Esito del Webinar con il direttore scientifico dell’INMI, Giuseppe Ippolito, in merito al Covid-19

di Cristian Arni

 

 

 

 

 

Un incontro organizzato sulla piattaforma IUS, seguito in Live da tutto il mondo per fare il punto sulla pandemia da SarsCov-2. Segue gallery con alcune slide in merito ai dati mostrati da Ippolito.

 

 

 

Venerdì 24 Aprile si è svolta una webinar sul tema “Covid-19: the global scientific response” con il direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive -INMI, “Lazzaro Spallanzani”, Giuseppe Ippolito.

Molti gli iscritti, utenti provenienti da ogni parte del pianeta per seguire online il seminario in cui il direttore Ippolito ha illustrati molti punti relativi alla pandemia attuale; oltre all’Italia ovviamente, gli utenti hanno interagito da: Stati Uniti, Cina, Afghanistan, paesi dell’Africa, Europa, Giappone, Sud America, davvero difficile enumerarli tutti, tra questi: addetti al settore scientifico, medici, biologi e giornalisti.

Il direttore Ippolito ha condiviso il focus sui dati scientifici della pandemia da SarsCov-2. con l’ausilio di info- grafiche, slide ed immagini; Giuseppe Ippolito ha così espressa la sua visione di insieme sulla pandemia concentrando poi l’attenzione circa le risposte politiche al Corona virus; secondo il direttore scientifico dell’INMI, queste risposte si devono strettamente fondare sulla base di evidenze scientifiche certe.

Bisogna quindi prestare molta attenzione alle fake- news, agli annunci eclatanti e ad alcuni titoli o articoli di giornali, che potrebbero scatenare euforia ingiustificata onde poi generare ulteriore confusione, come del resto stare attenti alle “leggende metropolitane” costruite intorno al Covid-19, invitando così, alla prudenza e responsabilità, i giornalisti, i comunicatori e divulgatori, per non trarre in inganno l’opinione pubblica.

Ecco dunque, che Giuseppe Ippolito dopo una breve introduzione è entrato direttamente nel vivo  della webinar modtrando dati certi circa: le modalità di contagio, le esposizioni ai fattori di rischio reali e concrete, la prevenzione e il contenimento, le disposizioni circa la sicurezza personale, le modalità di interazione sociale e il distanziamento; sono stati poi illustrati dati relativi: i numeri dei contagi e le casistiche a livello globale, la dinamica di diffusione del virus nelle diverse aree geografiche del pianeta, le ragioni e gli aspetti sociali del contagio, i dati relativi i decessi e le implicazioni del Covid-19 con gli altri organi ed apparati del corpo umano: l’apparato cardio- circolatorio, l’apparato gastrico, quello polmonare, renale.

Non sono mancati dati relativi la struttura del virus nè gli effetti sul sistema venoso e episodi trombotici, così come sono stati illustrati i dati relativi comparazione di genere nelle casistiche del rapporto tra pazienti, infetti e fasce della popolazione infette con le relative appartenenze geografiche.

Poi il direttore dell’INMI ha virato su aspetti di relazione tra numero della popolazione globale del passato e attuale facendo un raffronto con il numero e gli effetti della pandemia in corse, senza dimenticare le altre epidemie/ pandemie che hanno colpito il pianeta.

Attenzione è stata posta ai test e agli esiti degli stessi che rivelano una incertezza di fondo, creando un gap tra pazienti effettivi e asintomatici, così come tra pazienti prima positivi e poi negativi, dimostrando dunque l’importanza di un monitoraggio efficace dal punto di vista medico.

Sui test sierologici siamo ancora di gran lunga in anticipo dal poterci dire sicuri circa gli esiti, non essendoci ad oggi eziologia nè letteratura in merito.

Per quanto concerne invece gli aspetti sulle le fasce della popolazione maggiormente colpite dal virus, queste si sono dimostrate, secondi i dati attualmente in possesso, per lo più di età avanzata.

