Notte prima delle elezioni: Roma a ferro e fuoco

 

 

di Cristian Arni

 

 

Rome brucia nella notte; il Ponte dell’Industria in fiamme; crollo di parte della struttura.

 

 

A volte strane coincidenze!

Se Venditti cantava Notte prima degli esami, quale preludio alla maturità, Roma nella notte è illuminata da un falò che mai avremmo immaginato.

Scoppia l’incendio, scoppia…che arde, avvolgendolo, una struttura di ferro massiccio, sciolto come burro fuso, paradossi di una città ormai totalmente allo sbando. Colpa del Sindaco Virginia Raggi? No, non ci sentiamo di accusare l’amministrazione capitolina, nonostante, nè più nè meno di tante altre amministrazioni, abbia fatto il bello ed il cattivo tempo.

E Roma in queste ore è alle prese con il voto per la poltrona di Sindaco, la giunta comunale, come in altri comuni dello Stivale. 12 mln di elettori chiamati alle urne in 1200 comuni, ma questa è un’altra storia…

 

ANSA/CLAUDIO PERI

 

Breve storia del Ponte:

Per i romani il Ponte dell’Industria, alias Ponte di Ferro, è quasi un simbolo, altrettanto identitario, di una città e dei suoi tanti edifici e monumenti storici ed architettonici; il Ponte dell’industria sorse in quel polo dell’Urbe dalla forte connotazione urbanistico industriale che si riallaccia a quella che poi diventerà paradigma dell’archeologia industriale, fossimo stati un altro paese ne avremmo fatto tesoro e invece…

Collega-va i quartieri Ostiense e Marconi, quartieri popolari e popolosi, ma altre vie di comunicazione che caratterizzano l’area sono la ferrovia e il porto fluviale, non distanti dal Ponte di “fero” è il Gazometro, gli ex stabilimenti della Mira Lanza, poi Teatro di Roma.

Tutta l’area circostante, compreso il vicinissimo quartiere di Testaccio, rientrava nel così detto PRG del 1909, il piano regolatore che indicò questo quadrante di Roma destinato allo sviluppo di un’area strategica per l’economia della città; non lontano era l’ex Mattatoio e poi gli ex Mercati Generali ed ancora era la sede della Dogana Vecchia e poi l’Italgas, la sede della Centrale Montermartini insomma, come si usa dire gergalmente…”tanta roba”!

Dal degrado in cui cadde l’area all’abbandono, ci fu un piano di riqualificazione urbana che riportò dignità al quartiere Marconi- Ostiense; un residence con gli ex Mulini Biondi destinati ad abitazioni e poi l’apertura del Lungo Tevere intitolato a Vittorio Gassman che prosegue poi nell’ansa del fiume Tevere nel Lungo Tevere Pietro Papa, tutto il quartiere romano è fortemente connotato da una riqualificazione negli anni a venire che diedero nuova vita al quadrante meridionale della città fino alla capitolazione in cui la città è ripiombata.

Insomma uno schiaffo rovinoso, questo incendio romano che rievoca lo spettro di Nerone sull’urbe, ma la storia andò diversamente.

Un pugno nello stomaco e nel cuore di una città i cui sintomi di malessere sono molteplici e non indifferenti; Roma e i romani ora dovranno fare i conti con un ulteriore problema: la viabilità interrotta in quel tratto di strada che consentiva di attraversare il Fiume Tevere, sotto il ponte baraccopoli.

Attraversato da centinaia di migliaia di veicoli il Ponte dell’Industria è una struttura iconica, esempio dell’architettura del ferro, cara ai romani e finita anche in pellicole come nel film ‘La banda degli onesti‘ con Totò e Peppino de Filippo.

 

 

Caratteristiche tecniche:    

Lungo 131 metri e largo 7,25 metri, è costituito da arcate in ferro e ghisa appoggiate su piloni costituiti da tubi di ghisa riempiti di calcestruzzo. Fu costruito tra il 1862 e il 1863 da una società belga per congiungere la linea ferroviaria di Civitavecchia alla stazione centrale Termini. Ma il ponte non fu costruito a Roma: la società belga effettuò il lavoro in Inghilterra, poi il ponte fu trasferito in pezzi a Roma, dove fu montato. Si trattava di un ponte in parte mobile perché nella porzione centrale si sollevava per permettere la navigazione delle imbarcazioni. Il 24 settembre 1863, alla presenza del pontefice Pio IX, sul ponte passò ufficialmente il primo treno della linea Roma-Civitavecchia. Nel 1911, con l’apertura della nuova stazione di Trastevere, il tracciato ferroviario fu trasferito sul nuovo ponte San Paolo.

 

ANSA/CLAUDIO PERI

 

Il ponte tra ieri ed oggi

Oggi sotto il Ponte di ferro e sulle rive del Tevere trovano da anni ricovero molti senza fissa dimora. Già a febbraio del 2013 la struttura fu chiusa a causa di un rogo divampato in una baracca proprio sotto al ponte abitata da alcuni clochard.
Il ‘Ponte di ferro’ è anche noto per l’eccidio di dieci donne giustiziate dalle SS il 7 aprile 1944, Rimasto sconosciuto per più di mezzo secolo, l’eccidio fu reso noto da un saggio di Cesare De Simon e, successivamente da egli stesso descritto in un romanzo pubblicato nel 1998. Le vittime dell’episodio furono dunque dieci donne, giustiziate dalle truppe del servizio di sicurezza delle SS, a seguito di un attentato a un forno che riforniva le truppe d’occupazione della Germania nazista: queste, sorprese dai militari tedeschi con pane e farina, furono allineate sulle transenne del ponte dell’Industria sul lato di via del Porto Fluviale e fucilate.

Dal 1997 l’amministrazione comunale fece realizzare una lapide in bronzo a ricordo delle donne uccise. Dell’eccidio scrisse anche Carla Capponi, partigiana e politica italiana, Medaglia d’oro al valor militare: “Le donne dei quartieri Ostiense, Portuense e Garbatella avevano scoperto che il forno panificava pane bianco e aveva grossi depositi di farina.

Decisero di assaltare il deposito che non sembrava presidiato dalle truppe tedesche. Il direttore del forno, forse d’accordo con quelle disperate o per evitare danni ai macchinari, lasciò che entrassero e si impossessassero di piccoli quantitativi di pane e farina. Qualcuno invece chiamò la polizia tedesca”. Poi l’eccidio: “Le dieci donne furono lasciate a terra tra le pagnotte abbandonate e la farina intrisa di sangue”. 

 

Author: Cris

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