La notizia del giorno, commentata dal Direttore di Chpo: Se ti statalizzo il ponte.

di Cristian Arni

 

 

 

 

Giunti all’accordo: il nuovo ponte Morandi, ceduto allo Stato, non gratis ovviamente.

 

 

E così, mentre molti di noi dormivano, qualcosa veniva tirato fuori dal fuoco: una patata bollente, passata dalle mani dei Benetton a quelle dello Stato.

Se diremo sciocchezze sarà normale, perchè le inesattezze oggi giorni si rincorrono al decimo di secondo, spesso le notizie si rincorrono, si smentiscono, mutano, talvolta addirittura si smentiscono ancor prima di essere lanciate, insomma: una giungla.

Ma in questa giungla è nostro dovere e diritto farci un’idea, giusta o erra che sia, avere una opinione, un punto di vista personale è sacrosanto!

Non buttiamo le mani avanti per non cadere indietro ma di sicuro vogliamo agire coscienziosamente, perchè di fake news è pino il mondo ed il web.

Insomma sembra proprio che al risveglio gli italiani, noi brava gente, abbiamo appreso che il Ponte di Genova, il Morandi, venuto già un paio di anni fa, dopo essere stato ricostruito e collaudato, sarà prossimo all’inaugurazione; uno a zero per il Governo Conte. che in piena pandemia ha stretto sui lavori in tempi record, se pensiamo che siamo in Italia e, tra burocrazia, lungaggini, leggi, passaggi, per concludere qualcosa…”ha da passà ‘a nuttata”,(cit.)

Ovvio, merito di chi ha mantenuto un ritmo di lavoro serrato e costante, operai, capo cantiere, capo mastro (noi qui si parla semplice), ingegneri ed accoliti, insomma una squadra, o team se preferite sentirvi anglofoni, che ha fatto di questo cantiere un fiore all’occhiello della coalizione “giallo- rossa” insomma: PD-5S a braccetto

C’è già chi maligna, da tempo, che tutto abbia un vago retro gusto propagandistico, a favore di un esecutivo un po’ “pecoreccio”,  in cerca di vittorie per incassare punti da portare a casa; noi ci domandiamo una cosa, al di là del colore politico, dell’ideologia, ammesso vi siano l’una e l’altra cosa: ma se a fare la stessa cosa fossero stati “gli altri”? Se a riuscire in questa impresa, nelle stesse misure, fossero stati quelli all’opposizione?

Quell’opposizione che poi era al governo sempre con i 5S, unica cosrtante tra tante variabili; e si, perchè mentre la Lega, per farla breve, nella persona di Matteo Salvini, era al Governo proprio con i “pentastellati”, nell’allora accoppiata di colori “giallo- verde”, se non si fosse preso a pedate da sè, uscendo, più o meno volutamente, dalla coalizione per entrare nuovamente nelle file dell’opposizione, oggi forse starebbe lì a scattarsi selfie, per questo cambio “epocale” di gestione.

I 5S, cavalcano l’onda anomala di un successo, che pure serviva a tutti noi, al Paese, specie dopo il lock down, una sferzata di ottimismo forse, e di restaurazione servivano; il ponte è stato l’emblema, il simbolo di una unione, una cucitura su uno strappo, una lacerazione che brucia per riallacciare rapporti e comunicazione, ricongiungere persone, affetti, merci, oggetti, in pratica: di questo ponte c’era urgenza, al di là di tutte le polemiche, e noi non siamo certo per questo o quel Govefrno, nè siamo dei “qualunquisti”, ci piace solo una certa visione sulle cose, solo così possono mutare di aspetto.

Ora Salvini sta là, fuori dall’esecutivo, in una opposizione fiacca, troppo fiacca e debole, francamente; la maggioranza è quel che è, una botta qua, una botta là cercando appigli per non cadere, galleggiare nel solito tira e molla al quale assistiamo su MES, Recpvery Fund e altro ancora; ma il ponte era necessario farlo e, farlo in tempi brevi, questo si era imperativo!

