Inaugurazione mostra fotografica “La memoria del dolore” per il progetto di riqualificazione dell’ex carcere di Santo Stefano.

 

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

foto Marco Delogu

 

Avevamo seguito la conferenza stampa indetta per la presentazione di questo ambizioso quanto importante progetto di riqualificazione dell’ ex carcere Borbonico nell’Isola di Santo Stefano, gioiello incastonato nel Mar Tirreno in quell’arcipelago pontino che rappresenta una ricchezza paesaggistica e storica al largo delle coste laziali.

In questi luoghi di confino, ricchi di storia e memoria, è stato redatto tra il ’39 ed il ’43 sono stati rinchiusi circa 800 oppositori antifascisti. A un miglio da Ventotene si trova invece l’ex carcere Borbonico, nell’isola di Santo Stefano che per 170 anni e fino al 1965 è stato un durissimo carcere per gli ergastolani e prigione di molti oppositori politici di diversi regimi, fascismo incluso.

E tra le onde del Mar Tirreno e le mura del carcere fu redatto uno tra i documenti fondamentali di quel sogno Europeo; fu qui che venne scritto il Manifesto di VentotenePer un’Europa libera e unita. Progetto di un manifesto, redatto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, i quali sognavano un’Europa dei popoli, unita sotto un parlamento che sancisse la federazione democratica sotto un parlamento specie nel settore economico e di politica estera.

L’importante valenza storica e la prospettiva futura convergono in questo progetto che di riqualificazione che fa parte di una lista di siti che verranno valorizzati sotto l’ala protettiva dell’Europa; i siti infatti rientreranno nel patrimoni dell’Unione Europea con il fine di preservarne la storicità e la memoria.

In attesa che tutto questo si concretizzi il giorno 19 c.m. si inaugura una mostra fotografica che si intitola propriamente “La memoria del dolore”, a cura di Marco Delogu alla presenza del commissario straordinario per Ventotene, l’ex europarlamentare Silvia Costa che dichiara “La mostra restituisce dignità a un luogo di dolore. Ho immaginato, fin dall’inizio del mio mandato, questa mostra come occasione per restituire dignità e empatia a una storia lunga 170 anni di dolore, ma anche di riscatto. La mostra, affidata allo sguardo artistico di Marco Delogu, con Raffaela Mariniello e Mohamed Keita, assolve all’importante compito di preservare l’aura che, prima degli interventi di restauro, ha avvolto quanti sono sbarcati sull’isola, salendone i ripidi sentieri e affacciandosi a quel teatro del dolore che il carcere evoca con una intensità quasi fisica. Grazie alla sensibilità degli autori vogliamo restituire l’autenticità, testimoniando al tempo stesso il degrado in cui il sito è stato abbandonato per oltre 50 anni e da cui ha preso inizio il nostro progetto di ‘rinascita dal dolore’, che da 10 mesi sta andando celermente avanti, dopo tre anni di stallo, su iniziativa del ministro Franceschini con la comunità di Ventotene. Lo storico complesso carcerario avrà nuova vita, come ‘Scuola di alti pensieri’. Uno spazio espositivo dedicato alla memoria del carcere , centro culturale e formativo in chiave europea e mediterranea sulle grandi tematiche dei diritti umani, del patrimonio culturale e dello sviluppo sostenibile. Un luogo, insieme all’isola di Ventotene, che è anche riserva naturale e area marina protetta, dove sarà di casa la ‘next generation EU’ con spazi per l’alta formazione, la ricerca, la produzione artistica, lo sport, con servizi di ristoro e residenzialità. Mentre sono già partiti in novembre i primi interventi in somma urgenza ed è in fase di aggiudicazione l’appalto per i lavori di messa in sicurezza del Panopticon, presenteremo al MAXXI a fine giugno il Concorso internazionale di progettazione dell’intero complesso”.

L’esposizione resterà presso il il Museo Nazionale Romano fino al 13 Giugno.

 

 

Author: Cris

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *