È “ITALUS” PINO LORICATO VIVENTE NEL POLLINO L’ALBERO PIÙ ANTICO D’EUROPA

a cura di Cristian Arni

E’ cosa nota che la natura sia stupefacente! Senza di essa il nostro pianeta non sarebbe lo stesso, e ce ne stiamo rendendo conto tutti;  i recenti disastri ambientali stanno causando ferite profonde a flora e fauna, con il rischio sempre più concreto di veder sparire specie animali e vegetali per nostra mano. Gli effetti di questi duri colpi sono tangibili e li stiamo vivendo quotidianamente. Cosa fare, a parte i movimenti “plastic free” e gli scioperi verdi indetti dalla piccola “fiammiferaia”, che però accende solo roghi nei dibattiti sui social per mano dei suoi detrattori, animando un…infuocato botta e risposta pro e contro la piccola Gretina, La nostra consapevolezza è ancora lungi dal prendersi cura come si deve del nostro pianeta e degli specie che lo popolano, inutile dire che in questi ultimi giorni il disastro australiano è vivo nei nostri occhi, immagini strazianti! Ma vogliamo lenire queste ferite e lo sguardo con qualcosa che dovrebbe spronarci ad essere, non solo più attenti, bensì più partecipi in maniera concreta, nel prenderci cura della nostra madre Terra. Questo articolo, a firma del Dott.Arnaldo Gioacchini, arriva in redazione con grande sorpresa e immenso piacere; sorpresa perchè, seppur italiani e amanti del pianeta e della natura ignoravamo una così bella ed importante notizia; immenso piacere, poichè apprendere che esista un “colosso” simile dalle nostre parti è, non solo indice di orgoglio fine a sè ma sintomo che la Natura quando l’uomo le è complice, può vivere in simbiosi con le sue attività. Solo le sequoie giganti, come molti di noi sanno, sono da sempre simbolo e appannaggio di una zona geografica specifica del nostro pianeta: la Sierra Nevada in California al cui interno è il vasto parco di Yosemite, ma questa news ha dell’incredibile se non addirittura dell’eccezionale, come a dire EUREKA, peerhè Italus, questo il nome di questo colosso, pur non facendo parte delle sequoie ed essendo un pino Loricato ha le sembianze e le dimensioni ragguardevoli paragonabili ad una sequoia! E allora andiamo a conoscere da vicino questo gigante della natura che il Dott. Gioacchini ci presenta in questo interessante articolo, ringraziandolo ancora una volta di averci inviato il suo prezioso contributo. Certo, dalle immagini fotografiche qui pubblicate potrete farvi solo una vaga idea della sua bellezza ed imponenza, quindi appena potrete non mancate di fargli visita rispettosi del suo ambiente e di lui, come di tutta la Natura!

 

Sequoia Generale Grant, immagine esplicativa da leggere come metodo di paragone con Italus.

 

La sua datazione certa è avvenuta grazie all’Università del Salento tramite il radiocarbonio

 

