DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

Editor e Copywriter Cristian Arni

Signori inutile girarci intorno, noi di CHPO, e non siamo i soli, andiamo dicendo da quando è iniziata questa emergenza dovuta al Covid-19, che occorrono mezzi di sicurezza adeguati, che non si può SOLO contenere il Virus, ma si deve, ora più che mai, ragionare ad una prospettiva nell’immediato, se vogliamo imparare a CONVIVERE con questa pandemia, fin quando non ci sarà un vaccino. Cosa facciamo, fino ad allora staremo in queste condizioni? O vogliamo abituarci all’idea di imparare a CONVIVERE tutti, con gli alrti e con il Virus,  realmente rischiamo un’impennata anche dei prezzi che già si sta inverando; la situazione, già seria di per sè, rischia poi sommosse popolari causate dalla “fame”. A proposito leggiamo quanto ci scrive il Prof.Saccà oggi.

 

 

 

 

di Antonio Saccà

post del 03/04/2020

 

 

Difetterò di comprensione, anche perché bisogna avere cautela nel giudicare senza avere la responsabilità della situazione o avere responsabilità degli atti compiuti o da compiere. In ogni caso, non mi è chiaro il ruolo delle mascherine, ancora oggi, se difendono dall’essere contaminati basta dotare tutti di mascherine e nessuno verrebbe contaminato. Chi è già contaminato non contaminerà, almeno questo. Sarebbe un gran risultato. Si fa un gran parlare: mancano le mascherine! Ma giovano o non giovano, se giovano obblighiamo dei sistemi produttivi a convertirsi, a fare mascherine, impieghiamo l’esercito e obblighiamo tutti a indossarle, armare ciascuno di mascherine, mascherine rafforzate, mascherine che hanno funzione totalmente protettiva…E’ possibile? Darla soprattutto a chi lavora! A proposito: permettiamo ad una famiglia di coesistere in un appartamento e non permettiamo a delle persone di coesistere in un ufficio! Vero che una famiglia non ha rapporti se non con se stessa ma vero anche che qualcuno uscirà e contatti ne avrà, non colgo differenza radicale, oltretutto se vi una protezione. Del resto, si permette a milioni di persone di lavorare! Se si permette il lavoro a costoro perché non consentirlo agli altri? Si dice: sono lavori necessari. Assurdo. Si deve dire: sono lavoratori protetti! E se sono protetti gli uni perché non proteggere gli altri e farli lavorare? Non si tratta di essere cinici e dare rilevanza al lavoro e non alla salute, si tratta della antitesi: taluni lavorano altri no. Perché? Perché esistono lavori necessari e meno necessari? Assurdo. Significherebbe far prevalere la necessità del lavoro alla salute!  Al dunque: tra coloro che lavorano c’è protezione? C’è mortalità? Non pare che vi sia mortalità. Ed allora si estendano le protezioni a tutti e si ricominci a lavorare. O tutti o nessuno. Si fanno stare cinque persone in una casa e non cinque persone in un ufficio! Si fanno stare migliaia di operaia a lavorare e migliaia di operai esclusi dal lavoro, in nome di che?  Se coloro che lavorano sono protetti, proteggiamo tutti, se non sono protetti… invece di ragionare sull’ipotesi ipotatticissima dell’assottigliarsi delle contaminazioni con la distanza sociale, la reclusione, evento che non si verificherà o comunque non servirà perché qualcuno contaminato esisterà, vedi caso della Cina che torna infestata!!!!!!  Prima o dopo i lavoratori dovranno tornare a lavorare e le persone ad uscire, che si sta facendo per adattare la situazione alla ripresa, quali mezzi protettivi, quali mezzi protettivi, QUALI MEZZI PROTETTIVI! Le solite dichiarazioni: non uscite, lavatevi le mani, distanza, e spostiamo la situazione di mese in mese aspettando la scemenza del contagio. Non usciremo dal fango contagioso, non ne usciremo. la protezione dal Virus ,ripeto fino all’esaurimento, è la scorciatoia momentanea, come gli infermieri, corazzarci. E’ possibile o vaneggio? Almeno si ponga la questione. Riprendere l’attività quando il Virus morirà o si attenuerà è un evento, sarebbe un evento leggendario…

Avremo un abbinamento tra malattia e crisi economica da non pensarci… Aiuti, non licenziare… Quale sistema economico si può permettere di pagare le persone senza lavoro e per quanto tempo? I licenziamenti esistono già dal momento in cui le imprese sono chiuse, dipendono dal tempo della chiusura e dai contributi, ma più si prolunga il tempo, meno vi è speranza di rinascita. Esiste un sistema protettivo? Conta molto di più che dare contributi. Si capisse che proteggere vale più che dare soldi usciremmo dalla crisi. Perché dare soldi e restare non protetti significa non ripartire, né lavoratori, né cittadini, impauriti dal contagio del quale così tanto sono stati impauriti, faranno mossa, se non protetti. Che assurdità, far tornare alla vita sociale gente non protetta o protetta soltanto dalla evanescenza del Virus perché siamo rimasti in casa. Ma, appunto, perché siamo rimasti in casa! E se usciamo di casa senza protezione che avverrà come in Cina… Protezione non illusione di eliminare il Virus. Mi ripeto, e mi ripeterò!

Una fortissima inflazione, i prezzi aumentano, siamo già al 30% circa, la burocrazia imperversa, eccellentemente alcuni studiosi stanno tentando un siero da coloro che sono stati infettati e, guariti, hanno anticorpi. Abbiamo preso il cattivo esempio dai cinesi, il sistema carcerario dei malati, non serve, occorre protezione, la Germania ha molti infestati pochissimi morti rispetto ai contagiati, teme di fornirci denaro perché suppone che lo spendiamo male, carità senza progetto…

Author: Cris

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