Il fotografo italiano che ha ritratto il Giappone di fine ‘800

MOSTRA ADOLFO FARSARI

prorogata fino al 23 aprile

 

 

 

Le mirabolanti imprese di Adolfo Farsari, avventuriero e fotografo nel Giappone di fine ‘800, rivivono nelle 64 immagini della mostra, espressioni della fotografia in bianco e nero colorata a mano dopo la stampa, detta Yokohama Shashin. Ne esce il racconto struggente di un Giappone in lento e ineluttabile divenire, descritto nei topos estetici destinati a costituire l’immaginario occidentale in tema fino ai giorni nostri.

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Visite Guidate gratuite (durata 30′, mascherina, distanza, max 6 pax)
da prenotare al numero 06 3224754/94

date attualmente disponibili:

mercoledì 21 aprile
14.30 / 15.15 / 16.00

 

 

Cenni biografici

a cura di Chikahiko Suzuki (traduzione di Valentina Pompili)

1841 Adolfo nasce il 2 febbraio a Vicenza,all’epoca Regno Lombardo-Veneto, da famiglia  benestante. E’ il primogenito di Ortensia e Luigi Farsari, impiegato come contabile presso l’esattoria.

1848 Nasce la sorella Emma.

1859 Dopo gli studi al collegio Cordellina di Vicenza, entra nell’Accademia Militare di Modena. Successivamente diventa ufficiale del 5° Reggimento Granatieri della Brigata Granatieri di Napoli e presta servizio a Pisa, Otricoli, Firenze.

1863 Si imbarca per New York sulla nave austriaca Aquila. Ha con sé alcune lettere di presentazione, ma non ci sono prove che le abbia usate in America. Alcuni mesi dopo essere arrivato, si sposa con la vedova americana Mary Patchen, non dandone però comunicazione alla famiglia in Italia. Il 9 dicembre si arruola tra le file dei Nordisti nel 12° Reggimento di Cavalleria di New York per combattere nella Guerra di Secessione Americana.

1864 In settembre rimane ferito dall’esplosione di una granata, ma scrive al padre di essere felice della vita militare.

1865 In marzo, viene ferito alla testa da un colpo di spada e viene ricoverato nell’ospedale militare di New York. Il 19 luglio, a guerra finita, viene congedato. In agosto, nasce il suo primogenito Edward.

1866 La sorella Emma si sposa con Guido Garbinati. In agosto inizia ad occuparsi dei carichi delle navi mercantili a Brooklyn. Nello stesso anno, prende la cittadinanza americana.

1867 In agosto, nasce il figlio Henry. In questo periodo la famiglia in Italia viene a conoscenza del matrimonio di Adolfo. In dicembre, scrive in Italia raccontando della crisi commerciale e di una propria malattia. Da questa lettera in poi, per quasi 21 anni, non scrive più alla famiglia in Italia.

1868 Il secondogenito muore di polmonite. Secondo quanto sosterrà successivamente, da questo momento la moglie inizia a diventare dipendente dall’alcool e il loro rapporto si deteriora. Si riarruola nell’esercito americano e per i successivi 5 anni gira il mondo, passando per il Sud America, l’Africa Occidentale e l’Asia, compreso il Giappone.

1873 o 1874  Si ritiene che sia sbarcato, di passaggio, a Yokohama.

1875 La sorella Emma rimane vedova e si trasferisce a casa dei genitori.

1876 L’8 settembre arriva a Yokohama con la nave Belgic, partita da San Francisco.

1878 Nell’annuario Japan Directory di quest’anno, il suo nome appare come manager della Yokohama Cigar Company, all’indirizzo 60, Honmachidori, Yokohama. Stando ad una lettera successiva di Farsari, in quest’anno il figlio maggiore muore di febbre tifoidea.

1879 E’ attiva la ditta Sargent, Farsari & Co., all’indirizzo 60, Honmachidori, Yokohama, che vende articoli di vario genere, tra cui libri, riviste e mappe di importazione. Diventa membro del Distretto di Yokohama della Gran Loggia di Scozia. In America, a Brooklyn, era già entrato a far parte della massoneria scozzese. Il 10 maggio la moglie Mary arriva in Giappone con il loro terzo figlio, William, e si pensa che abbiano convissuto a Yokohama fino al 1880. In luglio un incendio danneggia il negozio di Sargent, Farsari & Co. La ditta produce e vende mappe di Hakone e dei dintorni di Yokohama.

1880 La ditta Sargent, Farsari&Co. si trasferisce all’indirizzo 80, Kyoryuchi, Yokohama. La ditta tratta anche la Keeling’s Guide to Japan ed è agente dello studio fotografico di Shinichi Suzuki. Il 26 agosto la moglie Mary e il figlio lasciano Yokohama.

