Flavio Bucci: camera ardente al Teatro Valle a Roma

a cura di redazione

Non si dovrebbe giudicare un’artista per le sue abitudini, non si dovrebbe giudicare un uomo in genere, ma sovente con certi personaggi pubblici, specie quelli che magari non fanno proprio una vita riguardata, il giudizio è sempre dietro l’angolo; sarà il dispiacere, il senso di frustrazione, forse il rancore di non poter avere ulteriori prove dall’artista che ci ha lasciati, di fatto Flavio Bucci, a propria detta, la vita se l’è presa e goduta, non aveva rimpianti…ma, allora, perchè quest’onda emotiva per la sua dipartita? In fondo, neanche troppo in fondo, Bucci ha fatto quel che ha voluto, nel bene e nel male, poi certi comportamenti reiterati nel tempo, si sa, ti presentano il conto e va da sè che il suo organismo probabilmente non era più in grado di sostenere quei vizi ai quali era sottoposto. Flavio Bucci ha interpretato un centinaio di ruoli davanti la macchina da presa, ha lavorato con grandi nomi del Cinema italiano e anche in Teatro era in grado di portarsi dignitosamente, ma da qui ad appellarlo “ultimo maudit” come fatto da certa stampa oppure certi elogi social che lo vedono ritratto come un grande amico di tutti, sa di stucchevole, un altro modo per dire al mondo “Io ero con lui, guardatemi che figo che sono, io conto stavo con Bucci” o con il malcapitato di turno, perchè in fondo in questo sta la piccolezza della nostra epoca: la meschina volgarità di mostrarsi amici di tutti, addirittura “fraterni”…eppure Bucci non passava per una persona tanto gradevole, ciò non toglie fosse un bravo caratterista, indimenticabile il suo “Ligabue” contro il quale nulla potrà Elio Germano, con la “cover” che gli hanno affidato.

Te la sei goduta Flavio Bucci, ora goditi il riposo.

Author: Cris

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