Musica tra le Nuvole di Roma con l’Orchestra del Teatro dell’Opera

di Cristian Arni

 

 

La grande musica al Convention Center di Roma: tre appuntamenti con l’Orchestra e il coro del Teatro dell’Opera di Roma.

 

 

La Nuvola di Fuksas ph Cristian Arni

 

Si è inaugurato Venerdì 11 Settembre, l’appuntamento con il primo dei tre concerti gratuiti al Convention Center, La Nuvola. –

L’evento in strettissima collaborazione tra Comune di Roma, Teatro dell’Opera e EUR s.p.a. e con gli artisti di Fabbrica Opera – Young  Artist Program, è stato presieduto dalla Sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

 

La Sindaca Virginia Raggi ph di Cristian Arni

 

Una serie di concerti che sono un’occasione di ripensare la ripartenza post lockdown,  avvicinando di più il Teatro alla città e alle persone; un progetto che offre una prospettiva futura per ulteriori opportunità di incontro culturale alla portata di tutti, dichiara la Sindaca Raggi insieme al Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes,

 

La Sindaca Raggio con il Sovrintendente del Teatro dell’Opera, Carlo Fuortes ph di Cristian Arni

 

Ingressi rigorosamente contingentati, con tutte le precauzioni e le misure di sicurezza del caso; la sala da 1800 posti è stata aperta parzialmente per ospitare un massimo di 600 sedute, rigorosamente distanziate.

 

La sala fa 1800 posti che sarà contingentata per accogliere un massimo di 600 spettatori ph di Cristian Arni

 

Presenti alla serata inaugurale, oltre alla prima cittadina di Roma e al Sovrintendente del Teatro dell’Opera, Carlo Fuortes, anche l’a.d. del Convention Center di EUR s.p.a., Antonio Rosati.

La comunicazione dell”evento è stata interamente curata da RomaRama.

Dopo l’accoglienza e le foto di rito è stata la volta dell’ingresso in sala; accolta dagli applausi la Sindaca Raggi ha salutato i presenti, pubblico e artisti, dal microfono dove ha tenuto un breve discorso di ben venuto, auspicando all’inizio di una nuova fase culturale di Roma con l’avvio dell nuova stagione.

Il successo dell’iniziativa è dimostrato dalle prenotazioni dei biglietti per i tre concerti, esaurite in meno di un’ora dall’apertura del botteghino online. Un chiaro segnale che dimostra il forte desiderio di cultura da parte dei romani accorsi per il primo dei tre appuntamenti; obbiettivo pienamente raggiunto dagli organizzatori di questa nuova sfida culturale.

Dopo aver salutato l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, schierata sul palco de La Nuvola, e dopo aver applaudito agli artisti prima dell’inizio del concerto, Virginia Raggi ha espressa la propria gratitudine e stima  per l’impegno dei musicisti che nei mesi scorsi, quelli del lockdown, hanno continuato a lavorare, studiare e allenarsi fiduciosi che presto sarebbero tornati a suonare dal vivo.

E l’occasione c’è stata, eccola davanti agli occhi; in questo avvio di stagione il discorso riprende là dove si era interrotto per via dell’emergenza sanitaria. Visti i prodromi più che positivi, non fatichiamo ad immaginare ed auspicare si pronunci una stagione ricca di successi e soddisfazioni.

 

L’Orchestra del Teatro dell’Opera sul palcoscenico nella bella sala de La Nuvola ph di Cristian Arni

 

Ma veniamo al fulcro della serata, quello con la grande musica, dedicata interamente a due grandi compositori che hanno attraversato il classicismo trasformandolo prima con la riforma “gluckiana” e poi da lì, cogliendone gli aspetti per evolvere ancora di più verso un virtuosismo che troverà nel genio di Mozart, il punto di massima espressione.

La conduzione dell’Orchestra è affidata al M° Gianluca Capuano che con vigore ed energia conduce i musicisti nelle due parti della serata, la prima dedicata all’Opera più significativa di quella riforma di cui sopra, del repertorio del compositore tedesco, Christoph Willibald Gluck, dal mito di Orfeo ed Euridice datata 1762.