1882 Viene appuntato segretario della Loggia a Yokohama.

1884 All’inizio dell’anno (o forse alla fine del 1883) finisce la collaborazione tra Farsari e Sargent. Il primo maggio esce la seconda edizione della Keeling’s Guide to Japan,edita dalla ditta A. Farsari &Co.

1885 In società con Kozaburo Tamamura, acquisisce da Franzvon Stillfriedlo studio della Japan Photographic Association, situato a 17, Kyoryuchi, completo di archivio e negativi. Nasce la figlia Kiku dalla concubina giapponese Hana (o Hama o Hona).

1886 Cita in giudizio il socio Tamamura, ma perde la causa. Il 9 febbraio un incendio distrugge lo studio e i negativi acquistati da Stillfried. Parte per un viaggio fotografico in tutto il Giappone della durata di 5 mesi, come risulta da un annuncio pubblicitario, datato 1 gennaio 1887, stampato sulla quarta edizione della Keeling’s Guide to Japan.

1887 Si trasferisce nel contiguo numero 16, lasciato vacante dalla Yokohama Photographic Company di Hidesaburo Usui e non toccato dall’incendio. Il fotografo scozzese William K. Burton incontra Farsari e in un articolo scrive con toni entusiastici della sua tecnica di colorazione delle fotografie.

1888 Il 17 gennaio, dopo 21 anni, riprende contatto con la famiglia in Italia scrivendo una lettera ai genitori. Racconta di essere fotografo e pittore, e promette di inviare un album fotografico. Il 12 aprile, in una lettera alla sorella Emma, scrive della separazione dalla moglie e della morte, dieci anni prima, del figlio maggiore. Il 21 luglio The Japan Weekly Mail scrive dei primi esempi di fotografie istantanee in notturna scattate con luce al magnesio dallo studio di Farsari. In settembre, insieme ad una lettera, invia l’album promesso ai genitori. L’album, dal titolo Viste e Costumi Del Giappone, nel 1920 è stato lasciato in eredità dalla sorella Emma alla Pinacoteca Civica di Palazzo Chiericati, Vicenza. 8 settembre: The Japan Weekly Mail parla di un album fotografico di Farsari dedicato alle 4 stagioni in Giappone.

1889 Riceve la medaglia di bronzo all’Esposizione Fotografica di Berlino. In febbraio, in una lettera alla sorella Emma, descrive la struttura della ditta A. Farsari & Co., con 31 impiegati. Racconta anche di aver appreso la tecnica fotografica da autodidatta e di averla insegnata ai suoi dipendenti. Il 24 giugno, in un’altra lettera ad Emma, rispondendo alle impressioni da lei avute riguardo all’album inviato, racconta dei propri esperimenti fotografici. Il 16 agosto scrive alla sorella della propria libreria: molti titoli sono andati persi negli incendi, ma possiede diverse riviste scientifiche, politiche e letterarie. Tramite la sorella, invia un proprio album fotografico in omaggio al Re Umberto I, con la speranza di riottenere la nazionalità italiana che gli era stata negata per aver combattuto nell’esercito di un’altra Nazione.

1890 Gli viene conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Non riesce tuttavia ad ottenere nuovamente la nazionalità italiana. Esce la quarta edizione della Keeling’s Guide to Japan, rivista e ampliata da Farsari stesso. Lo studio fotografico ha un ottimo volume di affari, con 32 impiegati. Il 6 aprile lascia Yokohama sulla nave a vapore Congo per tornare in Italia con la figlia Kiku (chiamata poi Rosina Farsari). Una volta in patria, allestisce lo spettacolo Le avventure del Cav. Adolfo Farsari al Giappone e collabora con il giornale satirico locale La freccia. Il primo giugno la figlia Kiku entra nel collegio dell’Istituto Farina di Vicenza (oggi Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori).

1895 Il 22 marzo Adolfo redige il testamento: lascia tutti i propri beni alla figlia Kiku ma specifica che i due esecutori testamentari e la sorella possono scegliere di tenere per loro alcuni oggetti come ricordo.

1898 Adolfo Farsari muore il 7 febbraio, pochi giorni prima del suo 57esimo compleanno. Viene seppellito nel cimitero comunale di Vicenza. Il 18 febbraio viene data pubblicazione del testamento.

1934 Il primo maggio muore la figlia Kiku. Dopo gli studi all’Istituto Farina, Kiku nel 1906 aveva ricevuto l’abilitazione all’insegnamento. Preso il velo, aveva quindi insegnato arte, musica e disegno nella scuola del convento fino al 1921, per poi continuare l’insegnamento anche in altre sedi.

Author: Cris

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