Fatto gravissimo nel quadrante Nord Est della capitale: vettura ATAC lasciata del tutto incustodita dai conducenti, a bordo passeggeri in attesa della corsa mancata.

Una lunga e snervante attesa di un’ora; il conducente smonta il turno e lascia il mezzo di trasporto alla mercé; nella municipalizzata capitolina regna la più totale anarchia. Assenza di controlli.

 

foto by chpo

 

Di Cristiano Arni

Roma, 12 Dicembre 2019, ieri pomeriggio a Largo Valsabbia, quartiere Conca d’Oro, i cittadini sono rimasti in balia dei capricci di ATAC, l’azienda municipalizzata di trasporto pubblico urbano.

E’ l’ennesimo di una lunga serie di incresciosi episodi che colpiscono duramente i cittadini costretti a muoversi in città avvalendosi del trasporto pubblico.

Nonostante il ripetersi costante di “imprevisti” che colpiscono i passeggeri a bordo dei mezzi pubblici, non ci si abitua e non ci si rassegna, per fortuna, al fatto che in una capitale europea ci si ritrovi in queste condizioni.

E’ un po’ la cartina torna sole di un insieme di cose, il termometro che segna la febbricitante situazione di anarchia, unica forma che regna sovrana, per lo meno a Roma.

E ogni volta che capita qualcosa di spiacevole si resta sgomenti come se ci si trovasse di fronte ad un muro di gomma, la totale impotenza e forza di inerzia.

Del resto non si può, né si deve, restare impassibili e indifferenti, sarebbe la fine eppure, sembra che a molti mezzi di comunicazione e anche alla stampa locale alcune notizie lasciassero del tutto impassibili; fino a che punto vogliamo far finta di nulla? Sarebbe da denunciare anche questa forma di passiva e totale indifferenza.

E’ vero sono molti gli episodi che colpiscono i trasporti pubblici ma ciò non toglie che questo fatto sia di per sé la deriva morale che rispecchia una totale assenza di controllo e vigilanza e assunzione di responsabilità.

Se è vero che tra autobus che vanno in fiamme, altri che restano in panne, altri ancora che non passano mai oppure alcuni costretti a sospendere le corse per guasti meccanici, è altresì triste e squallido vedere la capitale italiana sia messa in ginocchio da ripetuti e troppi disservizi che la stanno colpendo troppo duramente, mettendo a dura prova i nervi e la pazienza dei cittadini.

Già viaggiare su mezzi pubblici, privi di manutenzione, è un grosso rischio per tutti, conducenti inclusi. Dover poi, fare i conti con le attese snervanti alle fermate per poi rinunciare alla corsa perché l’autobus è oltre il limite della capienza consentita, mette veramente in difficoltà tutti.

Muoversi a Roma con il trasporto pubblico è diventata un’impresa oltre l’immaginabile, bene lo sanno gli utenti che ieri sono stati lasciati a piedi da un conducente dell’ATAC.

Questo, signore, alle ore 17 al capolinea sopra citato, ha lasciato incustodita la vettura della linea 83 dell’ATAC, con dentro i passeggeri e a porte completamente spalancate.

Una signora sul mezzo di trasporto ha chiesto a che ora sarebbe ripartito e il conducente ha risposto che non aveva la minima idea, in un primo tempo, subito dopo si è corretto dicendo di aver finito il suo turno e che il mezzo sarebbe ripartito alle ore 17.11 all’arrivo del collega che avrebbe preso il suo posto, qualora mai fosse arrivato.

Tre lo sgomento generale, il conducente ha lasciato la sua postazione mentre i passeggeri erano in attesa dell’arrivo di qualcuno che non si sarebbe mai fatto vedere, se non ben oltre quaranta minuti di attesa.

Una signora che era al capolinea dell’autobus dalle 16.30 ha dichiarato di aver notato l’arrivo di un conducente ATAC dopo che il precedente se ne sarebbe andato, il quale si sarebbe riparato dentro il bar di fronte al capolinea della linea 83.

A sua detta, la signora afferma che il conducente sarebbe riapparso, uscendo dal bar, solo quando è sopraggiunta un’altra vettura della stessa linea, ma che lo stesso conducente avrebbe dichiarato di non essere lui quello destinato alla vettura lasciata incustodita.

A quel punto la domanda è sorta spontanea: chi, avrebbe dovuto prendere in carica il mezzo previsto in partenza per le 17.11?

L’uomo sarebbe stato raggiunto dalle rimostranze dei malcapitati passeggeri che si sono, naturalmente, lamentati del trattamento e del grave disservizio; il conducente che era nel bar si sarebbe scolpato totalmente dalle responsabilità addossategli, giustificandosi che il collega che avrebbe dovuto giungere per il turno delle 17.11 non si sarebbe mai presentato. Perché? Cosa ci faceva l’uomo nel bar? A quale veicolo era destinato se l’unico presente era quello lasciato incustodito?

A prova di ciò sono stati fatti dei video dai passeggeri per riprendere le circostanze così tra minacce di denunce e giustificazioni fallaci alcuni passeggeri hanno dovuto rinunciare ai propri impegni andandosene con la coda tra le gambe.

Per non restare indifferenti di fronte a questi fatti vergognosi sono state raccolte diverse segnalazioni a riguardo, la città di Roma Capitale si trova in uno stato di emergenza senza fine.

E’ mai possibile che una capitale europea lasci i suoi passeggeri soli su un mezzo pubblico incustodito, a porte spalancate con la postazione di guida alla mercé di chiunque?

Author: Cris

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