Futuro, lavoro, salute e società post Covid-19

 

 

 

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

 

di Antonio Saccà

 

Non credo che avremo tempo per rimanere pazienti, non credo che avremo ulteriore fiducia, anzi forse bisogna esercitare il massimo di critica a quanto sta avvenendo in Italia e nel mondo. Mi assumo la responsabilità di quello che dico, certi scienziati e certi politici, posso totalmente sbagliare io, sbagliano, lo vedo nei fatti, lo vediamo tutti. Il Virus, l’epidemia non finiscono con lo stare in casa, il virus esisterà ancora e il punto zero dell’epidemia non ci sarà. E’ un errore totale simulare un modello dell’individuo in quarantena in casa come valido per l’individuo fuori di casa. Si stanno mettendo sullo stesso piano due situazioni radicalmente diverse. L’individuo in casa è protetto perché non ha contatti, l’individuo fuori di casa ha contatti. Io da solo o in un ambiente circoscritto mi proteggo perché non ho contatti ma quando sto con gli altri cambia lo scenario. E’ un assurdo logico e metodologico fare valere la prima situazione per la seconda. Si svolgono in situazioni totalmente diverse.Scopo della scienza dovrebbe essere, deve essere quello di creare un modo di proteggere gli individui fuori di casa non riproducendo il modello scelto per stare in casa. Si tratta, ripeto, di realtà deferentissime. Invece si tratta l’uomo in società come se fosse solo ed a casa. Che si sta facendo per proteggere l’uomo in società? Perché questo è il problema decisivo, è la realtà vissuta, l’uomo in società, un individuo in casa esiste solo per qualche periodo, quindi non può valere come principio applicato alla società. Dedicarsi ai posti di lavoro, a cercare di renderli agibili e protettivi, questo doveva essere lo scopo degli scienziati e dei politici, invece, magistralmente, fabbriche, negozi chiusi e quindi non si è compiuta alcuna modifica! Niente di rimediato, niente di previsto nella protezione sociale. State in casa! Ma che fare, come proteggermi quando sto con gli altri? Soltanto con la distanza sociale? Ed il lavoro ricomincerà quando il contagio sminuirà…perché sto a casa! Ma che valore ha quando sto fuori di casa? Il denaro bisogna darlo alla ricerca di forme protettive ed alla ristrutturazione dei luoghi di lavoro e associativi. Si sta perdendo tempo sacro insistendo sullo stare in casa e non sul come proteggersi fuori casa, che è la situazione reale, concreta. Purtroppo avverrà quanto di peggio possa accadere. La gente forzerà la clausura, taluni infrangeranno i divieti delle attività imprenditoriali, nessuna protezione è stata concepita per l’uomo in società, mentre si poteva utilizzare il tempo per eventuali modifiche, rispettando i canoni  precauzionali, il denaro per le imprese se verrà dato, o preso, giacché l’imprenditore più che prestiti vuole sapere se e quando riprenderà ad operare, diversamente ha sulla schiena un debito a vuoto di produzione, doveva essere fornito per gli adattamenti, se no si avrà una errata apertura caotica, impreparata. Sbagliato tutto, con ogni possibilità di sbagliare io. Ma che possa illudermi di una ripresa di attività solo perché è scemato il contagio di persone che stanno in casa come per le persone fuori di casa è un assurdo millenario. Il contagio potrebbe scemare finché le persone stanno in casa e crescere stando con gli altri. Allora? Allora bisogna proteggere lo stare in società! Modificare le condizioni esterne! Era già necessario aver cominciato.

Come sarà il futuro di salute e lavoro

 

La gente e soprattutto impaurita in ansia per il futuro della salute ma angosciata per il lavoro. La salute crede di scamparla, i giovani o i non vecchi, ma il lavoro sgomenta. Molti non hanno un lavoro garantito, un lavoro privato ossia lavoro da persone private che potrebbero non ricominciare l’attività. La gente cerca di capire se si riprenderà, quando si riprenderà il lavoro. Le persone vive dopo mesi di Virus pensano ormai al lavoro. L’idea di una periodicità di ripresa non è la questione essenziale, non illudiamoci che vi siano zone immuni, sicure. Bisogna creare la sicurezza, non affidarla alla presunta fine dei contagi, Una produzione in grande cercando di organizzare il sistema in modo protettivo. Se organizziamo il sistema in modo prospettivo e imprenditorializziamo il Paese saremo chi siamo e siamo stati, il popolo più creativo del pianeta. Lasciateci fare! Un solo compito spetta alla politica: la sicurezza della salute nei posti di lavoro. Per il resto la società civile italiana è un covo di scoiattoli effervescenti. E saremmo disposti anche ad impegnare i nostri risparmi per il nostro Paese, senza chiedere, e i lavoratori diventino imprenditori delle impure se chiuse. Non è sopportabile avere come scopi stare in casa e chiedere prestiti. Ma ci rialzeremo. Da noi.

 

 

 

 

 

                                                  

 

 

Author: Cris

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