LA MADRE E LE MATRIGNE

 

di Antonio Saccà

 

Il volto largo dominato da rughe eterne, solchi piagati di afflizioni sottomesse come di bue all’aratro, paziente, forte e disperato, l’occhio non vede all’esterno, è racchiuso nella tragedia interiore, è una donna, è una madre, estende il braccio sul figlio demente, nato morto al pensiero, alla coscienza, i tratti del viso brutali, segni sulle guance, bocca semi aperta, occhio amorfo… La donna, la madre, vecchissima, antica, la fronte sulla fronte del figlio, forse in tal modo suscitandogli o sperando di suscitargli un minimo sentire, una trasmissione emanativa di amore, chi sa, la madre sente che il figlio la percepisce, che vi è un’ombra di vita in quel corpo murato. Ha cento anni ed uno la madre, sessantatré sono gli anni del figlio, e tutti gli anni, ed i mesi, ed i giorni, e le ore, ed i minuti, e gli attimi ha curato l’inerte figlio e ha deciso di non morire prima del figlio, di non lasciare alla dubbia carità quel ceppo disgraziato. La Natura, crudelissima, quando una madre vuole, obbedisce, e per amare il figlio consente che viva. E così, la vedo abbracciare il figlio, e non lo lascerà morire, moriranno insieme, e lo difenderà anche dopo la morte. Con spietata pietà. Soltanto qualche tragicissimo dipinto della Madonna con il Figlio, straziata, raggiunge l’immagine che descrivo e guardo. Ma il braccio di questa madre che recinta il figlio a proteggerne lo schianto indifeso non ha pari. Cristo risorge, almeno nelle Scritture, quel disgraziato è un pezzo di carne in pasto al terriccio. Questa immagine, orrenda per sé, mi sembrò figurazione dell’umanità odierna, abbattuta, schiantata, però l’umanità odierna non ha una madre, piuttosto una matrigna o tante matrigne, e non proteggono i figli piuttosto li tormentano e ne crescono i patimenti. Sono matrigne sociali. Sono di certo matrigne gli Stati Uniti, vorrebbero  l’Europa disunita, con nazioni magari in contrasto, e al seguito degli Stati Uniti, però bisogna riconoscerlo, Stati Uniti rappresentano l’unica difesa avverso una matrigna pericolosissima, serpentina, che ha un veleno addormentativo, strisciante, inavvertito, soffoca senza che te ne accorga, è il veleno del commercio favorevole, delle nuove tecnologie, lentamente ti occupa il mercato, colonizza mezzo mondo, ti illude di investimenti ma, di soppiatto, acquista il tuo paese, unendosi alla prolifica matrigna Africa e stabilendo l’Afrocina, in tal modo invade non soltanto di merci ma di popolazioni l’Europa, sicché possiamo scoprirci, pensate, sostituiti nella popolazione e rimpiazzati nell’economia. Se poi aggiungiamo la matrigna islamica sarebbe per noi la messa da requiem, pensate, dovremmo eliminare le raffigurazioni delle divinità perché gli “amici” islamici non sopportano statue o immagini divine o sacre. Bello, uno scenario apocalittico. Del resto si presenta oggi, la matrigna afroamericana dà inizio alla distruzione delle statue occidentali, è un inizio, intendiamoci, chissà che ci aspetta, suppongo che gli stessi occidentali potrebbero costituire presenze fastidiose. Esagero, vero? In un mio romanzo: Il professore, la morte e la ragazza (Armando editore), il protagonista immagina che di europei fedeli alla civiltà europea ne resteranno pochi, in ogni caso egli vuole restare fedele alla civiltà europea, all’arte europea, alla libertà europea e teme che gli altri non si accorgono che gli islamici ci toglierebbero la libertà religiosa, i cinesi la libertà politica, nel romanzo la narrazione non è esplicita con determinazioni storiche. Abbiamo una calvizie demografica, nessun figlio, al minimo. È così o non è così? Pensate, rischiamo di essere infettati dai migranti! I nuovi turisti. Turismo turistico sparito ma il turismo migratorio c’è, e si sta cercando di accrescerlo cambiando le regole sugli approdi. Sicché la matrigna Virus può infettare tranquillamente o servire alla possibilità del contagio, evento che i cultori del Virus, i fedeli del Virus, i credenti del Virus auspicano come la manna o il miracolo dei pesci. Pensate: possono prorogare lo stato di emergenza sanitario! Possono inchiodare i bambini in casa! Possono imporre il lavoro da casa! Una casa prigione: fantastico. Il Virus per l’Italia è una madre se per il resto del mondo è una matrigna. Se dite che il Virus non torna vi guardano con occhi irati. Dovete dire: non abbassiamo la guardia; e aggiungere: lo rivedremo a settembre! Mai sostenere che dovremmo lavorare, piuttosto: che bisogna provvedere alla salute senza lavorare. Come sarà possibile, lo sanno “loro”. Perché non lavorare e badare alla salute, insieme?!  Si può? Certo, altrimenti visto che molti lavorano sarebbero malati tutti!

Occorre badare alla salute, lavorare, salvare l’Occidente. Vi è ormai uno scontro mortale tra Stati Uniti e Cina. La Cina profitta del Virus per abbattere l’Occidente. Gli Stati Uniti, che sono i più esposti, hanno compreso che il serpente cinese agisce furtivo, anche se ormai è scoperto nel suo imperialismo. Certo, è uno scontro di imperialismi. Sarebbe fatale se non credessimo l’imperialismo cinese, abile nel camuffarsi da libero commercio, per quel che è: imperialismo illiberale. L’Europa può criticare gli Stati Uniti, gli Stati Unit possono far giochi contro l’Unione Europea ma siamo pluralisti in politica e religione, fondamentalmente iconici in arte, amiamo le raffigurazioni, i protestanti non quelle religiose, ci unisce la libertà e il valore dell’individuo. Se qualcuno si illude sulla Cina, si illude. Appunto. Demografia, Afrocina, Afroamericani, totalitarismo religioso e politico ci assediano. Certo chi crede la Storia un andamento quieto non si accorge del cambiamento, come il personaggio del mio romanzo che immerso negli studi un giorno scoprì stupefatto che intorno a casa sua vi erano più negozi stranieri che italiani! Bello, vero!

 

 

 

 

 

I LIBRI DI ANTONIO SACCA’, segnatamente gli ultimi editi da Armando, sono reperibili in tutte le librerie ed in Amazon, in quest’ultima vi sono anche testi di decenni passati.

 

Author: Cris

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