INPS attacco hacker? No, pesce di Aprile per boom di accessi

di Cristian Arni

 

Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba.

 

 

 

 

Roma 01/04/2020

E’ proprio un bel pesce d’Aprile quello che l’INPS fa ai propri utenti! E gli utenti abboccano all’esca affamati e stremati da una emergenza che risponde alla lotta per la sopravvivenza. Non è tempo di simili “patacche” bisogna avere rispetto della gente, del popolo Italiano, che in queste settimane sta mostrando la sua tenacia, messo a dura prova com’è, dal rispettare le regole che il Governo ha varate per il contenimento del corona virus.

Il sito web dell’ente previdenziale  è stato letteralmente preso d’assalto.per la raccolta delle domande dovute all’emergenza sanitaria Covid-19.

Non è un segreto, tanto meno una news, ma cosa è successo sembra tutt’altro che un attacco di pirateria informatica e più di un overload.

Sin dalle primissime ore del 1 Aprile gli accessi al portale dell’INPS sono andati via via aumentando fino poi a giungere al blocco del sito; sarebbero stati migliaia utenti che hanno tentato, vanamente, di presentare domanda per  i Bonus delle misure varate dal Governo per aiutare gli italiani in difficoltà.

Gli accessi, praticamente iniziati nelle primissime ore del 1 Aprile, già dall’ una di notte, per arrivare primi e seguire la procedura online per rispondere al Decretone “Cura Italia” che l’esecutivo ha predisposto per chi si trova in stato di necessità.

Il super Decreto, come altre iniziative di questo Governo, sono state tanto criticate, tanto condannate dai “soliti” detrattori che forse non si immaginava un boom di accessi simile; tantissimi gli utenti che hanno dimostrato di non gradire le misure presentate dal Primo Ministro, Giuseppe Conte, evidentemente accompagnata da inutili polemiche dei perdigiorno che intossicano i Social Media.

Se da un lato alcuni politici si sono detti critici anch’essi per le misure studiate dal Governo,  pure sono state  avanzate “proposte” oscene, specie dall’opposizione, che ha chiesto 1000 € nelle tasche degli italiani: dove li prenderebbero i soldi, come li restituirebbero, vien fatto da chiedere a chi, in un momento simile, avanza certe critiche.

Nel frattempo l’estensione delle misure abbraccia praticamente quasi tutte le fasce della popolazione, compresi i lavoratori “in nero”.

Vien fatto così di credere, che di buon’ora, tutti uniti, in questo il popolo è sovrano e unito davvero, si sono appostati davanti i propri pc in attesa del countdown; non si fatica ad immaginare scene di “fantoziana” memoria, con tazzone di caffè latte e biscottoni, plaid sulle gambe ad attendere lo scoccare dell’ora X.

E’ il caos, il Black Wednsday made in Italy!

L’apoteosi corre nei cavi delle fibre ottiche, il sovraffollamento intasa i “potenti” mezzi dell’INPS, dove lavorano fior di Manager e Dirigenti; gli utenti si vedono così alle prese con procedure online che dopo qualche ora va in TILT.

Scambi di dati, utenti che perdono la connessione, la privacy che si va a far benedire, procedure bloccate, impossibile andare avanti, la gente è stremata, ma questa volta non è colpa dell’esiguo numero di sportelli aperti al pubblico, tutto avviene in maniera “smart”, “comodamente” da casa.

Il sito dà i numeri, anzi i numeri sono totalmente impazziti, la ressa seppure virtuale è da brividi, si parla di 300 domande al secondo nella prima parte del 1 di Aprile; numeri da far impallidire persino il più noto degli influencer o youtuber del momento.

Ma l’INPS non sostiene tale sovraccarico di accessi e va in lock down, come tutto in questo periodo, i vertici dell’Ente previdenziale giustificano di essere sotto attacco informatico!

Attacco da parte di chi non sarà specificato, almeno fino ad ora, ma sembrerebbe ci sarebbero dei male intenzionati che godrebbero ad espugnare il portale dell’ente previdenziale,  Italiani? Russi? Cinesi? Americani? Chi sta spargendo il virus online? Proviene da Wuhan anche questo “attacco” batteriologico? Fatichiamo a presupporlo.

Stentiamo a credere, francamente che un gruppo di “smanettoni” si siano dati appuntamento per impedire l’accesso al sito, e mandare in panne le speranze di gente disperata, crediamo più probabile, francamente, ad una falla dei sistemi informatici nei “potenti” server dell’INPS, visti come stanno messi gli uffici aperti al pubblico e le condizioni in cui lavorano gli impiegati, non riusciamo ad immaginare altro scenario avveniristico se non quello possibile e reale di sistemi inadeguati a fronteggiare l’elevato numero di domande presentate che saranno poi da “evadere”, ossia pagare ai cittadini.

Se verranno fornite prove documentate di questo potentissimo attacco hacker da parte di questi pirati informatici non faticheremo a ricrederci e a dare a Cesare quel che è di Cesare, ma vogliamo le prove dell’attacco, perchè oggi non sarebbe impossibile dimostrarlo, con i dati in possesso: IP, Proxy, Server, ecc.altrimenti la cosa odora di “fuffa” per giustificare  la propria negligenza nei confronti del popoli italiano.

Ammettere l’inefficienza delle infrastrutture di rete, volendo, farebbe fare più bella figura che non la minaccia di un attacco informatico, ammettere la verità è sempre una cosa dignitosa.

Nel frattempo la corsa per accaparrarsi “l’elemosina”, come in molti l’hanno definita, continuerà nei prossimi giorni; i dati odierni parlano di parecchie migliaia di domande giunte online, fino quando il sito era ancora accessibile ed operativo.

Non stentiamo a credere ad uno stop and go della raccolta delle domande per i Bonus, che poi dovranno essere lavorate ed evase in tempi rapidi, secondo quanto promesso da Conte e i suoi,

Forse allentare un po’ la pressione degli utenti “grazie” a questi formidabili hacker, vuoi vedere che non è stata una cosa tanto disdegnosa?! 

In questo modo per lo meno l’ente avrà il tempo di gestire e rispettare i tempi per lavorare le “prime” moltissime migliaia di richieste presentate dagli utenti.

E si, perchè ci sarà un gran da fare in back- office, ossia dietro, negli uffici o in smart working che sia, magari sarebbe una buona idea reclutare qualche impiegato a tempo, a cottimo per far fronte alle tante richieste, sarebbe una buona idea smuovere un po’ il mercato del lavoro con circa 5 milioni di disoccupati o lavoratori in nero che attenderanno i soldi dallo Stato.

L’odissea è appena al suo incipit, e il prologo ci terrà inchiodati per molti giorni a venire che si prospettano al cardiopalma, in bocca al solito lupacchione, o volpone!

Author: Cris

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