La filosofia depressiva per depotenziare l’Italia

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

di Antonio Saccà

 

Mentre l’Unione Europea ci maltratta, ci umilia e rimanda continuamente le decisioni ed in ogni caso ci presterebbe del denaro non ce lo donerebbe a fondo perduto, rischiando il commissariamento se non lo restituiamo, con   procedure rovinose che conosciamo perché affibbiate ad altri paesi, ebbene nel frattempo noi ci combattiamo dentro noi stessi proseguendo la disfida Nord/Sud, quanto di più sconveniente possa accadere. Il Sud risorge alla catastrofe sanitaria del Nord, vagheggia autarchie alimentari, cinture protettive, si spinge al Risorgimento, alla conquista regia piemontese, il Nord per voce di qualche giornalista, ma, in verità di nessun altro, spregia il Meridione… Oltrepassiamo queste animazioni devianti, oggi la mira sta nel salvarci, né il Sud si salverebbe contro il Nord, né credo il Nord privo del Sud  o contro il Sud, se vi sono equilibri da proporre ,sia ,ma, ripeto, il nemico del Sud non è, non è il Nord, il nemico del Nord non è, non è il Sud. Malavita, burocrazia, politica antimprenditoriale, assistenzialismo parassitario sono nemici comuni. E da siciliano qual sono, amantissimo della mia terra dalla quale manco da decenni ma che sta in me, la civiltà della Magna Grecia, talune forme di compiacimento sulla catastrofe sanitaria lombarda mi sono parse spregevoli, non è così che il Sud si riscatta. Tutto questo per la Cronaca. Del resto, l’unico rimedio non può, non deve essere reperito nel chiudersi in casa, favorirebbe il peggior meridionalismo antimprenditoriale.

Il Nord vuole ricominciare, è opportuno, è necessario comprendere questa urgenza. In realtà non abbiamo un Governo, non vi è nessuna misura a vantaggio delle imprese, nessuna misura a fondo perduto. Il prestito non è una misura a favore, anzi può diventare uno strozzo. Si che l’imprenditore ha quale alleato soltanto la sua impresa! Ma se l’impresa non intraprende l’impresa diventa la catena al piede dell’imprenditore. Per questo gli imprenditori vogliono ripartire, perché non c’è lo Stato, il Governo, ci sono uomini che pantomima no il Governo, ma nessun atto a vantaggio dell’impresa. Prestiti da rimborsare: che grande aiuto! E neanche di facilitata presa. Che Governo è un tale Governo, non riesce neppure a far debiti e dar crediti. Sbaglio. Il Governo c’è. E’ il Governo delle angherie poliziesche, della “millimetralizzazione” dei metri e degli orari, delle certificazioni, dei cani a spasso, degli anziani fuori casa, delle mascherine, è il Governo della “Buromagistraturapoliziesca” …Al dunque, l’imprenditore ha solo l’impresa, è solo con l’impresa, e scalpita, o si salva da sé o non esiste uno Stato che lo salva! Anzi…

Occorre l’impeto della salvezza. L’economia non è soltanto economia, è passione vitale, coscienza della disperazione, la bracciata del nuotatore nei marosi, non è la speranza che salva è la disperazione. Uomini che hanno il corpo onesto, il corpo, il sembiante, la voce, la dignità quale persona determinata. Rivolgersi alla Nazione. Dichiararle la nostra condizione. Esigere, invitare, chiedere sacrifici, sforzi, volontà. Piccoli ritrovati, de-cretini, metrature poliziesche sono il cucchiaino per svuotare l’oceano. Disperazione attiva, non gli accorgimenti della “speranzella”. Tragedia e far presa sulla nostra energia di salvezza per salvarci. Più conosciamo il baratro più ci sforzeremo per non cadervi. L’onesta verità non tessiture di ragnetti. L’Europa non ci aiuta, al massimo ci fa credito. Che straordinaria conquista. Ma noi abbiamo risparmi, un ceto politico affidabile li potrebbe utilizzare, invece di dover temere inflazione o predazione. Inflazione e predazione, questo ci aspetta. L’inflazione già esiste, i prezzi sono accresciuti, predazione sicura, se lo Stato ha le casse vuote, il privato svenderà. Un nuovo ceto politico con il coraggio di grandi opere, imprenditorialità, utilizzazione produttiva del risparmio. Se ci fidiamo lavoreremo oltre il necessario. Daremo quel che abbiamo. Ma come far capire, sentire che siamo sul baratro e questa politica sedativa e di parole   non ci sana. Perfino il Virus decadrebbe se ritroviamo fiducia. Perché quello sciagurato, il Virus, si nutre di depressione. Non per nulla è giunto nel momento più deprimente della vita pubblica italiana. Un momento in cui si crede che sia arte politica dare denaro purché non si lavori.Deprimente.E per finire: immaginare di trattenere gli anziani in casa raggiunge la FILOSOFIA DEPRESSIVA. Solo un depresso con tendenze suicide può concepire una “idiozia” del genere o un ex guardiano carcerario.

Author: Cris

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