Nord, Centro- Sud, come il Covid-19 sta incidendo sulla produttività dell’Italia

Editor e Copy Cristian Arni

L’articolo del Prof. Saccà oggi non può non tenere conto della Conferenza Stampa di ieri del premier Giuseppe Conte; conferenza che ha suscitato non poche polemiche per un uso “dispotico” della TV di Stato facendo nomi e cognomi dei suoi detrattori, i quali, si sono risentiti e hanno invocato il parere del Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella. Il punto dell’attenzione però per il Prof. Saccà è un altro: la dicotomia, il divario tra due facce del Paese: una, il Nord, imprenditoriale e produttivo, l’altra, il Centro- Sud, ugualmente produttivo in termini di servizi e beni, però più legato ad una logica impiegatizia. Il Covid- 19 sta mettendo a confronto, con i dpcm governativi, gli effetti, invero nefasti sull’economia italiana e la produttività al consumo, che questa situazione di stasi sta generando; leggiamo allora quanto ha da dirci in merito Antonio Saccà. 

 

 

 

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

 

di Antonio Saccà

 

 

Merita se non altro un cenno quanto detto il 10 aprile dal Presidente del Consiglio. È spostata la data in cui ricomincerà ad aprire qualcosa gradualmente e secondo le situazioni locali di salute e di quant’altro. Fino al 4 maggio, questa è la prima dichiarazione. Una seconda dichiarazione riguarda il fatto che Egli, il Presidente del Consiglio e ovviamente il suo Governo si batteranno coraggiosamente, parole Sue, per la creazione dell’Eurobond, che allargherebbe il debito a tutta l’Unione Europea che ne verrebbe coinvolta, base realistica e solidale per affrontare le difficoltà comuni, del resto. Il Presidente ha invitato i partiti di opposizione ad unirsi al Governo in questa coraggiosa e ardua guerra, perché, a Suo dire, le difficoltà che Egli trova nel raggiungere lo scopo, questi Eurobond, deriva anche dal fatto che non ha l’aiuto dell’opposizione, non vi è un Paese unito, insomma il non essere riuscito ad avere gli Eurobond…è dovuto alla opposizione… Piccole astuzie sulle quali vale un cenno, addentrarsi sarebbe svilire la tragedia che ci domina. Però, qualche notazione necessita. Vi è una offensiva asprissima contro le Regioni del Nord da parte del Governo Centrale. Si cerca di sminuire la autonomia delle Regioni, di riststatalizzare l’economia e la salute, e degradare il Nord accusandolo di errori, colpe in campo medico, rendendone quasi fallimentare il tessuto economico. Imprese grandi, medie, piccole private sottratte allo Stato non convengono a questo Governo, statalistico assistenziale, sono libere, autonome. La loro crisi potrebbe favorire il dominio dello Stato. E’ questo lo scopo dell’attuale Governo? Giungerebbe addirittura a non impedire la crisi, a trasformare i Paese in un Potere assistenziale ed una massa bisognosa?

Non si può passare il tempo con tutte le attività chiuse e senza predisporre una loro riorganizzazione per quando riapriranno, quando riapriranno. Se non saranno predisposte passerà ancora del tempo, supponendo Maggio, non lo credo , il mese in cui  con diversificazione vi saranno le riaperture, passerà del tempo per gli adattamenti…..Non abbiamo la minima idea su come  affrontare il Virus una volta usciti di casa, tranne la distanza sociale e il lavaggio delle mani, ma si tratta di spostare poltrone, macchinari , arieggiare, separare, indossare, tavoli, sedie e quant’altro, occorre tempo, si potevano cominciare subito i lavori se non la riapertura…Non c’è indicazione, non ci si organizza prima della riapertura… Apertura di che se bisogna riorganizzarsi! E poi, se le grandi misure difensive sono lavarsi le mani e distanza sociale non possiamo attuarle adesso, cosa cambia tra un mese? Si aspetta la scrematura dei contagi. Ma i contagi scemano, se scemano, in una condizione di segregazione che non è riproponibile quando staremo insieme, si confondono situazioni non identiche, potremmo avere la sorpresa di avere meno contagi stando chiusi e molti contagi uscendo. Che siamo stati a fare in casa se non ci tutelava quando uscivamo? Bisogna trovare un rimedio per tutelarci quando usciamo poiché non possiamo stare in casa sempre! Se il rimedio è la distanza sociale…usciamo mantenendo la distanza, dato che non vi è altro rimedio. Distanza sociale! Fosse vero gli africani e gli indiani dovrebbero morire a grappoli. Se ne ha notizia? Decisamente distanza sociale e lavarsi le mani non bastano, bastassero potremmo uscire perché “dobbiamo” uscire.

Si sta cercando da parte del Governo Centrale di umiliare e intisichire il Nord? Sarebbe’ uno scopo politico che potrebbe giungere ad una catastrofe sociale.

Ribadirò fino all’ossessione che il “modello” di rilevazione che vale per l’individuo recluso non vale per l’individuo fuori casa, i risultati con l’individuo recluso non sono riproponibili con l’individuo fuori casa. Stiamo perdendo tempo. Avremo scarsi contagi da reclusi, contagi da usciti. Quindi dovremmo interessarci a tutelarci da usciti!!!!!! A proposito la totale cecità, si ripropone la distanza sociale, allora che siamo stati a fare in casa! Occorrono progetti per negozi, alberghi, ristoranti, fabbriche…Se il rimedio è la distanza sociale (e lavarsi le mani), che aspettiamo d aprire, abbiamo già il rimedio!!!!!

E per chiudere, i combattenti all’ultimo sangue sul sangue degli altri se non ottengono l’Eurobond hanno alternative? E si rendono conto che con questi rimandi senza offrire come rimedio se non la distanza sciale e lavarsi le mani(!) possono cagionare disoccupazione e fallimenti? Non credo che qualcuno vuole questa situazione per annichilire il Nord “autonomo”, non statalizzato, non statalizzabile. Fino ad oggi.

Author: Cris

1 thought on “Nord, Centro- Sud, come il Covid-19 sta incidendo sulla produttività dell’Italia

  1. Un’analisi precisa del tessuto produttivo italiano, ciò che viene ignorato nelle misure governative, che stanno trascurando l’imprenditorialità del paese.

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