Mandare in clausura tutti: commessi di supermercati, operai e manovali

Editor e Copywriter Cristian Arni

Chiudiamo la giornata odierna tornando sul “pezzo”, dovere di ogni buon giornalista è rigorosamente stare sul pezzo, scollarsi per un attimo va bene, onde poi ribattere il ferro, ma che vi veniamo a dire voi, voi che sapete tutto e meglio di chiunque altro, ma qualcosa la dovrete apprendere anche voi altri e ci pensa la mente fervida del Prof. Saccà a cui vi lascio i suoi pensieri.

 


 

 

 

 

 

 

 

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

di Antonio Saccà

 

Facciamo questa ipotesi , una, due, tre , quattro settimane continueremo a restare in casa, poi, inevitabilmente, qualcosa si spezzerà: o il fermo produttivo o la pazienza delle persone o il non vedere alcunché di risolutivo con lo stare in casa. Forse diminuiranno le terapie intensive , si libereranno posti negli ospedali, avremo mascherine e respiratori ma il Virus circolerà ,il vaccino non si otterrà, cosa abbiamo concluso non saprei, giacchè se usciamo ci ammaliamo come prima, la Cina lo palesa. Chiuderci in casa, va bene, ma necessario prepararci al fuori casa. Se qualcuno ritiene che ci salveremo lavandoci le mani, con la distanza, con le mascherine varrebbe a dire che proporrebbe una terapia che non ha eliminato il contagio meno che mai il Virus. Insomma, tutto inutile, e non per colpa dell’irresponsabilità dei cittadini irresponsabili ma per colpa di una terapia errata nettamente in quanto non prevede cosa avverrà dopo la quarantena e ciò che prevede(mani, distanza, mascherine) non è valido in presenza del Virus. Allora? Allora bisognerebbe concepire altri rimedi. Veri rimedi. Efficaci rimedi, non litanie inefficaci per dimostrata esperienza(Cina). Niente. La scienza universale pensa l’assoluto: reclusione e vaccino, ed invece esiste il relativo:protezione dal Virus. Niente. Non ho letto, ascoltato, visto chi ne dice, tranne un industriale di Brescia. Mari di discussioni e nessuno che pensi e proponga protezione, che le odierne mascherine non forniscono. Eppure è certo, non si può continuare la reclusione, e prima che si rompano le righe sarebbe opportuno anzi necessario pensare a una forma di difesa dal Virus. Le ipotesi di immettere gradualmente chi è guarito, chi risulta sano non garantiscono, il guarito pare non sia immune da ricaduta, il sano può ammalarsi. L’impiccarsi ad un unico rimedio, la clausura, ha murato la fantasia delle possibilità, il sogno di annullare il Virus, sempre la sciagurata Cina:non vi sono contagi, il Virus è sconfitto, ha massacrato le alternative. Clausura, e basta. Vi è anche una tendenza caporalesca. Tutto ciò va benissimo ma non serve quando usciremo dalla clausura. Direi, è come una monaca vergine finchè sta in convento… Perchè lasciare aperti i supermercati e non i negozi? Riduciamo le occasioni di contagio? Per niente, ciò che si fa per le commesse dei supermercati lo si potrebbe fare per i negozi, le file similmente. Gli operai: milioni lavorano, sono tutti contagiati? No. Ed allora perchè non fare lavorare tutti? Inoltre: se quando finirà la quarantena i rimedi restano quelli odierni, a che vale la quarantena? Se li riteniamo validi, lavoriamo anche oggi! E poi: invece di questuare miserevolmente denaro un Governo all’altezza dovrebbe chiedere ai cittadini un prestito che garantisce, siamo il popolo con i massimi risparmi, certo, dovremmo avere personalità affidabili, non sputa fumo elargitori di carità( la facciano i privati), lo Stato deve pensare al sistema produttivo, grandi opere, formicolio imprenditoriale… Acciai Speciali Terni, pur con metà degli operai, riprenderà la produzione, produzione non interrotta in .Germania. Ma perchè i tedeschi continuano a produrre, che difesa hanno, o sono tutti morti?

Author: Cris

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