Noia Tragica

di Cristian Arni

Antonio Saccà è una voce Mainstream, fuori però dal coro del circo mediatico, non influenzata da pressioni di share o popolarità per questo le Sue parole sono parole che esprimono pensieri: profondi, autentici, genuini e individuali che riguardano però la collettività. Questo merito va riconosciuto al di là e a dispetto di quanto siamo testimoni e spettatori, commentatori e pubblico di un Mainstream viziato, arrivista e deviato da meri interessi personali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

In passato le agenzie di socializzazione, come vengono definite, erano essenzialmente la Chiesa, la Scuola, la Famiglia, anche altre, e tutte sono deperite.
Oggi domina una socializzazione primaria, i mezzi di comunicazione, una voce che parla con i mezzi di comunicazione di massa è rilevantissima rispetto ad una voce più valente meno clamorosa. L’argomento è discusso, non del tutto accettato e non da tutti. Ma vi è una diversa circostanza che vulnera la socializzazione: la mancanza di fini precisi, netti, il contrasto confuso di opinioni, o reali condizioni complesse, può venirne ricchezza, creatività ma anche disorientamento. Su tutto però trionfa la perdita del sentire qualitativo, risultato indegno della Democrazia e del primato del consumo generalizzato. In entrambi i casi vince il “maggior numero”, sicché le società ed i sistemi politici, economici, culturali si adeguano al “maggior numero”. E’ la situazione che stiamo vivendo. A pensare cos’è stata la Chiesa Cattolica, per il mondo, per l’Europa e per l’Italia in particolare! oggi la qualità della Chiesa sta interamente nel passato, basta visitare, appunto, le chiese per capire, sentire, respirare la qualità della Chiesa del passato.
Sarebbero sufficienti le Chiese a imprimere la bellezza e l’atmosfera della “nostra” civiltà, accenderemmo quel cattolicesimo culturale di cui scrivo in miei libri, da ultimo il romanzo: “Il professore, la morte e la ragazza” (Armando Editore), nel quale il protagonista, non credente, è tuttavia “fedele” all’arte cattolica (e greca e romana).
Al dunque, se non sussistono fonti che irrorano la formazione siamo entità generiche, cittadini del mondo e di nessun luogo, “aperti”, ossia vuoti, la concezione che non occorra una formazione determinata ma aprirsi, dicevo, ad ogni cultura fa il paio con quella di “aprirsi” ad ogni tendenza sessuale. Si confonde la pluralità sociale con la pluralità in un individuo. Altro è ammettere che in una società coesistano molteplici culture e molteplici orientamenti sessuali, altro sostenere che un individuo deve contenerli tutti e se è “soltanto” eterosessuale è limitato! Finiremmo nella neurosi. L’individuo esiste in quanto sceglie! Inoltre, una società che si priva della selezione della qualità non perviene alla civiltà. Che resta di ogni società? quel che chiamiamo civiltà. L’Arte essenzialmente. Il cattolicesimo non avesse espresso arte sarebbe una testimonianza in ombra, e la Grecia, e Roma, e per tutti. Che lasceremo ai posteri? Tecnologie? Non danno civiltà.
Sono “strumenti”. Sarà quel che sarà. Si salvi chi può! Affermare la propria vitalità, come possibile, più che possibile. Nello scadimento della civiltà si sono schierati lugubri portatori di candele che salmodiano la rovina epidemica dell’umanità. Sono Maestri di clausura, Seminatori di terrore, Corvi dell’esistenza, Becchini Specializzati, il loro scopo ultimo è la Terra Bruciata, le Città ridotte rigoglio di erbacce…Non esagero! Sempre a parlare di morte e di pericolo, ed insistono, e ripetono e reiterano, sempre a sbattere la campana funebre… Non esagero!
Sempre a profetare: Ricordati che puoi morire! Ricordati di non vivere!, Ricordati di stare chiuso!, Ricordati che la vita è un errore!, Non andare al mare, ti bagni, Non salire in montagna, ci sono le mucche, Dormi con la maschera, Non metterti le dita nel naso!, Distanziati dal Prossimo, Distanziati dalla Vita!, Potessero, impaurirebbero anche Dio e l’obbligherebbero al distanziamento dall’uomo.
Stanno distruggendo la mente degli uomini senza guarirne la salute! Sono medici? Allora, ci forniscano farmaci non terrore! Sono politici? Allora cerchino di proteggerci per vivere non di proteggere la negazione della vita! Proprio così: proteggono, proclamano, gridano a difenderci dal vivere, come se proteggersi consistesse nel non vivere invece che nel vivere protetti! Vivere protetti senza che la protezione sia protezione dalla vita, ma sia protezione della Vita!, Chiaro, Invece: terrore!
Questo periodo passerà alla storia come la peste dell’anima non la peste dei corpi.
Hanno capovolto i valori delle esistenze, c’è chi porta perfino i guanti, pensate, sembra un maggiordomo che serva nelle strade. La più gran parte delle malattie viene dalla malinconia, stanno immalinconendo l’asse terrestre della passione di vivere. Non devono riuscire.
E’ un obbligo, un’insorgenza!
Ancora non sappiamo se si muore di Virus, non accertiamo i paesi nei quali la gente vive nella miseria, mancanza di ospedali, luridume, acqua come viene, medicine dio sa, e invece dicono, fino all’alto dei cieli: muoiono per il Virus!
E la quotidiana innumerazione dei contagi, come li sapranno vorrei saperlo, e non vedono l’ora di chiudere, e focolaietti, e contagetti che sembrano l’apocalisse.
E attenti all’ Autunno! Se è così, egregi medici, illustri politici, avete fallito!, avete fallito, voi. Se ripetete che le situazioni sono gravi, avete fallito voi. Replicate: la società è disobbediente! no, voi dovete scovare farmaci, non addossare al cittadino la responsabilità…come? attendete il vaccino? lo sapevo, il morbo durerà finché non giungerà il vaccino. Il messia vaccino, e qualcuno guadagnerà galassie di soldi.
Eppure, non sarà questa la fine dell’avventura. Ormai dei poteri hanno scoperto come si mette sotto tallone l’umanità e continuerà la politica “sanitaria” specie contro l’occidente. Ma, dico, se milioni di persone lavorano tranquillamente dov’è il male pandemico, insuperabile, incredibile! Pensate, ora l’espressione “convivere con il Virus”, viene capovolta, non significa riuscire a vivere nonostante il Virus, bensì doversi difendere dal Virus limitando la vita. C’è un Regia. Fine della puntata, ma questa Regia va indagata. La società aldilà della politica, dei medici (non tutti), cerchi, ciascuno per sé e insieme, di forzare un empito vitale largo e maestoso quanto possibile, polmoni spalancati, meglio morire di vita che morire per l’offizio di questi sacrestani. Non li sopporto. Detto cordialmente. So che dicono e lo dicono con le stesse parole. Almeno qualche lampeggio verbale! Annoiare con la tragedia, addirittura!

Author: Cris

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