 

Il M° Gianluca Capuano mentre dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera e la mezzosoprano Angela Schisano ph Cristian Arni

 

I movimenti presentati al pubblico sono: l’overture, la bellissima performance del mezzo soprano, Angela Schisano, che esegue: “Che farò senza Euridice” dove il cantore è alle prese con l’assenza della sua Euridice in perfetta fusione tra libretto e partitura musicale, che segna  i caratteri della riforma gluckiana in atto; si passa poi alla scena seconda del II Atto, con la “Danza degli spiriti beati“, flauto e orchestra a presentare i Campi Elisi, con una sostenuta e preminente parte dei fiati, tra tutti la partitura per flauto traverso, eseguita magistralmente da musicisti.

 

 

La Mezzosoprano Angela Schisano ph Cristian Arni

 

Dal mito di Orfeo ed Euridice ad Alceste, trascorrono cinque anni, siamo nel 1767 e ormai Gluck ha ampiamente riformato il melodramma, siamo nel pieno della sua maturità artistica che qui si rifà alla tragedia greca di Euripide: l’Alcesti.

Dopo l’overture è la volta della soprano, Marianna Mappa eseguire la celebre aria Divinitè du Styx nella versione francese dell’Opera, compito non facile senza l’intera struttura che precede la parte. Brava la Mappa a sostenere la tensione con una performance tecnico artistica dal forte impatto del climax, capacità tecnico vocale e doti interpretativae di grande personalità per una esibizione convincente.

 

La soprano Marianna Mappa ph Cristian Arni

 

La serata procede arrivando al 1774, Gluck ancora una volta è alle prese con la tragedia greca di Euripide, questa volta è l’overture di Iphigenie en Aulide a concludere la prima pare del programma tra i ripetuti applausi del pubblico che con grande attenzione si lascia trascinare dalle note avvolgenti del compositore tedesco.

E’ la volta del genio austriaco di W.Amadeus Mozart; aprire la seconda parte del programma interamente a lui dedicata, con l’overture dall’ Opera Idomeneo, re di Creta. La prima opera seria di Mozart alle prese con la mitologia greca.

L’Orchestra apre con l’allegro introducendo alle due arie: Il padre adorato, con la mezzosoprano Angela Schisano alle prese con la partitura mozartiana su libretto di Varesco, che offre una perfomance di alto livello tecnico artistico, una performance che mette in luce tutta l’abilità e il potenziale della Schisano che si confronta con la non facile partitura vocale mozartiana.

Altrettanto impegnativa è l’aria eseguita dalla soprano Marianna Mappa, sempre da Idomeneo, con Zeffiretti lusinghieri; è brava la Mappa a sostenere una parte molto delicata dell’Opera, articolata nel recitativo per un dialogo con “l’aere” su lunghe scale di note ascendenti e discendenti nei vocalizzi sostenuti da note lunghe di cesura e ripartenza, segno distintivo del virtuosismo della scrittura mozartiana.

La serata volge al termine, non prima  delle ultime due arie eseguite dalle sempre brave Schisano e Mappa, accompagnate dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretti da Gianluca Capuano, a concludere con Parto, parto, ma tu, ben mio della mezzosoprano Schisano, che conclude la sua performance tra gli applausi del pubblico.

Sulle note de La clemenza di Tito, 1791; le due cantanti si cimentano con un repertorio di non facile esecuzione non facile con i fiati in crescendo accompagnati dall’Orchestra in sottofondo.   

In conclusione è Marianna Mappa  con l’aria Non più di fiori, brano dalla stessa opera, per un finale convincente e di grande impatto emotivo per una esibizione che strappa gli applausi prima del gran finale.

Tra l’entusiasmo del pubblico che apprezza con lunghi applausi e cori di incitamento la serata si conclude con il bis dell’Orchestra, sulle note dell’overture da La clemenza di Tito di W.A.Mozart. 

 

Applausi alla conclusione della serata ph Cristian Arni

 

Author: Cris

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