Nord vs Sud? No, grazie! Meglio l’Italia unita dal sole, dalla Cultura, dal mare e dalla sua economia

DIARIO DELLA RISORGENZA E DELLA BUROPOLITICA

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

In un mio libro recente:”La memoria dei ricordi”, pubblicato dell’Editore Armando (è reperibile in tutte le librerie ed anche con Amazon) ho narrato qualcosa della mia vita e soprattutto del periodo siciliano e in parte quello romano, dove vivo. Sono nato a Catania ma appena nato siamo andati a Messina, vi ho passato gli anni fino alla giovinezza, dopo i vent’anni mi sono stabilito a Firenze, laureato in Legge, abilitato in Storia e Filosofia, da gran tempo vivo a Roma, ripeto. Il Nord lo conosco meno, sono stato abbastanza a Milano per dei convegni, ho visitato luoghi della Lombardia, del Piemonte, dell’Emilia, del Veneto, della Liguria, del Trentino, assai diversi dagli aranceti, dai limoneti del Sud, anche il verde degli alberi è diverso, pure i casolari contadini, al Sud sono più rustici, il Nord è più ordinato, in quanto ad arte, non c’è angolo dell’Italia che non ne abbia, Castelli al Nord, grandi chiese, monasteri, ville aristocratiche a perdita d’occhio, musei abbacinanti, mentre al Sud il retaggio greco romano strabilia, ma dico per dire, l’Italia è la meraviglia delle civiltà in tutti i campi e questo dovrebbe inorgoglirci e unirci nel difendere una siffatta civiltà non superata né superabile. Sciaguratamente non tutti gli italiani sono degni dell’Italia, meno ancora gran parte del ceto politico. Sta riesplodendo una polemica, che resta da tempo in scuro e talvolta si mostra, del Sud avverso il Nord inopportuna e non decorosa, il rimprovero che il Sud volge al Nord di essere un luogo contaminato, infetto, idoneo a contaminare il Sud. Si tratta della pandemia. Ma una Nazione non deve, non può accusare una parte di sé stessa per un male della Nazione! Così non si ha una Nazione ma un localismo ostile, odioso. Ai mali nazionali occorre far fronte da Nazione. Il Nord non si è cercato il morbo da sé, né ha cercato di diffonderlo. È stata vittima non colpevole. Vuole oggi diffonderlo? Oggi che sembra risanato? Oggi che molti ritengono il Virus scemato di potenza, oggi che non abbiamo casi di terapia intensiva, oggi che disponiamo di cognizioni e di cure? Questa polemica sul timore della discesa degli infestati nordici nelle incontaminate terre del Sud non serve ad alcuno, danneggia tutti. Il Sud non avrebbe il turismo del Nord e senza il turismo del Nord il Sud crolla, quindi è una polemica che colpisce apparentemente il Nord ma sostanzialmente il Sud. Illudersi che se non si avranno i turisti contaminatori del Nord si avranno gli stranieri è una fantasia. Moltissimi turisti sono meridionali che stravedono per tornare in estate, questo tipo di turismo del ritorno alle origini, alla proprie terra è struggente, rivedere i luoghi dell’infanzia, i parenti, amici, parlare il dialetto, mangiare casalingo! Si chiudono le porte a costoro! Fare i polemisti antirisorgimentali nel 2020! Sembra di tornare all’Ottocento quando dopo l’Unità italiana molti rimpiangevano i sovrani del passato. Si dice: bisogna tutelare la salute. Certo, la salute. Tutelare la salute, ma non espandere la polemica come se in Italia esistesse una conquista del Nord privilegiato ed infestato contro il Sud! Il Sud contro il Nord è un boccone per la malavita e l’Africa cinesizzata. Questa polemica spinta agli estremi in una situazione drammatica come l’attuale genera il crollo dell’Italia intera, particolarmente del Sud che certo si illude di trovare sostegno nell’Africa, sarebbe il decadimento, l’africanizzazione. È questa mentalità, è il modo di fare polemica, errato. Legittime le tutele, le cautele, improprie le polemiche estese al Nord come Nord. Le rivalse, le vittorie del genere sono inconsistenti. Ecco l’errore. Limitiamo la questione alle misure per non correre rischi ma non estendiamo la contesa al Sud contro il Nord, al rifacimento del Risorgimento. Serve alla malavita che ha sempre fomentato separatismi, ed ai cinesi africani (da tenere in conto: la deriva africana del Sud è possibile). Cautele, non ostacoli, né avversione. Di ostacoli il Governo ne mette già troppi, non aiutiamolo a rovinarci. Se la società suscita inciampi oltre gli inciampi governativi, non c’è via di uscita! Perché abbiamo un Governo il quale passa il tempo più a sanzionare le attività che a promuoverle, è uno stato di sorveglianza in cui il bottegaio, l’imprenditore ma anche il consumatore sono vigilati in forme che paralizzano la scorrevolezza del fare, del resto se si vuole un errore lo si trova! Non accresciamo questa mentalità! Capite? Non accresciamo questa mentalità! Se la società si abbina al conguaglio governativo per frenare, ci inchioderemo. Bisogna capire chi è il vero nemico della risorgenza. Non è chi vuole fare anche rischiando, è chi non vuole fare e non vuole che si faccia. È indispensabile che il Sud comprenda che può essere involontario (ma ci sono i ben consapevoli) complice della paralisi! Insisto: complice della paralisi. Perché oggi è tempo della ripresa, diversamente crolliamo. Siamo al sommo del precipizio e abbiamo un Governo che non inizia, non dà impulso alle grandi opere di una certa ampiezza anzi intimorisce, complica, sotto il movente di tutelare la salute si sta uccidendo l’economia. Non abbiamo un governo a favore delle iniziative imprenditoriali, se, ripeto perché è assolutamente necessario capire, se mettiamo anche gli ostacoli aggiuntivi dell’opinione pubblica del Sud contro il Nord, è finita. La gente è terrorizzata, se entri in un negozio senza mascherina e guanti è un grido generale, se cammini senza mascherina la gente si distanzia, trionfa questa sorveglianza ipertrofica, manca l’impulso ad agevolare ciò che sarebbe indispensabile: FARE! Al dunque: ci sono delle forze che vogliono che l’Italia declini o per consegnarla alla malavita. o per consegnarla ai cinesi o per consegnarla ai tedeschi, o perché diventi terra di ambientalismo postindustriale, o Dio solo sa che. La politica italiana troverebbe una spiegazione, altrimenti è una politica messa in mano a degli incapaci inetti che temono di essere scacciati e fanno del terrorismo sanitario e antimprenditoriale il loro sostegno appoggiati da burocrati, da “scienziati” che proclamano l’eternità del Virus, da parlamentari che non sarebbero eletti, e da forze internazionali che temono il dinamismo italiano. Purtroppo temo ci sia un piano di rovina del nostro Paese. Cinquecentomila disoccupati e l’Ilva alla chiusura. E il Governo fa le multe e convoca gli Stati Generali (a proposito: gli Stati Generali erano anteriori ai parlamenti, furono convocati in Francia nel 1789 e diedero luogo alla Rivoluzione Francese. Ma, dicevo, sono anteriori ai moderni parlamenti, è come se si volesse svilire il Parlamento. È un brutto segno!).

