Non sa chi sono io, manteniamo le distanze, mi stia lontano!

DIARIO DELLA RISORGENZA INVISIBILE E DELLA BUROPOLITICA VISIBILE

 

 

 

di Antonio Saccà

 

L’elemento dominante di questa pandemia, alla resa dei conti è il distanziamento sociale, rappresenta o rappresenterebbe il tratto costitutivo, essenziale, decisivo contro la pandemia. Ritengo, però, gli effetti del distanziamento sociale altrettanto negativi della negazione del distanziamento sociale, al dunque: ritengo che si abbiano effetti negativi almeno quanto i presunti vantaggi. Innanzitutto, il distanziamento sociale è impossibile, in mille occasioni l’individuo ha contatti stretti con gli altri individui, nei rapporti intimi sessuali, nei rapporti familiari, strade, negozi, nella vita di ogni giorno in qualsiasi luogo. Se realmente dovessimo attuare la distanza i nostri movimenti sarebbero paralizzati, l’esistenza diverrebbe una costruzione geometrica paranoica o nevrotica ossessiva. Escludiamo, quindi, che l’uomo possa rispettare completamente il distanziamento sociale, del resto occorre tentare l’opposto, l’aggregazione non il distanziamento. Evidente, il distanziamento non è sociale, distanziamento sociale è una contraddizione logica, se c’è distanziamento non vi è società, o vi è una società che distanzia se stessa da se stessa, isola gli individui, il che fonda la crisi costitutiva della società. Ecco l’effetto diabolico del distanziamento sociale, c’è la società ma i soci della società sono distanziati, come a dire: c’è il matrimonio ma non l’unione dei coniugi. Ma chi forgia, quale mente nichilista concepisce questa dissoluzione e quale gregge di pecore obbedisce a queste concezioni a binario morto! Una società i cui membri sono…distanziati. Se fosse posta a esecuzione una fandonia del genere non avremmo neanche procreazione, giacché l’atto sessuale è il più compenetrante che esista. Ma si può raggiungere bestialità più confezionata! Ciascuno di noi costituisce una individualità, la società esiste appunto per l’aggregazione degli individui, per evitare la solitudine individuale, per avvicinare non per distanziare. Il distanziamento tra gli individui uccide la società, essa perde il suo carattere unificante, relazionale, inter- soggettivo. Se si estende il distanziamento ad ogni attività: lavoro da casa, acquisti online, viaggi, teatro, cinema, ristoranti, bar e quant’altro avviene un paradosso disumanizzante: la società non è luogo di socievolezza ma di solitudini parallele. I luoghi di aggregazioni svaniscono. Ad iniziare dalla scuola, luogo eminente di aggregazione e di memoria, i compagni di classe che ricordiamo per l’intera vita, i professori; o l’aggregazione sportiva, poderosa, “tifare” per una squadra ai bordi del campo è un fenomeno di accomunamento vitale sovrano, come l’ascolto di un cantante, di un concerto. Se qualcuno, qualche gruppo sciagurato vuole un uomo senza umanità, che comunica digitalmente, non sta in fabbrica, è imprigionato in casa e digita, se qualcuno vuole passare dall’economia del lavoro umano all’economia del “lavoro” robotico digitale, lo dica, non finga di farlo per difendere la nostra salute con il distanziamento sociale, le mascherine, i guanti! La salute si difende con i farmaci: plasma iperimmune, clorochina, disinfiammanti, anticoagulanti. Lo sanno benissimo. Ma tenete sveglio il Virus per suscitare un vaccino che forse sarà tardivo ma frutterà enormemente.

Oggi siamo in condizioni di sanarci con i farmaci menzionati, il distanziamento sociale, essendo, come detto, la negazione della società, inficia, infetta, ferma la società, e fa crollare l’economia. Oggi il Virus più dissolutivo è il distanziamento sociale, colpisce treni, bar, ristoranti, cinema, teatri, sale da ballo, sale di concerti, navi, aerei, turismo, corrode all’interno la società, è in contraddizione con la società. Riaggreghiamoci e curiamoci, nel so. Con i farmaci, non con il distanziamento. Del resto, valga il vero: quale il risultato del distanziamento sociale? Ci stiamo rovinando! Evidente Una società non può contraddire la…società.

Author: Cris

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