DIARIO DELLA RISORGENZA (E DELLA GRANDE PESTE)

Editor e Copy Cristian Arni

Si riparte, o almeno ci si prova! Prove tecniche di trasmissione, non del virus si spera. E allora sia, gli Stati Uniti hanno il loro 4 Luglio, l’Italia il 4 Maggio, e proprio mentre Trump affonda sulle responsabilità cinesi della pandemia, l’Italia del “giorno dopo” sembra tornata all’era pre Covid, se non altro per certi comportamenti di non pochi romani, questa la percezione che abbiamo avuto. Ma siccome ormai ci lasciamo alle spalle la Fase 1, ufficialmente siamo entrati nella seconda Fase, così anche la nostra precedente rubrica si chiamerà come potete leggere nel titolo di questo articolo. Non sappiamo cosa succederà domani, men che mai quale sarà la nostra cadenza perchè è tutto in divenire quindi suscettibile di mutamento pertanto, con le dovute cautele, ci addentriamo anche noi in questa Fase 2, con l’augurio di farvi ancora compagnia come abbiamo fatto in questi duri mesi di Fase 1. La rubrica si chiamerà: Diario della Risorgenza (e della Grande Preste) perchè, non senza ironia e provocazione, siamo tutti sospesi tra: risorgimento e rintanamento.

 

 

 

 

di Antonio Saccà

 

