L’aggressione verbale non è mai la strada da seguire

 

 

 

 

da redazione

 

Che sia a destra o a sinistra, che provengano da una parte o dall’altra, quando gli insulti, segno deteriore della civiltà umana, sono gratuiti si rivelano ancora più nocivi

Molti politici, persone con una esposizione mediatica elevata diventano spesso bersaglio di un qualche “odiatore seriale”, prima toccò a Laura Boldrini, spesso la senatrice Segre è oggetto di insulti ed anche minaccei, non è da meno l’esponente di punta Giorgia Meloni.

Oramai tutti lo sperimentiamo ogni giorno, qualche insulto gratuito sui social netowork, sotto qualche commento o post, così solo per il gusto di offendere, diventiamo prede di insulti, troppo spesso gratuiti.

Per questo non ci sono piaciuti neanche quelli piovuti addosso alla capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, insultata pesantemente con gli epiteti di “Vacca e scrofa” che hanno destato un certo scalpore e tumulto ma anche solidarietà da parte delle alte cariche dello Stato e delle Istituzioni.

Giovanni Gozzini, uno storico dell”Università di Siena,  intervenendo all’emittente Controradio nella trasmissione “Bene bene male male” del 19 Febbraio, ha insultato e denigrato deliberatamente la Meloni, onde poi scusarsi apertamente dell’accaduto. 

Sui social diventa virale l’ashtag Meloni, con riferimento all’accaduto, specie su Twitter, dove la spaccatura netta tra sostenitori, odiatori e gente che si dimostra ostile agli insulti nonostante tutto, ha innescata la miccia in cui non sono mancati twitt all’olio di ricino contro l’esponente del centro- destra.

Reputiamo che, per quanto la si pensi politicamente in un modo piuttosto che in un altro, usare un linguaggio simile, specie se viene da un docente universitario, sia il segno evidente della deriva nella comunicazione, veppiù venendo da un esponente che ha un ruolo accademico che deve essere da esempio alle nuove generazioni.

L’avversario, se così possiamo chiamare l’oggetto degli insulti, va sempre trattato con rispetto, sia uomo o donna, occorre avere la giusta misura, il giusto senso civile di espressione, anche per contrastare il fenomeno di bullizzazione che spesso capita di assistere sui social.

Forse non sarebbe male in certi casi un ricorso alla censura preventiva, dato che oggi tutti aprono bocca, non tanto per sfiatare, ma vomitare il proprio odio e frustrazione verso gli altri. Noi ci auguriamo che la migliore censura sia il buon senso personale, per lasciare fluire la libera espressione che non vuol dire offendere chiunque gratuitamente, nè da una parte, tantomeno dall’altra, ma soprattutto: mai abbassarsi al livello del nostro oggetto di discussione!

Author: Cris

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