di Arnaldo Gioacchini *

È “Italus”, con i suoi 1.230 anni, l’albero vivente, scientificamente datato, più antico d’Europa: si tratta di un Pinus loricatus del Parco Nazionale del Pollino; la datazione assoluta con il radiocarbonio è stata effettuata con l’acceleratore di particelle Tandetron presso il CEDAD, il Centro di Fisica Applicata Datazione e Diagnostica del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento, specializzato nel campo delle tecniche nucleari per la datazione e le analisi isotopiche e dei materiali. Il risultato è stato presentato recentemente nel corso della conferenza internazionale “Radiocarbon” a Trondheim, in Norvegia, dal team di ricerca multidisciplinare italo – americano che ci ha lavorato, guidato dal professor Gianluca Piovesan dell’Università della Tuscia di Viterbo. Gli scienziati del CEDAD hanno usato una serie di anelli di accrescimento annuale di Italus, selezionati dagli altri ricercatori coinvolti nel progetto, come “archivio” per ricostruire il contenuto di radiocarbonio nell’aria negli ultimi 1.230 anni. Il radiocarbonio (un isotopo radioattivo del carbonio), noto per il suo uso nella datazione dei reperti archeologici, si produce infatti continuamente nell’atmosfera della Terra per effetto dei raggi cosmici che provengono dal Sole e dal resto dell’Universo. Quanto più intenso è questo “bombardamento”tanto più radiocarbonio si produce e tanto più ne viene assorbito dagli organismi viventi. Qui entra in gioco Italus e l’idea degli scienziati: misurando la quantità di radiocarbonio in ogni singolo anello di Italus è possibile risalire all’intensità del “bombardamento” in un determinato anno. “Abbiamo analizzato con l’acceleratore del CEDAD la quantità di radiocarbonio contenuta in singoli anelli di Italus e abbiamo identificato un aumento anomalo dell’anno 993-994 dopo Cristo”, spiega il professor Lucio Calcagnile, direttore del CEDAD, “Si tratta di uno dei cosiddetti eventi di Miyake dovuti, probabilmente, a un aumento molto significativo dell’attività solare connessa all’emissione di protoni di alta energia da parte del Sole (i cosiddetti SPE: Solar Proton Events). Per la prima volta questo evento viene identificato in Italia e in un albero vivente”. “ L’identificazione di questi eventi rappresenta una sfida da un punto di vista
scientifico, perché richiede un’accurata selezione dei campioni, complesse procedure di trattamento chimico e, soprattutto, precisioni e sensibilità strumentali al limite delle capacità tecniche disponibili”, commenta il professor Gianluca Quarta, docente di UniSalento e co-autore della scoperta, “La sfida ora è identificare altri eventi di questo tipo (certamente ve ne è stato un
altro ancora più intenso nel 774-775 dopo Cristo), stabilirne la natura e l’eventuale periodicità. Con la consapevolezza che, se nel passato un evento di questo tipo portava solo a vedere le aurore boreali anche alle nostre latitudini, oggi provocherebbe danni ingentissimi ai sistemi di telecomunicazione e ai satelliti, e sarebbe un serio rischio per molte delle tecnologie cui siamo quotidianamente abituati ”. Ma nel mondo c’è ben altro in materia anche se non è dato sapere se la datazione degli alberi “matusalemme” che vengono citati a seguire, è stata effettuata attraverso precise metodologie scientifiche sicure come nel caso del “nostro” Italus. Comunque l’albero che viene considerato in assoluto il più antico di tutto il mondo è un Pinus longaeva che “risiede” in California (in un luogo mantenuto segreto, talmente segreto che di esso il servizio forestale statunitense non ne ha mai diffuso neppure una singola foto, si sa solo che è sulle White Mountains ) un longaeva che sembra abbia addirittura 5067 anni ! Un pino quindi che mise radici prima che venissero costruite le piramidi d'Egitto. A fare una “concorrenza” serissima al succitato “made in USA” basta scendere più a sud, sempre nel continente americano, ove “risiede” El Àrbol del Tule (dallo spagnolo, “L’albero di Tule”), che è un enorme cipresso Montezuma situato nel centro della città di Santa María del Tule nello stato messicano di Oaxaca. La sua esistenza è raccontata da più di 2.000 anni sia dagli Aztechi che dagli spagnoli che fondarono la città di Oaxaca. El Árbol del Tule che i messicani dicono essere lui l’albero più antico del mondo. C’è da dire che questo cipresso Montezuma è sicuramente uno dei più grande alberi del mondo e quello ritenuto con il  il tronco più ampio infatti la sua circonferenza, attualmente, dovrebbe essere di 138 metri! Comunque questo colosso messicano, anche come dimensioni complessive, ben si attesta sul “podio planetario” del genere come “medaglia di bronzo” essendo superato solamente da due sequoie giganti, chiamate  Generale Grant  e  Generale Sherman ,che vivono ambedue nella cosiddetta   Foresta Gigante   posta all'interno del  Sequoia National Park in  California.

* Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale

 



 

 

 

Le radici del Pino Italus

Author: Cris

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