News, fake- news ed eticità dell’informazione ai tempi del Covid-19: rettifica dell’INMI a notizie apparse su alcuni Media accreditati

di redazione

 

 

 

 

Duro attacco del Direttore di CHPressOffice alle fake news e a certi Media che generano click senza eticità dell’informazione. Ruolo e responsabilità dell’informazione. Lo sfruttamento del lavoro abbassa la qualità delle notizie. Occorre generare un sistema virtuoso.

 

 

E’ forse proprio questo il momento di ridare all’informazione il giusto ruolo e peso, la giusta eticità e prospettiva deontologica futura.

E’ il momento di innescare un sistema virtuoso che disinneschi sul nascere notizie false e tendenziose, pena la pubblica opinione che non sa più a chi dare i resti!

Fughe di notizie, pubblicità, visibilità, pay per click, sono il veleno della sana e corretta informazione, ovvietà forse, ma pare non essere tanto ovvio applicare un comportamento sano.

Questo spunto odierno è l’ennesimo episodio, la goccia che fa tracimare il vaso, perchè siamo troppo sotto pressione per ogni cosa, in ogni istante, quindi cogliamo questo episodio, non come un attacco contro qualcuno nello specifico, seppure riportiamo un caso concreto, non ce l’abbiamo contro uno bensì contro un sistema che si sta radicando come pessima abitudine, questo si è un attacco che facciamo anche a noi stessi, laddove meritiamo fare attenzione e sbagliamo per primi.

Non ce ne vogliano i “blasonati” enti per quanto scriviamo o quanto andiamo contestando, ma sono la vetrina più evidente di certe cattive abitudini, quando invece dovrebbero essere l’esempio e il modello da perseguire. Poi, la svista, l’errore certo può capitare, ma non quando diventa la regola se si connettono i tanti episodi e le tante varianti del caso.

Non vogliamo cavalcare nessuna onda anomala per attaccare chicchessia, ma richiamare l’attenzione e fare il punto della situazione alle tante “fake news” che girano, specie in rete. E’ giusto porre attenzione!

Sappiamo ci possono essere tante variabili che giocano un ruolo cruciale, tra mittente e destinatario dell’informazione, ma anche che ci sono tante responsabilità, prima tra tutte: la bieca speculazione mediatica.

La velocità dell’informazione, le notizie che si rincorrono, gli “scoop” e i mancati tali, le “fake- news” sono terreno minaccioso per una sana e corretta informazione, scevra e lontana dal mero scopo di lucro e in cerca della facile visibilità a suon di click.

Certo, il giornalismo da sempre si nutre di “sensazionalismo”, ma ultimamente alla “guerra dell’informazione” fa da contraltare quella della contro- informazione, così il pubblico, in questa pluralità di Babele, non sa davvero più a chi dare retta.

Cosa sia poi il pluralismo dell’informazione, e se questo sia un bene od un male sarà argomento che affronteremo in separata sede, di fatto in meno di 24 ore siamo stati raggiunti, in quanto redazione da una serie intermittente di notizie poi smentite, e parliamo di notizie apparse su Media accreditati.

Non vogliamo paragonarci ai colossi del Web o dell’informazione, per carità, ma nemmeno ci mettiamo in coda tra gli sciacalli a caccia di visibilità, semplicemente tentiamo in maniera molto semplice, chiara e diretta, terra terra, consentiteci l’uso di questa espressione, di informarvi in merito a certi argomenti con la serietà, deontologia ed eticità del caso, noi giornalisti ed editori abbiamo grosse responsabilità.

E allora prima di urlare ai quattro venti “Al lupo! Al Lupo!” verifichiamo la veridicità ed attendibilità delle fonti, e se poi è il caso, pubblichiamo, altrimenti cestiniamo!

