Il sussulto della vita non può essere contingentato

Editor e Copy Cristian Arni

Va da sè che il Prof. Antonio Saccà non ha bisogno di presentazioni, almeno le mie, tanto meno di introduzioni, ci tengo a scriverlo a scanso di equivoci, ma è un privilegio poter “anticipare” ed introdurre quanto Saccà va poi approfondendo. Dunque, oggi il Parlamento ha tuonato le sue ire dall’opposizione, la maggioranza ha plaudito e il Presidente pareva contrito per le accuse mosse, specie per le questioni relative al Mes, €Bond e Recovery Bond. In tutto ciò, non ultimi sono gli effetti sociali che questa pandemia sta riversando sulla popolazione e allora…

 

 

 

 

 

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

di Antonio Saccà

Immaginiamo una persona che  ha raggiunto, oltrepassato ottanta anni, non lavora, nel senso che non è vincolato a impegni  esterni, può darsi che dedichi l’ultimo tempo dell’esistenza a…vivere, è assuefatto  alla vita, è dentro la vita, ha dentro la vita, la vita gli  è diventata un’abitudine continua, appropriata, accettata, quella persona ha compreso  che non bisogna rinunciare alla vita anche nel dolore e nel male, sempre cercando, volendo la gioia, e che la vita , essere in vita vale maggiormente, dà  per se stessa felicità di vivere… Una donna, un uomo, compagna compagno, figli, parenti, amici , lo sciame , il vento… L’unica favorevole  concessione della Natura per l’uomo è vivere, sentirsi vivere , sentire, i vedere, udire, toccare, i sensi…. Ed invece, un terremoto, il buio a mezzogiorno, l’impensabile ,una cosetta da niente, apparentemente,  un cosiddetto Virus, sorge da un paese lontano , e nessuno lo prendeva in considerazione, sembrava anonimo, un neonato come tanti, che nasce e muore dove è nato, di colpo, a tradimento, si presenta nel paese del signore anziano, ed anche in tal caso nessuno che lo prendesse in conto… Ma in pochi giorni, la fine del mondo, morti ovunque, neanche riuscire a seppellire chi moriva che ne moriva un altro, ancora, ancora, presto, chiudetevi, sprangate le porte, a casa, non fatelo entrare! Non fatelo entrare! Ma Virus era già dentro le persone, chiudemmo le porte, ma Virus era dentro casa, ci chiudemmo con Virus. E la Signora Morte festeggiò.

Da qualche mese l’anziano signore stava in casa. Si considerava uno scarafaggio nel bicchiere, correva, sbatteva, tentava, tornava, sbatteva, girava, ricominciava…Pochi, ancora pochi anni, li avrebbe macerati nell’incertezza del morire, senza la possibilità di dedicarsi con qualche fiducia ai sui scopi, scrivere, scrivere? Senza tremore di uno sconquasso: quelle voci assillanti: il morbo si dedica agli anziani, si appassiona agli anziani. Che beffarda sorpresa al finire nello spettacolo dell’esistenze, al Quinto Atto una nuova scrittura di Giulietta e Romeo, da nominare: STORIA DELL’AMORE TRA IL VECCHIO E LA PESTE! Qualcuno aveva voluto questa relazione, un errore o una determinazione? Concepibile che qualcuno, qualche mente fosse così nemica dell’umanità da gettare Virus nei popoli sterminandoli, terrorizzandoli? A quale fine? Dominare? S, dominare. Era concepibile, era possibile. Tutto è concepibile da parte dell’uomo contro l’uomo! Aveva visto gli ultimi anni di guerra, ma adesso era peggio, un polverio affogante che toglie respiro e nessuno scampo, dovunque irreparabilmente…Non ci sarebbe stata più la vita abbandonata al suo fluire, ma il terrore di essere infettati, l’essere umano che sospetta l’essere umano. Tra diffidenza e spacconeria, chi ha paura, chi osa all’eccesso. E lui che decideva, in quella doppia condanna a morte, morte nella morte, morte del non vivere i suoi anni più rari?

Tra qualche settimana, avrebbero ricominciato a tentare di vivere, di lavorare. E sarebbe ricominciato il morbo, ospedali straripanti, ospedali stracolmi e le città di nuovo cadaverizzate. D’altro canto, la voglia e la necessità di lavorare, di vivere, di sentire…Ma con il lavoro sarebbe venuto ancora il morbo, e la gente sarebbe stata dilaniata, se morire di fame non lavorando o morire di morbo lavorando. O sbagliava, esisteva la eventualità di lavorare rassicurati? O non c’era sicurezza, mai più!  Basta!  Meglio una guerra grandiosa, e mettere fine ai dubbi e alla fantasia umana di essere il coronamento della Natura. Ma no, la Natura incoronava se stessa, cieli, mari, terra, vento, montagne, deserti, senza l’uomo. Fine della storia, proprio della storia, dell’uomo. Guerre all’ultimo uomo. La polvere ed il silenzio.

Author: Cris

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