Occidente vers(us)o Oriente: tra Stati Uniti, Russia, Bielorussia, Comunità Europea e Italia

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

 

In queste settimane si fa un gran parlare di Aleksej Naval’nyj, in realtà è da Agosto che sentiamo parlare del “nemico” numero 1 di Vladimir Putin, il Presidente della Russia, il quale non lo chiama mai per nome. Ne sentiamo parlare come di un novello paladino di una parte di quella narrazione sulla presunta cooperazione tra i popoli, per abbattere, quello che molti chiamano: regime putiniano, o totalitario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di regimi, sempre in zona euroasiatica, ce ne sono anche altri, ma più accolti per cui non ci si serve di paladino alcuno, per sovvertire i preposti, comunque…

Alla luce degli ultimi episodi sul piano internazionale è possibile lasciarsi persuadere, ed insospettire, dal continuo evolvere degli equilibri nel riassetto del comparto Euro-Asiatico, tra Europa- Russia e Bielorussia, e si perchè, in questo gioco dai delicati equilibri, non possiamo tralasciare quanto sta accadendo, sempre da Agosto, nel paese sotto la guida ultraventennale di Aljaksandr Lukašėnka, ritenuto dalla comunità internazionale un vero e proprio dittatore che non risparmia di usare metodi repressivi piuttosto duri contro chi manifesta il proprio dissenso nei confronti del suo…”presenzialismo” ad oltranza.

Proviamo allora, in maniera del tutto libera e scevra dai lacci dei tecnicismi, diciamo anche in maniera fantasiosa se vogliamo, ma poi forse neanche troppo, a tracciare un’altra analisi per quanto sommaria, focalizzando cosa sta accadendo, nel core delle democrazie occidentali, ed ancora come esse guardano e dialogano con i paesi più ad Est, quei paesi che ancora qualcuno individua facenti parte di un blocco russo che divide l’Occidente, bello, buono, democratico e cooperativo, dall’Oriente, brutto, cattivo, dittatoriale e affatto cooperativo, insomma come se, nonostante la Prerestrojka, quella “cortina di ferro” di storica memoria sia ancora in piedi.

 

 

 

 

La Madre Patria Russia ha sempre messa una certa soggezione, mista ad ammirazione; vogliamo per le sue dimensioni geografiche, mettiamo per la sua storia passata e più recente, non ultimo tutta una “letteratura” che ha fagocitato un immaginario collettivo, creando un alone quasi mitico dell’ex URSS/CCCP, ebbene tutti questi fattori, se sommati a quanto sta accadendo, dimostrano che da qualche parte c’è un nemico da dover combattere.

Del resto con la Russia i rapporti diplomatici per gli assetti geo- politici sono sempre stati molto, molto delicati, e il dialogo con il mondo Occidentale, quel mondo che un tempo avremmo individuato nel capitalismo puro, non è mai stato un dialogo semplice e chiaro, incomprensioni linguistiche a parte.

Detto questo, oggi rispetto a quando era in piedi il vecchio apparato della federazione sovietica, si è andato saldando ed espandendo quel senso di europeismo, che forse vorrebbe un’integrazione, ed una più fluida interazione tra il Vecchio Continente e il comparto russo.

L’Europa di oggi viene presentata, come un Nuovo Continente, in cui la cooperazione tra le nazioni ed i popoli, si presenti in misura maggiore rispetto a quanto non fosse in passato, quando la percezione di un’Europa dei popoli era nettamente inferiore, considerata, specie dai sovranisti italiani, come una una specie di unione prettamente monetaria, sotto il diktat della BCE, che pure doveva rispondere all’FMI.

Quindi un’Europa sufficientemente Bancaria ed economica, appannaggio di pochi beneficiari, tra cui in primis, la Germania di Angela Merkel, paese che a tutt’oggi detiene le redini di questo, camaleontico e mastodontico agglomerato di genti e banche, targato Maastricht.

 

 

Diciamo che con il senno di poi, un certo umanesimo è venuto fuori nel frattempo, quindi, è andato estendendosi quel senso di comunità di popoli, maggiore, sogno di molti, incubo di altri, sogno al quale sta aggrappandosi disperatamente anche chi prima si dichiarava anti- europeista, sovranista tout- court, scoprendosi invece di vocazione da europeista dell’ultim’ora, a sua insaputa.

Nel frattempo, a proposito di sovranismo, in Italia il Prof. Mario Draghi, quello che, in un passato non così remoto, veniva alacremente contestato proprio dai sovranisti perchè, in quanto Presidente della BCE, faceva gli interessi più delle Banche e dell’economia estera che non del suo paese, l’Italia.

 

 

In questo ultimo periodo Draghi ha ricevuto l’incarico di formare la nuova squadra di governo per fare uscire l’Italia dall’impasse nella quale Matteo Renzi l’avrebbe gettata, innescando così la crisi di Governo in atto, proprio nel bel mezzo di una pandemia e di una crisi sanitaria ed economica nella quale siamo ormai impantanati da tempo. 

E dall’altra parte dell’Oceano Atlantico? Negli Stati Uniti invece, al momento tutto è rose e fiori, sono sistemanti per le feste: Joe Biden, il neo eletto Presidente statunitense, finalmente ha preso possesso dello studio ovale, occupato ad oltranza da Donald Trump che al momento è “impicciatissimo” in un processo di Impeachment per aver istigato la rivolta di Capitol Hill, capitanata da un personaggio folkloristico, salito alla ribalta delle cronache: tale Jack Angeli, di chiare origini italiane, denominato “lo sciamano”, chissà, avrà ricevuta la sua “chiamata”, alla guida dei suprematisti che hanno messo a soqquadro quello che viene considerato il tempio delle Democrazia americana, dal grande spirito dei falò.