Ma la notizia del giorno pare sia: Conte espugna la fortezza Benetton sul far dell’alba, così nella gestione di Autostrade da parte di ASPI e Atlantia entra un nuovo attore, e che attore: lo Stato.

I comunisti, se ormai così li possiamo chiamare, o per lo meno quelli rimasti, i redivivi, sicuramente esultano perchè ciò evoca il ruolo e la centralità di uno Stato che si assume onori ma anche oneri sul Bene Comune, il bene pubblico.

Per par condicio perdonateci l’espressione: i fascisti invece, o per meglio dire, quelli di destra, i nostalgici, suvvia ci siam capiti, beh, loro esultano forse meno perchè l’impresa privata viene sottratta, appunto privata e non privatizzata se non in forma contraria ossia lo Stato fa asso piglia tutto.

Ora ragionando per “luoghi comuni”, del resto come i Beni Comuni esistono anche i luoghi comuni: quelli di sinistra erano per la comunione, la comunanza, l’annullamento della proprietà privata, mentre quelli di destra sarebbero stati più favorevoli all’impresa privata, all’imprenditoria, al fatturato e al profitto.

Queste ultime tre righe sintetizzano brutalmente concetti molto complessi e profondi per cui sono trascorsi una cosa tipo…duecentocinquant’anni di storia umana, filosofia, politica, economia, ma noi per brevità e celerità dobbiamo sintetizzare alla “bell’è meglio”, perchè il lettore odierno non ha voglia, non ha tempo, altro luogo comune.

Insomma Benetton cede a Conte, che non sarebbe un pentastellato, poichè i 5S oggi hanno molto da ridire sull’alba di questo nuovo giorno, mentre il PD, sempre lui, il PD, è come il prezzzemolo, onnipresente, ma non è detto vada bene su tutto; come il parmigiano sul pesce, c’è a chi piace, a chi no, ma di base sul pesce il parmigiano non va.

Così la gestione del tratto stradale, del ponte di Genova, la rete autostradale e tutti i satelliti di società “pubblicoprivateprivatepubblicostatalizzatepartecipate” un ginepraio di viuzze, un reticolo di strade e stradine che ti perdi nei meandri di corridoi e corridoi di archivi, faldoni, carte, parole…

Così ciò che a noi interessa, il dato, poi i tecnicismi in un secondo momento, ognuno da sè, andando a spulciarsi voluttuosamente il fiume di inchiostro sui giornali, a noi interessa la conclusione, il dato e il dado che è stato tratto: il crollo del cavalcavia e la successiva fase di ricostruzione ha segnato di sicuro un nuovo percorso da seguire.

Il collegamento di questo Governo con un “goal” ben preciso, goal nel significato sempre anglofono del termine di “obiettivo”: quello di prendersi il controllo, la gestione del gruppo che gestisce la rete autostradale facendo sicuramente un favore alla gestione Benetton, che così, cacciando di tasca 3,4 mld di risarcimento per quanto accaduto a Genova, esce dall’ impasse, lo Stato subentra e il pubblico, il popolo resta in attesa vengano accertate le responsabilità del disastro di due anni fa mentre il Governo ora conquista consensi tra i fan.

Anche Formigoni, ex Governatore della Lombarida, ha sul capo molte sentenze tra cui una da cui è stato prosciolto proprio in questi giorni, per dire: talvolta i miracoli esistono, chissà non si ripeta lo stesso miracolo anche per qualcun altro, ma noi confidiamo più in una giustizia di stampo Divino, per quanto meno possibile, visti i tempi.

Per tornare alla notizia odierna: la partita benchè ancora sia lunga, prima del fischio conclusivo, bisogna però prima accertarsi a chi e in che misura competeranno le responsabilità di quel disastro in cui persero la vita 43 persone; quella notizia fece il giro del mondo e certo non fu una bella figura all’allora esecutivo di cui la costante, il leit motiv è sempre lui: Mr. Giuseppe Conte. Passano i Governi ma lui resta e statalizza autostrade!

 

Author: Cris

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