La tragedia di Corso Francia a Roma: otto anni a Pietro Genovese l’aggravante della gara di velocità

 

 

 

 

 

da redazione

 

Una tragedia enorme si è abbattuta sul destino delle due ragazze investite mortalmente a Roma su Corso di Francia, una tragedia che ha coinvolto due famiglie e turbato l’opinione pubblica, specie dei romani e dei residenti.

Tutti conosciamo la vicenda, i media ne parlarono abbondantemente al tempo, era il Dicembre del 2019, poco prima di Natale quando il Suv guidato dal figlio del regista, Paolo Genovese, Pietro Genovese sfrecciava a tutta velocità ad ora tarda nella notte, sul lungo rettilineo, scarsamente illuminato, la cui visibilità era ulteriormente ridotta a causa di una pioggia incessante, l’impatto violentissimo metteva fine alle giovani vite di Camilla e Gaia.

Rilievi, commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità: le ragazze attraversavano in un punto pericoloso, Genovese guidava in stato percettivo alterato, il tratto di strada era buio non poteva vederle, al momento dell’impatto era al cellulare che chattava con gli amici, tante congetture, supposizioni, dubbi, l’unica certezza fu il momento dell’impatto.

Inizia così la giostra mediatica, e quella sui social, chi si schiera con le giovani ragazze uccise, chi le condanna nonostante tutto, chi cerca di scagionare Pietro Genovese, chi lo condanna, sono le forme e le espressioni dello sgomento e del dolore per una vicenda a tinte fosche.

Infine arriva la sentenza ad un anno dalla tragedia: per il giovane richiesti otto anni di reclusione!

C’è chi si reputa soddisfatto chi no, chi avrebbe voluto una pena più severa chi invece considera troppo severa quella già affibbiata, al giovane recidivo di guida in stato alterato di percezione: alcol, droga, uso dello smartphone, era già stato protagonista di episodi in cui gli era stata ritirata la patente, per di più alla guida di una macchina di grossa cilindrata.

A distanza di quattordici mesi, a condanna inflitta, tre giorni fa si apprende che il giovane stava partecipando ad una gara di velocità e che le due ragazze si trovavano sulle strisce pedonali!

Questo aggrava ulteriormente la posizione del figlio del regista, ecco perchè la pena richiesta inizialmente di cinque anni è stata alzata di altri tre anni: poco, troppo? 

Siamo tutti d’accordo che certi fatti non dovrebbero accadere, allora cosa fare per far si che non si ripetano?

Author: Cris

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