NON LAVORARE STANCA

presentazione Cristian Arni

In altri tempi avremmo intitolato forse questo articolo: “Chi non lavora, non fa l’amore”, parafrasando il famoso brano, cantato da Adriano Celentano; oggi però ci sentiamo di non spingerci a tanto, perchè vige in Italia, un patto, un subdolo sistema di assistenzialismo, assenza occupazionale, cassa integrazione, e si, anche licenziamenti. Cosa altro è la cassa integrazione, se non che l’anticamera del licenziamento? E allora, anche il Papa accoratamente si è appellato a chi ci governa, non che le opposizioni non abbiano per questo responsabilità in merito, puntando l’attenzione su lavoro e famiglie. Senza lavoro l’istituzione per antonomasia che fa da mini Stato, ossia la famiglia, implode evocando si, dei colpi di Stato in cui salta tutto, in questo caso all’ interno dell’ambiente famigliare. Senza evocare scenari da America Latina, se non addirittura da Europa dell’Est, ove i colpi di Stato davvero sono stati tali, ci fregiamo di un uso metaforico del termine per chiamare l’attenzione sulla necessità impellente, urgente ed imminente di LAVORO ! Cosicchè gli italiani non siano stanchi e tornino a fare all’amore, magari ripopolando il paese che a natalità è messo maluccio.

 

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

È diventata una giaculatoria l’informazione pubblica, ripetizioni di ripetizioni che ripetono ripetute ripetizioni: il Virus circola, Non abbassiamo la guardia, Rispettare le regole, Attenti alla seconda ondata, Non assembramenti, Mascherine, Responsabilità…Questo atteggiamento, anche da parte di politici con funzioni istituzionali, ha effetti opprimenti se non si coniuga con un impeto produttivo. Una faccenda è dire: temete il pericolo, altra faccenda dire: lottiamo tenendo conto del pericolo. È come nelle guerre, difendersi e combattere. Abbiamo altra scelta? Assolutamente, no. Siamo obbligati a combattere nonostante il rischio e difendendoci dal rischio. E combattere, in tempo di pace, significa scatenare l’imprenditoria, anche perché vi è una arsura di imprenditorialità. Amici meridionali formulano progetti di rinascita del Sud, ne parlo conoscendo i promotori, al Nord l’imprenditorialità è connaturata. Ed allora? Perché non coniughiamo lavoro e salute? La salute contro il lavoro ci desolerebbe, il lavoro contro la salute ci distruggerebbe. Riformuliamo la questione: esiste il Virus (molti dubitano sulla identificazione ma non è il caso di parlarne), abbiamo rimedi difensivi, i decessi sono minimi, i contagi e la positività non costituiscono malattia, l’economia è a pezzi, la disoccupazione trionfa, il debito sovrasta, non resta che compiere la scelta naturale, sana, obbligata, aprire le porte ai cantieri, scatenarci in tutti i lavori possibili, lavorare molto, lavorare tutti, non proseguire la offerta di denaro senza lavoro… C’è altra via di scampare? No. Ma a tal punto vi è una distorsione suicida. Questo Governo è antimprenditoriale, vuole la crisi economica per attuare la sua specifica politica, lo Stato ossia il Governo ossia i partiti di Governo assumano un peso determinante nell’economia, i licenziati vengano assistiti e divengano soggetti allo scambio del consenso elettorale, inoltre malavita e stati stranieri comprano a poco costo. Ciò che scrivo sta accadendo. Le parole valgono come parole, sta accadendo quel che scrivo. L’impresa privata è alla rovina, l’occupazione precipita, chiusure e svendite. Questa è la realtà. Inoltre: un Governo che per i suoi progetti deve suscitare timori per la salute non può gestire la rinascita! Questo è l’aspetto esiziale del problema. Questo Governo nasce per la crisi e non intende uscirne, aprire i cantieri significherebbe superare la crisi, quindi la presenza di governi per l’impresa non statalisti, quindi non questo Governo. È un cerchio sigillato che, se continua questo Governo che vuole la crisi dell’attività privata, stroncherà l’economia. Occorre un Governo per l’imprenditoria, pubblica e privata. Non è questo il Governo idoneo, esso fa della salute un mezzo contro l’imprenditoria, la salute contro il lavoro. Una falsificazione. No. Non può gestire la rinascita. Gestirebbe la caduta, ma cadrà per sé stesso, per la contraddizione che lo strangola, per esistere deve far perire l’economia fingendo di salvare la salute, ma la rovina dell’economia travolgerebbe anche la salute. Ed il Governo. Di solito gli italiani sull’orlo del precipizio si sanno fermare. E cambiare…

 

 

Author: Cris

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