Il via libera di Camera e Senato al Governo Draghi. Il quadro frastagliato della politica italiana

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

Un Governo con forze politiche contrapposte; la Democraticità euro- atlantista del Prof. Draghi.

 


 

In un momento difficile come quello che stiamo vivendo ormai da molto tempo, tra: crisi sanitaria, economica e sociale, occorre quella coesione politica e sociale che permetta alle forze in campo di portare avanti un progetto comune per il bene del paese.

M5s, PD e LEU hanno unito le forze per monitorare e proseguire le azioni del precedente governo, il Conte bis, la continuità delle attività avviate e gli impegni presi da Giuseppe Conte, prima della caduta del governo, secondo Mario Draghi saranno portate avanti; il nuovo presidente del consiglio ringrazia il premier uscente per il lavoro svolto fino al giorno in cui si è innescata la crisi politica.

Se molti intravedono nella nuova formazione di Governo appena formata dal nuovo presidente del consiglio, Mario Draghi, una accozzaglia di “colori” politici, partiti, movimenti senza una degna direzione politica precisa, da individuare in maniera classica come governo di centro- destra o centro- sinistra, a definirne i caratteri formali dell’esecutivo, dall’altro invece, a noi pare, e non solo a noi, che il governo attuale, che ha appena ottenuta la fiducia delle Camere, sia invece proprio quella partecipazione “totale” e totalizzante di forze, di cui la Democrazia si fa portavoce: la partecipazione.

Esclusi i piccoli movimenti che non rientrano nella rappresentabilità politico- istituzionale e il movimento politico di Fratelli d’Italia, la cui esponente Giorgia Meloni rappresenta il margine di opposizione attualmente in corso, la maggioranza è costituita da più “partners” che hanno accolto il nuovo esecutivo con entusiasmo.

Mario Draghi non ha certo bisogno di presentazioni, gode di una reputazione internazionale e di una credibilità che lo distinguono per i suoi precedenti ruoli, piaccia o meno.

Il paese ha bisogno di riforme e dei soldi necessari per attuarle, tra gli strumenti economici individuati, nell’arco di questi lunghi mesi di pandemia, è il Recovery Fund; in un tira e molla mediatico e politico si è parlato di varie formule, nomi, che hanno un po’ confusa l’opinione pubblica.

Ora, superata quella che è stata la crisi di governo innescata da Matteo Renzi, si conta di portare il paese fuori da una situazione di stagnamento, che ridia alla produttività, alle imprese, alle aziende, al mercato del lavoro, alle famiglie, al popolo sovrano, la dose di fiducia necessaria per rialzarsi in piedi.

Il prof. Mario Draghi ha già individuati i punti salienti della sua strategia per affrontare questo duro momento, in cui l’Italia deve saldamente rialzarsi in piedi, in linea di principio i punti cardine esposti, nei giorni che hanno preceduto l’insediamento, con l’ottenimento da parte delle Camere della fiducia necessaria a governare, sono: la matrice europeista ed atlantista del suo disegno di governo, anzitutto, apre al Giusto Processo: combattere la corruzione e le mafie garantendo un processo “giusto e di durata ragionevole” nel rispetto della Costituzione.

Proseguendo sulle linee designate dal presidente del consiglio, troviamo la vocazione “green” di eco- sostenibilità ed innovazione del suo esecutivo, avviando quella serie di ammodernamenti di cui il paese necessita.

Poi il rilancio del turismo: Mario Draghi non ha dubbi sul fatto che il nostro fiore all’occhiello è costituito dalle attrazioni paesaggistiche, ambientaliste e culturali che l’Italia possiede, sulle quali si deve investire per il rilancio del comparto che ha risentito fortemente della crisi sanitaria ancora in corso.

In cima all’agenda del premier ovviamente c’è la lotta al Covid. Accelerare la campagna vaccinale è una priorità condivisa, meno facile trovare la via per riuscirci- come riposta ANSA. L’impegno per sconfiggere il Covid- 19 è una priorità assoluta per rimettere in moto il paese, senza la quale vittoria, non può esserci effettiva ripartenza.

Ma il grande leit motiv, croce e delizia di tanti governanti che ne hanno avuto a cuore le sorti è lo snellimento burocratico, che soffoca il paese in un dedalo di norme e lacci che non consentono al paese una gestione più rapida della pubblica amministrazione, in cui il processo di digitalizzazione, messo in moto anche in questi mesi di pandemia, rappresenta sicuramente una via di accesso per avere una maggiore efficienza.

Ecco, queste in linea generale le macro aree individuate da Draghi per portare l’Italia verso il futuro.

Ora da qui a concretizzare le riforme di cui il paese ha bisogno, vale a dire passare dalle parole ai fatti, di acqua sotto i ponti ne deve passare; i primi segnali di insoddisfazione ci sono già, soprattutto in casa 5s dove si sono evidenziati astenuti ed assenti nel corso delle votazioni per la fiducia al governo Draghi.

Secondo la Meloni però, altri dissidenti arriveranno nei mesi a venire; certa di questo il capogruppo di FDI attende il “semestre bianco” come primo tavolino di prova da superare quando, secondo le sue previsioni, altri dissidenti arriveranno anche dagli altri schieramenti politici.

La situazione quindi, dopo i primi facili entusiasmi che hanno fatto intravedere una luce in fondo al tunnel dell’incertezza, è tutt’altro che salda; come sempre il quadro politico italiano è molto, molto frastagliato, forse anche troppo, motivo per cui la situazione politica di casa nostra è tutt’altro che stabile.

Noi facciamo comunque gli auguri di buon lavoro al nuovo esecutivo, sperando che tutte le formazioni, di maggioranza ed opposizione, abbiano veramente a cuore la sorte del popolo italiano.

 

Author: Cris

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