Il nuovo conflitto mondiale si chiama: Pandemia.

DIARIO DELLA RISORGENZA INVISIBILE E DELLA BUROPOLITICA VISIBILE

 

 

 

 

di ANTONIO SACCA’

 

Se la pandemia continua al modo presente per le civiltà occidentali sarà una fase storica di declino peggio della guerra mondiale. Dopo la guerra, cessate le armi potevamo lavorare, ma se il morbo si perpetua sarà il lavoro che ne avrà conseguenze deprimenti, quindi non vi sarà “risorgenza”. Tutt’altro. Perchè dico che ne soffrirà l’Occidente? L’Occidente dà valore all’individuo , alla libertà , all’autodeterminazione personale, l’imposizione di mascherine, guanti, distanziamento sociale è una novità per noi, non bene accolta, anche se subita, noi subiamo queste regole non le sentiamo come nostre, non siamo educati a non toccarci, a stare lontani, a nascondere le espressività del viso, le facce impenetrabili orientali non ci appartengono, noi ridiamo, piangiamo, “smorfiamo”, siamo confidenziali, ci stringiamo le mani, ci abbracciamo, poniamo la mano sulla spalla, e quindi, se è vero quel che molti dicono , noi siamo del tutto inclinati alla contaminazione. Ora non discuto se queste regole servono realmente, ho molti dubbi e le ho ampiamente espressi, però queste sono le regole che non si innervano nella civiltà occidentale, noi siamo individualisti, le regole sembrano una pesante catena. Noi ci tocchiamo, ci riavviciniamo, ci stringiamo la mano, cosa a quanto pare gravissima e che gli orientali non fanno, così come loro usano la mascherina da tempo e noi non lo usiamo presso che mai. Quindi tutto fa credere che sia un Virus contro l’individualismo occidentale. Il che susciterà questioni economiche devastanti, colpisce i luoghi di lavoro e soprattutto fa temere lo stare insieme, ancor peggio: genera una serie di disposizioni anti- economiche. Il distanziamento sociale, l’ho detto e lo ripeto, è la misura più anti economica che si sia mai concepita, tutto dimezzato, bus, ristoranti, bar, locali, balneazione… Come possiamo risorgere in questi frangenti quando soprattutto non passa momento in cui non si dice che il Virus tornerà! Difficile concepire una ripresa. Gli Stati Uniti sono in condizioni pessime, certo, bisognerebbe avere una nozione esatta dei numeri, sono un Paese enorme, sei volte l’Italia e i contagiati non sono uomini morti, bisognerebbe capire il tasso di mortalità su trecentocinquanta milioni di abitanti. Lo stesso dicasi per l’India, per l’Africa, il Brasile. Si dà troppa importanza alla positività al Virus, la quale non comporta mortalità. Bisogna inoltre definire la presenza di altre malattie. Ma il dubbio nasce, la paura cresce e permane, e tutto è paralizzato, l’economia affossa.
In Italia abbiamo il paradosso anche di un governo paralizzato per la contrapposizione dei partiti che lo compongono. Quindi subiamo una paralisi per la salute, una paralisi per la politica. Ma la prospettiva è negativa per tutto l’Occidente, perché ripeto non siamo adatti a questo Virus. Il Paese più disciplinato dell’Europa, la Germania sta reagendo bene dal punto di vista della mortalità ma avrà anche esso un crisi economica del 7%, l’Italia e la Spagna arriveranno al 12, 13%, cifre colossali, gli Stati Uniti 8%, la Cina si manterrà sulla soglia positiva. Insomma, è un Virus contro l’Occidente perchè noi abbiamo uno stile di vita altamente socializzato, espansivo.
Si pone il problema: possiamo continuare con regole, specie il distanziamento, che rovinano l’economia? Assolutamente, no. Possiamo ricorrere ai farmaci e non compiere l’errore di “curare” una malattia con ritrovati politici, sociali? Assolutamente. Sì, dobbiamo curare la malattia con il plasma immune, la clorochina, gli anticoagulanti, gli antinfiammatori, ed eventualmente un vaccino serio, non dovuto all’ansia di profitto. L’aver deciso di sanare una malattie con misure sociali, specie il distanziamento, sta rovinando le economie mondiali, specie occidentali. Pernicioso continuare a dimezzare i nostri sistemi produttivi, il distanziamento ci dimezza. E’ una strada che sbatte al muro. Bisogna deviare. Curiamo la malattia con i farmaci, e lavoriamo.

Author: Cris

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