Oggi in merito a questo preambolo, lungo ma doveroso, si è inverata una confusione, per carità può capitare a tutti, specie in momenti come questi, carichi di tensione misti a speranza, di commettere degli errori grossolani, ma proprio perchè grossolani forse, i Media che si dichiarano accreditati e blindano le porte delle loro redazioni, aperte solo a giovani inesperti da sfruttare, sottopagati e magari mandati allo sbaraglio alla caccia del “copia incolla”, hanno grandi responsabilità, per varie ed ovvie ragioni, in primis: l’opinione pubblica, immediatamente dopo: la salute dell’opinione pubblica, ove per salute intendiamo la serenità di ricevere informazioni utili VERE, CERTE E CONTROLLATE; non ultimo, al terzo posto mettiamo che queste stesse redazioni, che vantano certificati di qualità, professionisti, poi sottopagano o fanno contratti di st(r)age ai giovani, perchè i meno giovani non li vogliono o sono gli stessi meno giovani che non ci stanno a farsi trattare in maniera vergognosa, tutto questo a danno di una SANA E CORRETTA INFORMAZIONE.

Nel caso specifico odierno, prendendo una Agenzia a caso, l’Ansa, che figurati, si dice essere ente riconosciuto da certificati di qualità. accreditato ISO e bla bla bla, ha diffuso una notizia che poco dopo ci è stata segnalata dai Responsabili dell’INMI in quanto parte citata nel seguente articolo pubblicato al link che trovate qui:

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2020/05/04/coronavirus-funzionano-gli-anticorpi-del-vaccino-italiano_8c9c97a9-1f1f-4270-ba4f-b1033419bf28.html

Ecco, tutto quanto sopra in merito alla notizia divulgata solo e meramente per un mero tornaconto senza il minimo scrupolo di coscienza di verificare la notizia.

Ergo segue, quanto sotto, redatto dalla Direttrice Generale Marta Branca :

 

 

 

 

 

Roma, 4 maggio 2020 – 

In merito alle notizie di agenzia pubblicate stamattina e contenenti tra l’altro dichiarazioni dell’amministratore delegato di Takis, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS ritiene opportuno precisare quanto segue:  
1. Il suddetto comunicato non è stato concordato con l’INMI né da esso autorizzato;
2. L’INMI è fra i pochi a poter valutare il potere di neutralizzazione degli anticorpi contro il SARS-CoV-2, che sono un parametro importante, fra l’altro, nella valutazione dell’efficacia dei vaccini. Questa attività è messa a disposizione delle altre Istituzioni di ricerca, sia pubbliche che private, anche ai fini di allestire progetti per concorrere a bandi di finanziamento di ricerca. 
3 In questo ambito, l’Istituto riceve quotidianamente proposte di collaborazione, ed effettua valutazioni preventive di fattibilità, per poter valutare la possibilità di un proprio coinvolgimento in attività di ricerca comune.
4. Nello specifico, l’Istituto ha partecipato ad una proposta di ricerca presentata da Takis nell’ambito di un bando “urgente” lanciato alla Comunità Europea, che non è stata finanziata. In vista della possibile  partecipazione ad ulteriori bandi, sono state effettuate prove preliminari e parziali sulla risposta in termini di anticorpi neutralizzanti in topi inoculati con formulazioni iniziali di potenziali vaccini.
5. I risultati di queste prove, tuttora in corso di valutazione, indicano che è possibile rilevare negli animali inoculati una risposta in termini di anticorpi neutralizzanti,  il che è la premessa per lo sviluppo di un modello di studio basato sui consueti animali da esperimento.
6. L’Istituto sta al momento completando queste valutazioni preliminari,  per decidere sull’opportunità di continuare questi studi e formalizzare accordi specifici.
7. In ogni caso, l’INMI non ha redatto alcun report ufficiale e non ha ancora distribuito in maniera formale i risultati degli esami effettuati
8. Sulla base dei dati sinora disponibili l’INMI, per quanto a propria conoscenza, ritiene che non sia possibile giungere a conclusioni di qualunque natura  sull’efficacia del potenziale candidato vaccinale.
 
Il Direttore Generale
Marta Branca
 
Con questa informativa ci auguriamo di aver assolto al nostro dovere, avendo fatta l’opportuna verifica e rettificata la notizia di cui sopra, senza creare alcuna falsa aspettativa.
 
Vi preghiamo di diffondere il presente articolo a scopo meramente informativo per non mettere in giro false speranze mediante notizie non verificate.
 
Grazie
il Direttore Responsabile
Cristian Arni

Author: Cris

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