 

 

 

 

 

 

 

Ma rientriamo al di qua dell’Oceano, volgendo ora lo sguardo al di là della presunta “cortina di ferro” di cui sopra, riagganciandoci con l’inizio di questa peregrina analisi.

In queste settimane in Russia è in corso una protesta dopo l’arresto del dissidente Navlanyj, che rientrato in patria, doveva aspettarsi il caloroso abbraccio di Putin; ma allo: perchè tornare se consapevoli di venire arrestati?

La risposta potrebbe venire dal fatto che così si sia gettato ulteriore benzina sul fuoco, rinvigorendo così la fiamma, a volte, la fantasia supera l’immaginazione, di una protesta fomentata da un rincorrersi di voci che neanche la migliore serie TV incentrata sulle Spy story potrebbe offrire.

La sensazione, e qui entriamo nel sottile, è che specialmente i Media ufficiali trattino questa faccenda del dissidente in un modo a dir poco imbarazzante, a voler forzatamente appoggiare l’ultra- nazionalista, Aleksej Naval’nyj.

Ne viene fuori così, da questa esposizione mediatica talmente potenziata una immagine una figura, fomentata dal web e sui Social Network, che esalterebbe la figura di quello che viene considerato una sorta di eroe dei due mondi, un  anti- Putin, personaggio a dir poco discutibile, che sembrerebbe quasi portare in mano la bandiera della Libertà in nome di quei popoli aperti al nuovo, nel ruolo di “giustiziere della notte”.

Questo, per lo meno, è ciò che arriva se si fa un po’ di attenzione al flusso di immagini e notizie costanti e contraddittorie alle quali siamo sottoposti e dalle quali siamo storditi in rapida successione quotidiana per cui, rallentare e tentare di fare il punto della situazione, aiuta a tritare, a masticare bene e digerire meglio il pasto che ci viene propinato.

Ora, sulla base sempre delle supposizioni, certamente, le quali lasciano il tempo che trovano ma che aggiungono anche uno spunto altro di riflessione, da quanto traspare (non occorre essere dei geni) l’UE, o quanto meno gli occidentalisti ad oltranza, non soffrirebbero certo se qualcuno riescisse a scardinare i meccanismi e gli ingranaggi di quel potere oltre cortina, perchè questo significherebbe, per qualcuno, trarre benefici economici che proverrebbero dalle forniture degli idrocarburi, ma non solo.

Insomma: un buon investimento/affare, per poter metter le mani più liberamente di quanto non sia ora, sulle forniture di gas e petrolio,

Quale migliore occasione che non metter su anche un manipolo di mercenari al soldo, fomentandone la protesta, alimentandola mediaticamente? Che poi siano dissidenti ulta- nazionalisti poco importa, in un modo o nell’altro, prima o poi si troverà il modo di metterli a tacere, così con l’attenuante della cooperazione internazionale ed il dialogo tra i popoli, ecco trovato il modo di fare affari a peso d’oro.

A distopia aggiungiamo distopia, a questo punto!

Abbattere quindi, lo “strapotere” di personaggi emblematici quali, Vladimi Putin, in Russia e Aljaksandr Lukašėnka in Bielorussia, significherebbe indebolire ulteriormente quella immaginaria “cortina di ferro” che dicono ancora presente negli assetti geo- politici dei paesi dell’ex Unione Sovietica, smantellando di fatto il controllo di un sistema ben saldo e radicato che fronteggia la Comunità Europea, in maniera aperta e spavalda.

Bielorussia e Russia sono due paesi geograficamente confinanti, tra Putin e Lukašėnka i rapporti diplomatici, e gli interessi economici sembrerebbero esser buoni e di sostegno reciproci, il condizionale è d’obbligo in tema di diplomazia, sempre meglio esser cauti.

 

 

In questa nostra analisi, come anticipato, generale e sommaria perchè l’argomento necessita di approfondimenti ulteriori, abbiamo cercato di fare una summa degli eventi e degli scenari internazionali di cui siamo stati spettatori in questi ultimi trepidanti mesi.

Episodi di una serialità, in cui figurano almeno tre grandi attori: Angela Merkel, Vladimir Puin e Aljaksandr Lukašėnka nei loro rispettivi ruoli pluriennali al comando dei rispettivi paesi.

E’ il caso di ricordare, in ultima battuta, che la cancelliera tedesca è al suo quarto mandato consecutivo, in carica da sedici anni, più tempo di Vladimir Putin, il quale è in carica in maniera non continuativa dal 2012.

Possibile che il dissidente Navalnyj (?), altro attore di questa serie che appare più che altro nei panni di controfigura dell’Europa, non si sia accorto del divario, accanendosi contro Putin?

E allora cosa dire di Aljaksandr Lukašėnka, rispetto ai quali, sia la Merkel che Putin sono dei pivelli in confronto, considerando che il Presidente Bielorusso è in carica da ben 27 anni?

Questo è il motivo per cui sono montate le proteste in Bielorussia, proteste duramente soffocate e tutt’ora in atto, represse con forza brutale, per cui. eccolo là. il Parlamento Europeo ha formalizzato il suo documento in cui disconosce la validità del suo ultimo mandato in seno a presunti brogli elettorali nel corso dell’ultima elezione presidenziale.

Brogli elettorali che poi colpiranno, a detta di Trump, le elezioni americane, ma prima l’attenzione del Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, mentre era in corso la campagna elettorale per l’elezione del nuovo presidente americano, era rivolta ai brogli elettorali bielorussi…to be continued.

Author: Cris

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