LAVORO E NAZIONE

    di Antonio Saccà   

 Credo che la sorte dell’Italia si svolgerà drammaticamente. Ignoro se qualcuno vuole la rovina dell’Italia ma sono presso che certo che avremo periodi temibili. È stupefacente oltre l’assurdo che un paese con milioni di disoccupati, di giovani senza sguardo al futuro e in un desolato presente sia il più ricettivo di stranieri come vengono vengono e presso che nella certezza che disgraziati loro, disgraziati noi, ci infosseremo maggiormente, ne verrà una massa di gente emarginata, delinquenziale, predace, depressa, povera, misera, fuorilegge, sfruttata, disposta a tutto. Sostenere che questa mescolanza sia accoglienza e “umanità”, significa mentire. Ci stiamo degradando. Non integriamo dignitosamente, e non integriamo dignitosamente neanche noi stessi. Basta viaggiare in un mezzo pubblico la domenica sera, basta recarsi nelle periferie… Si stanno accumulando riserve semicivili, che avverrà se la crisi economica si accanirà? E poi, i contagi. Si vuole ricontagiare il nostro Paese? E poi: non vi è slancio di rinascita! Non c’è la minima invenzione per il lavoro, grandi lavori pubblici, grandi lavori ambientali, cantieri liberati, rapidità delle attività imprenditoriali, bandi, gare, presto, tutto chiuso, invece, ritardato, complicato, sciancato, tutti lo sanno, nessuno provvede. Eppure sarebbe la salvezza di noi stessi da parte di noi stessi, la vera salvezza, senza debiti, senza chiedere, non è male chiedere, non è male ricevere ma se non facciamo a che serve chiedere, a che ricevere! Una classe politica che assiste con prosopopea di conati a vuoto, e non rimedia. La “Buropolitica”, la politica che si trasforma in burocrazia, la burocrazia che ispira la politica! Esistono o non esistono opere che potremmo attivare, opere non compiute, opere respinte, denaro paralizzato, restituito!? Lo sanno tutti, esistono. Ed allora, che vale vociare per ottenere denaro se non sappiamo spendere quel che abbiamo! Non una direttiva affermativa favorevole al nostro Paese, bensì pericoli, problemi, Virus, contagio, ritorno del Virus, multe, non abbassate la guardia, mascherine, distanziamento, focolai, i migranti servono a mantenere sveglio il Virus, chiusura, cassa integrazione, manovre a debito, debiti, debiti, debiti, ancora debiti… Occorre una volontà di rinascenza, non le piccole trasgressioni private, mascherine, assembramenti, ma la trasgressione sociale, collettiva, e non una trasgressione anzi un impeto di lavoro, la società riprenda il dominio della società, si orienti da sé. Una “religione politica” che abbia a Divinità il LAVORO! Proletario, media borghesia, borghesia, Nazione, puntare i piedi ed avere uno scopo, “lo” scopo, il lavoro, il lavoro, i cantieri, le imprese. Poichè la religione dorme svegliamo la Religione del Lavoro, Religione Politica. Nazione e Lavoro. Lo dovremmo essere per Costituzione. Diveniamolo per volontà della Società. Pensate, i Partiti stanno compiendo manovrine, due se ne vanno, tre si spostano, quello fa il responsabile, sette soccorrono, chi puntella, i Cinque Stelle pencolano, Forza Italia tende a … C’è solo una via: che la Nazione si salvi da sé! Lavoro e Nazione!

Author: Cris

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