PANDEMIA NELLA MENTE

 

di Antonio Saccà

Preoccupa, angoscia la pandemia nella pandemia. Nei paesi occidentali, soprattutto nell’Italia, una prigionia mentale, la vita sbarrata, ostacolata, imprigionate, chiusa, ogni strada finisce in un muro. Questo preoccupa, angoscia. Una crisi economica che sconquasserà la società, una crisi mentale che sconquasserà gli individui. Dovunque ci muoviamo sbattiamo, la società si sta frantumando in un individualismo sospettoso, timoroso, inerte o furibondo. L’uomo non può vivere sotto tutela eccedente, non può pensare di correre continuamente pericoli, se si nomina esageratamente “al pericolo, attenti”, il pericolo diventa un incubo anche quando non esiste, si ottiene l’effetto contrario, non la difesa ma il terrore. La paura del male possibile diventa un male reale. Vince la morte, Thanatos, anche da vivi. Ma un uomo impaurito non azzarda, non osa, si rifugia, teme. Si vuole questo? Chi vuole questo? E perché vuole questo? Per dominare? Per distruggere e predare? Stiamo in un corso politico, economico internazionale che vuole il nostro Paese atterrito, atterrato? Perché continuando al modo presente, strapiomberemo. O avverranno ribellioni, trasgressioni personali, di gruppo. Un uomo imprigionato, intimorito o scava la caverna e rompe le inferriate o diventa inerte, inerme. Ma c’è la via della attività che sorge impetuosa dalla società, oltre chi crede che convivere sia aver paura, mentre deve essere riuscire a sopravvivere ed a vivere.

Se in una guerra ai militari, ai combattenti venisse detto: potreste essere uccisi, l’alternativa sarebbe stata, lottare o perdere. Noi dobbiamo convivere con il Virus, il termine “convivere” significa dobbiamo riuscire a vivere non fuggire come se avessimo perduto la guerra. Se si continua a ripetere che bisogna difendersi è stare in una trincea impauriti e fermi, aspettando che cosa? La Pax Vaccinensis? Siamo nel risibile. Convivere ossia vivere con, vivere nonostante, lottare e sopravvivere, reggere, fare, lavorare. La stralunata idea che a lavorare c’è il rischio di ammalarsi deve far posto alla realistica idea che a non lavorare c’è un doppio rischio, morire di Virus e morire di fame.

Il contagio della paura. Dicono: di Virus si muore. Dico: di fame si muore e si impazzisce. Dicono, occorre difendersi. Appunto, difendersi, non arrendersi.

Fu quello il tempo della Grande Paura, fu quello il tempo del sospetto, fu quello il tempo dell’uomo che temeva l’uomo e la vicinanza dell’uomo e temeva il respiro dell’uomo, fu il tempo dell’accusa, della sorveglianza, della mascherata, fu il tempo della solitudine, il tempo delle finestre sbarrate, delle porte doppiamente chiuse, degli allarmi, delle reclusioni, delle sirene, il tempo in cui la società divenne nemica della società, l’individuo nemico dell’individuo, il tempo in cui i governanti stampavano proclami per intimorire la gente intimorita fingendo di proteggerla, i popoli diventarono da cittadini schiavi… Sì, il Male esisteva ma esisteva anche chi dirigeva il Male, e fu questo il vero male, ed è questo il vero male, togliere all’uomo il coraggio di vivere, il coraggio che la Natura ha concesso agli animali ed agli uomini. Combattere non soccombere.

Qualcuno che stabilisca: tuteliamoci, lavoriamo. No: tuteliamoci dal lavoro con la cassa integrazione.

Il Moto Perpetuo del Debito.

È l’alterazione mentale il rischio. Pensate: i passeggeri dei treni ad alta velocità si rivoltano perché hanno abolito…il distanziamento! Anni passati mi occupai di un saggista che non mi interessava ma era una tesi di laurea, Erich Fromm, il quale scrisse testi assai noti, Essere o avere, Paura della libertà. Così, paura della libertà. Un Governo che appare severo appare anche protettivo, molti restano figli anche da adulti. Le religioni (Dio Padre) e la politica (il Capo) utilizzano, anche a buon fine, questo bisogno del padre. Ma oggi non abbiamo buoni padri, abbiamo padrini, non danno sicurezza ma tremore.

Chi sa, forse la Società italiana si autogovernerà sfuggendo il Governo, attuando due mete semplici: Lavoro è Salute, Salute è Lavoro.

Per la cronaca: che ci fosse bisogno di non consentire l’ingresso agli stranieri è palesato da ciò che avviene facendoli entrare. Incredibile, rischiamo la neo pandemia!

C’è qualcosa di incomprensibile nel nostro Paese. Ma la gente “vuole” vivere e qualche muro sarà spezzato!

Author: Cris

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