DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

Editor e Copywriter Cristian Arni

Nella nota odierna il Prof.Saccà ribadisce alcuni concetti, abbondantemente anticipati, che sono stati ripresi in questi giorni un po’ ovunque; sono anticipazioni che qui su CHPO ci fregiamo di ospitare per la lungimiranza e perspicacia, nonchè una buona dose osservazione sui fatti di cronaca che stanno avvenendo intorno a noi e nelle nostre vite. Ciò detto, senza vana gloria, ci urge dare a “Cesare quel che è di Cesare” e ringraziare ancora una volta il Professore per le sue ottime analisi.

 

 

 

 

 

Un ceto dirigente responsabile comprenderebbe che è vano questuare miliardi e miliardi se contemporaneamente non ci risolve il problema della sicurezza dei lavoratori e della vita sociale. Se non ricostruiamo la sicurezza non è che potremo chiedere denaro per mesi o anni, ma il sistema produttivo non rinasce se non risolviamo la sicurezza dal Virus. Quindi lo scopo essenziale odierno sta nel trovare il modo di garantire la vita e la salute dei cittadini e dei lavoratori e immetterci nel lavoro e nella vita sociale. Nel breve termine, fermo restando che tutti i ritrovati sarebbero ben accetti e apprezzati, se lo meritassero, mi pareva che un rafforzamento delle maschere, un adeguamento alla guerra che dovrebbero sostenere, costituirebbe la finalità più realistica nell’ odierna circostanza, la più operativa. Mi sto documentando, vedo programmi e mi imbatto, casualmente ed incredibilmente, la notte del tre aprile, ieri, in una trasmissione chiamata Quarto Grado dedicata al Virus con le solite frasi… di botto vedo ed ascolto il colloquio con un imprenditore, il quale… Una breve deviazione: che scrivo specialmente su queste note ma anche altrove? Che scrivo insistentemente, ostinatamente, “monomaniacalmente”? Che bisogna tra le tante possibilità inventare una maschera rafforzata del genere delle maschere subacquee… E che dice l’imprenditore, mi pare di Brescia: che egli ha modificato delle maschere subacquee a maschere respiratorie che permettono di garantirsi dall’offensiva del Virus, dunque poter lavorare in piena sicurezza, e vivere, e la sta vendendo nel mondo! La mirabolante soluzione? Nel breve termine la ritengo una soluzione. Almeno affronta e cerca una risposta al problema della tutela, senza la quale il sistema produttivo non si rianima, sposteremo la clausura di mese in mese, chiederemo denaro ad uso carità fine a se stessa. Mi sono sentito incompreso nell’insistere sulla difesa e sul convivere con il Virus, ma difesi, ascolto i pianti sul denaro da ottenere, mi sconsola non cogliere attenzione alla sicurezza in regime di convivenza e la giaculatoria dello stare in casa (dove ci impestiamo più che fuori), della curva decrescente, del non abbassare la guardia, della distanza sociale, del lavarsi le mani… Di rilievo il siero con gli anticorpi… Per il resto fondamentale è la tutela in costanza di Virus. Maschera o altro che sia. Bene. La notizia della maschera protettiva è data con il mezzo pubblico. Io ho fatto il Giovanni Battista. Sono curiosissimo di cogliere se qualche soggetto istituzionale percepirà l’invenzione. Da parte mia insisterò. Ad aspettare la decrescita dei contagi per virtù di clausura ci colmeremo di debiti e continueremo a morire. In ogni caso, che si cominci a capire che il Virus persisterà e quindi dobbiamo difenderci, è un piccolo passo da non spregiare.

Author: Cris

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