Considerazioni sparse, per cominciare. Molti malati furono e sono cagionati dallo stare in famiglia ossia dalla quarantena, la quale se giova all’isolamento, alla mancanza di contagio esterno diffuso, suscita il contatto interno. Non aver pensato che isolare gli individui dall’esterno mettendoli insieme all’interno provoca malattie, fu e rimane un gravissimo errore. Ne ho scritto ma serve per quel che dirò, ossia: la quarantena è utile se viene isolato il soggetto ma non giova appena il soggetto non è isolato. Se giova ad un gruppo di sani isolati dall’esterno potremmo utilizzare questo gruppo nel mondo del lavoro, invece di quarantenare tutti. Ma riprenderò l’argomento. Ho scritto anche di un altro errore: non aver colto che era il processo infiammatorio a suscitare grumi di sangue e la trombosi, ormai presenti i grumi l’ossigeno, i respiratori erano vani se non dannosi, si dovevano evitare o eliminare i grumi. Altro errore, la confusione a tutt’oggi sulle mascherine. Se permettono di non infettare da parte di chi è infettato, di non essere infettati da parte di chi è sano, avremmo risolto, una maschera che impedisce di ricevere virus o di diffondere virus, e saremmo salvi. No. Le mascherine servirebbero a impedire emissione di goccioline dovuta a sternuti, colpi di tosse improvvisi, ravvicinati. Ma non ci proteggono. Ed allora, il distanziamento sociale?! Sì, la mascherina coadiuva. Coadiuva solamente. Tanto rumore di mascherine per quasi nulla?! Ma il rimedio imperiale sarebbe, è il distanziamento sociale. Poiché il Virus ha getto corto stare lontani risolverebbe, risolve. E’ così semplice? No. Infatti popoli ravvicinatissimi, non mascherati, non con mani lavate muoiono meno degli occidentali! Africani, indiani, gli stessi popolosissimi cinesi non sono in cifre apocalittiche contaminati, almeno fino ad oggi e da quanto sappiamo. Allora che vale teorizzare imperativamente, a rischio di tragedia, mascherine, mani lavate, distanziamento se altri popoli che non ossequiano tali rituali sono meno vulnerati di noi, almeno fino ad oggi? Vi sono concause? Certo. Inquinamento, zone stagnanti, concentrazione abitativa (ma questa non sarebbe significativa, altri popoli stanno addossati), polveri sottili, vaccini, alimentazione, malattie occidentali (diabete, cardiovascolari…). Insomma, vi sono altre ragioni oltre il Virus. Ma il dramma sta proprio nei presunti rimedi. Vediamo. E opportuno sapere che il lavaggio delle mani ed evitare il contatto rientrano nelle nevrosi ossessive, il lavaggio delle mani è la purificazione per senso di colpa, la magia di contatto è il non avere rapporti con persone o cose infettate, contaminanti, tabuizzate, l’altro come portatore di maleficio, da evitare. La maschera ha il medesimo compito difensivo, è una piccola corazza. Messi insieme, lavaggio, mascherina, distanziamento valutiamo la realtà, l’ho già accennato a proposito dei manichei, dei catari, come un luogo fisico e mentale sporco, impuro, da distanziarsi. Non da sottovalutare che il distanziamento coinvolge la sessualità e la sessualità è odiatissima da questi pseudo asceti nevrotico ossessivi, è o male incarnato. Che se ne trae^ Che coloro che hanno “studiato” la “soluzione” dal Virus sono nemici spietati della vita, del piacere, dello stare insieme. Tendono all’atomismo paranoico, ciascun individuo isolato, “spaziato”, che magari comunica con il telefono ma non con la voce. La insistenza contro gli assembramenti rivela questo scopo di isolamento dell’individuo. Il che ha pure risvolti politici. Immaginate la Cina. Se fai grippo non rispetti il distanziamento sociale! Ed è fatta. Neanche fisicamente possiamo organizzare l’opposizione! In Italia sta accadendo il medesimo. Il Governo, sulla via della crisi, ha usato, ed usa e prolunga la crisi per prolungare se stesso, non elezioni, non manifestazioni pubbliche collettive, sorveglianza “virtuosa” delle forze dell’ordine, ed eventuale segnatura telefonica che mette l’individuo sotto controllo perpetuo. Con la pandemia la Cina ha eliminato la pericolosissima protesta di Hong Kong! (E inferto un colpo di pugnale alla schiena degli Stati Uniti, ma è questione da valutare a sé, fondamentalissima). Si dirà, si dice: lavaggio, mascherine, distanziamento sono necessari per sanarci dal Virus, hai da proporre altro? Innanzi tutto ho da porre che il distanziamento sociale è un “rimedio” uguale al male se non peggiore. Come detto, spezzerebbe la società, l’atomizzerebbe, e, preso sul serio, eliminerebbe i rapporti sessuali! C’è teoria, “rimedio” più antivitale? Susciterebbe depressione, timore del prossimo, paralizzerebbe le manifestazioni affettive, la vita diverrebbe una nevrosi ossessiva perpetua, ansia di contaminazione, fuga dall’altro. Con queste scorribande mentali l’economia ecatomberebbe. Convivere non significa eliminare significa coesistere, significa contaminarsi non al livello della morte ma non al punto da sterilizzarsi per rimanere puri. E torna la domanda: hai qualcosa contro il Virus? Caldeggi il Vaccino? Il Vaccino lo lascio ai posteri ed agli speculatori. Se escono con un vaccino tra mesi o anni avremo un virus diverso dall’attuale, mutante come è, quindi vaccineremo il passato! C’è il siero iperimmunitario di Pavia tratto dagli anticorpi dei guariti, pare efficiente. Vi sono maschere che si usano in agricoltura, coprono anche gli occhi, difendono da prodotti mortalissimi… Il distanziamento sociale diverrebbe un incubo antisociale ed una radicale predominanza dello stato di polizia, che avrebbe mille pretesti per accusare…assembramenti. La Medicina diverrebbe l’aiutante della politica autoritaria.  I famigerati Comitati di salute pubblica! Non è la via retta, il distanziamento. Oggi, a prova, sono salito su di un mezzo pubblico, la maggior parte dei posti proibiti dal sedersi. Persone rade, mute, imbavagliate. Da sconfortare un bisonte.

Aggiungo, ne riparlerò, che il tirare in lungo il denaro per imprese e cittadini è in altro modo per annichilire la società, togliendole forza imprenditoriale, assoggettandola, immiserita, allo Stato ed alla carità di Stato. E’ un altro aspetto lugubre di questa lugubre evenienza. Lugubre non è soltanto il Virus ma chi lo dirige. Sì, c’è un disegno in questa malattia!

L’Homo Sfaber! Lo pedineremo.

Author: Cris

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