Fondamentale secondo Ippolito il fatto che i responsabili politici debbano investire nella scienza per essere preparati per le future malattie infettive, poichè, come dimostrato già in passato, diverse forme virali hanno colpito la popolazione, specie nel comparto dell’Asia Orientale, con i diversi tipi di pandemie da: MERS, SARS-1, N1H1, Ebola ecc.

La possibilità di interagire con il Dott.Ippolito è stata affidata a Rita Carsetti, capo dell’Unità diagnostica di immunologia e dell’unità di ricerca di fisiopatologia delle cellule B dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù Irccs di Roma, attraverso la piattaforma IUS nella cui chat gli utenti potevano chiedere ciò che ritenevano urgente sapere in merito alla pandemia da Covid-19.

E’ stata poi la volta delle domande via chat dei partecipanti alla webinar, in particolare riportiamo qui due specifici: uno sul continente Africano: Ippolito ha spiegato come mai ad esempio nei paesi africani Covid non abbia, per fortuna, ancora espressa tutta la sua virulenza, e a quanto è emerso si potrebbe azzardare che la Malaria riesca a tenere a freno il corona virus viste anche le condizioni climatiche ed ambientali che non gli consentirebbe al virus un habitat favorevole, ma dnon ci si può dire certi che non possano scoppiare focolai che potrebbero rivelarsi davvero preoccupanti, date le condizioni igieniche e di vita quotidiana.

L’altro focus è stato posto sull’attenzione che bisognerà avere affinchè la curva epidemiologica non torni a salire repentinamente come stato in Marzo, quando in Italia è esploso il contagio portando al lockdown, similmente poi anche negli altri paesi europei, altrimenti si potrebbe inverare un ulteriore problema per la salute e per la società tutta.

Alla domanda quindi, se ci può avviare una fase definitiva di unlock, di sblocco, Ippolito ha risposto molto sinceramente e prudentemente, dicendosi cauti e a piccoli passi per vedere quotidianamente dati alla mano come agirà il virus con un incremento dell’attività umana.

Ovviamente in apertura, le disposizioni presentate dal direttore Ippolito, sono state quelle che poi gli altri organismi della sanità e le istituzioni stanno attuando invitando la popolazione globale ad osservare strettamente: uso di mascherine, lavaggio delle mani (lavaggio scrupoloso), uso di gel sanificante, tutte misure che aiutano in qualche modo a contenere e prevenire la diffusione da corona virus.

Chiaro è che, sole queste norme comportamentali possono a poco se non coadiuvate da una maggiore attuazione nei diversi ambienti: lavorativi, professionali, sociali, ospedalieri, famigliari e l’importanza di come l’attuazione di protocolli di sicurezza possano essere utili per frenare la pandemia.

Sul fronte geografico della pandemia, ci sono state macro e micro aree maggiormente esposte o colpite da Covid-19: si vedano Cina, ove in alcune zone specialmente, il virus è stato più aggressivo che in altre, come anche l’Italia, con la situazione che purtroppo conosciamo.

Il Giappone ad esempio, ha catturato l’attenzione di molti, con un contagio e numero di infetti e decessi nettamente inferiore ai paesi nominati; questo ha poi aperto il confronto con norme sociali e convenzioni, che aiutano la popolazione ad affrontare meglio di altri paesi, non solo la pandemia, ma il rispetto delle disposizioni e le misure di sicurezza adottate come avviene ormai da tempo nelle società nipponica e coreana ad esempio, dove il corona virus, grazie anche uno scrupoloso screening e monitoraggio mediante tecnologia, non ha registrato gli stessi effetti che altrove.

Stessa prudenza e stesso invito alla cautela è stato mosso nei confronti della popolazione, ossia attenersi alle disposizioni che vengono fornite ma allo stesso tempo l’invito è non cedere il passo ad un “unlock- down” repentino, perchè sarebbe prematuro sui tempi, invitando a monitorare la situazione di volta in volta.

Di seguito alcuni screen shot delle immagini durante la webinar, ci scusiamo della “qualità” delle stesse viste le modalità in cui sono state catturate; le immagini illustrano alcuni punti specifici del seminario dove vengono mostrati dati e aspetti della pandemia.

 

Author: Cris

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