Contro questa situazione la società italiana deve ribellarsi. Le polemiche anti risorgimentali lasciamole a chi cerca qualche consenso paesano. Oggi dobbiamo fronteggiare gli ultimi residui del Virus, volere che siano gli ultimi, e in maniera radicale assoluta drammatica fronteggiare la crisi economica, il Virus presente e futuro. Tentando ogni strada, dal Baratto Sociale, come ho scritto, alla impresa dei lavoratori, al non dare senza corrispettivo di lavoro, a meno che non si stia in condizione di non poter lavorare. Creare l’ideologia del lavoro, la filosofia del lavoro, la religione del lavoro e della salvezza nazionale, come la religione serve alla salvezza dell’anima, per dire, noi dobbiamo attuare una religione del lavoro per la salvezza economica del Paese. Quando un popolo ha fede ed è libero di fare entro un’ampia legalità si salva.

Ho assistito, “bambinissimo”, alla ripresa del dopo guerra, la gente che lavorava, l’Italia era un’officina, non angolo devo non si costruiva una casa, si riparava una strada, si stendeva un ponte, tutti lavoravano dappertutto, la ricchezza sta nel lavoro, è il lavoro che dà valore. Non c’è alternativa. Ma il lavoro per essere tale deve essere liberato dagli inciampi burocratici polizieschi ideologici. Davvero incredibile che dopo esserci alquanto liberati dal Virus cadere sotto il Virus della sorveglianza, del legalismo esasperato, dell’ambientalismo, del moralismo o chi sa che altro che diventano una nuova quarantena stavolta nei riguardi del lavoro. Per questo Governo il Virus temibilissimo è l’imprenditoria, è il lavoro, bisogna porli in quarantena, il “Lavorovirus”, il terrificante “Virusimprenditoriale”. Tra settimane innumerevoli diverranno non occupati, molte imprese serreranno, non cantieri, non grandi opere pubbliche, non tutte le opere possibili saranno animate, né si faciliteranno le esistenti. Se continua la strettoia, la sorveglianza, il sospetto moralistico e ambientalistico, oltre quello sulla salute non ci salveremo, saremo sbranati dai cinesi e da chiunque altro che ci comprerà sotto costo. Che almeno il Sud non contribuisca a questo orrore rendendo difficile l’unità contro il vero nemico, non il nordista contagioso ma il Governo dell’Uomo Mascherato. Smascheriamo insieme gli scopi crepuscolari dell’Uomo Mascherato. E del resto, non si tema, il mare ed il sole del nostro Sud desta alla vita, è la vita. Dà salute. Non vedo l’ora!

Author: Cris

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