

2 thoughts on “Pensieri al Tempo di Virus

  1. Ottimo puntarei riflettori sul gigante americano in odore di crisi! Di questo pericolo l’informazione sottovaluta la portata.

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