LAVORARE MOLTO LAVORARE TUTTI

introduzione di Cristian Arni

Sarebbe bello se il motto caro negli anni ’70, “Lavorare meno lavorare tutti” si trasformasse nel titolo di questo articolo e facesse prendere un’altra piega, inusitata per i nostri tempi di cassa integrazione, disoccupazione e licenziamenti. Ma la Sicilia sta vivendo giorni infuocati, il caldo certo non aiuta, e la pressione degli sbarchi fanno aumentare la tensione, del resto i libici sparano sui “rifugiati”. Quella stessa Sicilia in cui, paradossalmente, gli impiegati della P.A. non vogliono tornare al lavoro, perchè “la pressione psicologica del Covid” li avrebbe provati non poco; i sindacati fanno muro contro il piano ferie bloccato fino s Ferragosto e così, mentre gli italiani non vogliono lavorare, ci penseranno un giorno loro, i “rifugiati” a pensarci a mandare avanti le cose, magari senza appellarsi ai Sindacati?

 

di Antonio Saccà

L’uomo buono, il santo è un disperato, disperatissimo individuo, il quale ha compreso che noi siamo talmente sciagurati, nemici, pazzi che l’unica maniera di regolarsi sta nell’averne gran pietà, amore gettato agli altri con un atto generoso e vano, un amore pietà che non concepisce riconoscenza, né correzione ma così, come si dà la carne ad una belva che tale resterà.
Al finire della vita il Professor Kappa scrisse considerazioni che ho la possibilità di riferire. Eccole: In ogni tua azione, in ogni tua decisione ricordati di amare te stesso e considerarti prossimo di te stesso. Mai illuderti che dal bene per gli altri venga necessariamente bene per te che lo fai. Se vuoi e senti di fare il bene, sia un dono a fondo perduto. Sappi difenderti dal male. Se hai una meta, non arretrare, conducila a termine. Tu sei il tuo scopo. Chi non raggiunge il suo scopo è come se non esistesse. Pietà, comprensione, amore siano dentro i tuoi fini non ostacoli ai tuoi fini. Non stare al passo di chi non sta al tuo passo, se mai trascinalo al tuo passo. Non chinarti, solleva. Ammira chi vale. Disprezzare è una perdita di tempo. Amare stimando, stimando amare rende felici. La Bellezza e l’amore con stima hanno reso ammirabili le civiltà e l’esistenza degli individui. Orribile vivere costretti a respingere quanto viviamo. Riuscire ad esprimere muta la serpe in aquila.

Un quotidiano intitola pressappoco che la Sicilia diventerà o è quasi diventata parte dell’Africa. È vero. Ne sono convinto da tempo e lo scrivo. Continuando queste immigrazioni capillari e la mancanza di figli nostrani non soltanto la Sicilia ma parte dell’Italia diventerà semi africana e cinese sia fisicamente sia economicamente, tutto meno che italiana. Un’esagerazione? Vedremo, anzi: vedranno i futuri cittadini. Si discute di tali fenomeni come fossero questioni morali: accoglienza, bontà, fraternità. Giusto. Ma vi è anche l’aspetto demografico, l’alterazione demografica, Popolazioni che si sostituiscono lentamente, silenziosamente alle altre. Chi crede che questo sia vaneggiamento e chi pensa che gli stranieri in Italia sono ancora pochissimi sbaglia radicalmente, il tasso di natalità degli stranieri rispetto agli italiani è il vero pericolo, noi ci “denatalizziamo” ad ogni generazione, gli stranieri si moltiplicano ad ogni generazione ed alla generazione successiva la moltiplicazione si moltiplica. Capito? In alcuni decenni la crescita “geometrica” degli stranieri diventa larghissima. Poniamo: da una coppia che genera tre figli, verranno nove figli, e da nove ventisette figli, mantenendo tre figli per coppia straniera. È desolante che non si abbia la più elementare cognizione demografica. Poi, decidiamo come crediamo, almeno non fingendo di credere che sei stranieri, diciamo, restano sei stranieri. Si moltiplicano geometricamente. Questo è un evento demografico non ha niente a che riferirsi all’amore, alla bontà. Si tratta di sapere se vogliamo accettare la progressione demografica degli stranieri nel nostro Paese. Poi ciascuno ne tragga le conseguenze. Ma almeno conoscere il fenomeno. Dicono: non facciamo figli! Dico: facciamoli!

Che gli italiani sono inventivi, è noto, in senso nobile: l’arte di vivere; in senso corrente, l’arte di arrangiarsi. In epoca di afflizione della imprenditorialità, con un Governo che per sottomettere la gente colpisce l’indipendenza fondamentale, quella economica, e l’imprenditorialità, gli Italiani scovano circostanze e occasioni per esprimere la loro fantasia, e così a Venezia hanno inventato il ritrovo sulle imbarcazioni, la gente sulle barche viene servita e addirittura guarda il tramonto veneziano(!), tra le maggiori formulazioni pittoriche della Natura. Bene, questo è un popolo che non cede ai profeti di rovina, a chi ci vuole chiusi, mascherati, distanti, smorti, inerti, disoccupati! Io formulo l’impresa di lavoratori (non la cassa disintegrazione), la permuta sociale, la vendita online, che esiste e si amplierà, campagne di lavoro, lavoro da tutti! Vogliono un popolo fallito per svenderlo e renderci dipendenti dal soccorso statale ossia dei partiti di Governo. Inconcepibile che ancora non vi sia una insorgenza della società per salvarsi da sé stessa. Chi impedisce un’impresa di lavoratori, lo scambio di prestazioni? Solo l’inerzia e l’inavvertenza della crisi! Lavorare molto, lavorare tutti! Non capisco perché l’uomo disponendo di energia fisica e mentale non possa e voglia usare direttamente queste sue caratteristiche. Ieri, andando per negozi, ho visto piccoli imprenditori che conosco ridotti fantasmi ingialliti. Terrorizzati di fallire. Tutti a lavorare. Tutti a produrre. La vita è lunga e breve, e non merita la malinconia sociale. Basta quella esistenziale.

Questi teorici della malattia eterna hanno un rimedio per il lavoro dell’uomo mortale? Esistono farmaci, terapie, diagnosi? Certo che esistono. Allora fateci convivere con il Virus non nasconderci per il Virus. Aprite i cantieri invece di recludere la mente delle persone!

Piccolezze gravi. Certo, inviare a processo il segretario della Lega mentre in Itale giungono carovane di stranieri addirittura con la beffa di persone con il cagnolino o con ampi cappelli da spiaggia, che antitesi! Rinviare a giudizio chi non voleva questo pandemonio “immigrativo”! Dunque, vogliono questo pandemonio “immigrativo”!

Altra piccolezza poco onorevole. Un passato presidente del consiglio ora fondatore di un “partituzzo”, dichiara che darà consenso al giudizio sul processo al segretario della lega ma che la responsabilità del presunto sequestro di stranieri è stata dell’intero governo passato. Ma come, fa processare uno solo convinto che la colpa è di tutto il governo!

Author: Cris

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