“La regolarizzazione non è un’ opzione ma una necessità”. Il Gruppo dei 250 coadiuvato da Silvia Costa

 a cura di Cristian Arni 

Riceviamo il seguente Comunicato Stampa da parte della Dott.ssa Silvia Costa, che ci informa in merito quanto segue: da un incontro sulla piattaforma Zoom, unico modo attualmente di organizzarsi per operare in più persone vista la situazione contingente, un gruppo di persone, associazioni, immigrati ed esperti hanno disteso una sintesi di questo incontro in un documento cui ha collaborato con il CIR ( centro italiano rifugiati ) la Dott.ssa Costa.

 

 

 

 

a cura di Silvia Costa

Comunicato stampa

 

 

 

 

11 maggio 2020

 

Regolarizzazione dei migranti: la proposta di un gruppo appena costituito 250 persone, rappresentanti della diaspora migrante in Italia, ricercatrici/ori dell’immigrazione, giornaliste/i, imprenditrici/ori, esperte/i del diritto del lavoro e dell’immigrazione, di Associazioni ed Esponenti Terzo Settore, dell’Università, del mondo cooperativo hanno partecipato alla discussione lanciata via Whatsapp da Ugo Melchionda, corrispondente italiano dell’OCSE, a rispetto alla proposta di regolarizzazione ed emersione su cui il governo sta discutendo in seguito alla richiesta della ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Riunitosi sabato mattina via Zoom, il Gruppo di Riflessione su Regolarizzazione e Inclusione (Grei 250 o Gruppo dei 250) ha analizzato la situazione, rilevando «un’emergenza dalla triplice dimensione: sanitaria, sociale ed economica» attraverso notizie dirette dai membri stessi impegnati in prima linea nel lavoro con i migranti. Un fenomeno allarmante, tra gli altri: «numerosi medici italiani e stranieri confermano di ricevere tutti i giorni domande di aiuto da parte di cittadini irregolari che hanno timore a recarsi in ospedale, a meno che non siano costretti a rivolgersi al pronto soccorso». Il gruppo ha elaborato un Position Paper in cui afferma che «la regolarizzazione non è un’opzione, ma una necessità. Però non può essere limitata alle categorie di braccianti, di colf e badanti, perché il lavoro in nero fiorisce anche nel settore turistico alberghiero, nella ristorazione, nella logistica e nell’ edilizia, settori che è del tutto irragionevole escludere dal processo di emersione. Inoltre la regolarizzazione non può essere effettuata sulla base di un permesso di pochi mesi (tre o quattro in alcune ipotesi legislative) che sarebbe di una eccezionale miopia, (fra tre mesi ci troveremmo di fronte alle stesse problematiche)» e propone i termini giuridici che dovrebbero essere applicati, aderendo sostanzialmente alla proposta di ASGI. Per i/le cittadini/e stranieri/e che dimostrino, mediante idonea documentazione, la presenza in Italia alla data del 29 febbraio 2020, in condizioni di irregolarità o anche di regolarità ma con permesso non convertibile in lavoro, è rilasciato, a richiesta, un permesso di soggiorno per ricerca occupazione, rinnovabile e convertibile alle condizioni di legge, oppure un permesso di soggiorno per lavoro qualora alla predetta data del 29 febbraio 2020 o alla data della domanda il richiedente abbia in corso un rapporto di lavoro. Entrambi i permessi hanno la durata di un anno dalla data del rilascio […] Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge e fino alla conclusione del procedimento di emersione sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per le violazioni delle norme: a) relative all’ ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale, con esclusione di quelle di cui all’ articolo 12 del d.lgs. 286/98 b) relative all’ impiego di lavoratori, anche se rivestano carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale. La sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione all’ INPS, e il rilascio del permesso di soggiorno comportano, rispettivamente, per il datore di lavoro e il lavoratore l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma che precede. Il datore di lavoro assolve agli obblighi di natura fiscale, previdenziale e assistenziale relativi al pregresso periodo di lavoro tramite il versamento di un contributo forfettario pari ad € 500 per ogni lavoratore. In poche ore il testo ha raccolto moltissime adesioni. «La lista dei sottoscrittori rappresenta una parte sostanziale delle persone ed enti pubblici e privati legati al tema dell’immigrazione: ci auguriamo che il governo ci dia ascolto», questo l’augurio dei promotori. Allegato: Position Paper completo con firma dei promotori.

 

Ugo Melchionda: umelchionda@gmail.com

Enrico Molinaro, Prospettive Mediterranee: e.molinaro@mediper.org

Author: Cris

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